domenica 5 luglio 2009

All-Star Superman 1 - 3 - giu 2006


All-Star Superman 1-3; di Grant Morrison: Testi, Frank Quitely: Illustrazioni, Jamie Grant: Colori - DC Comics - 2.99$

Sono convinto che, quando fu annunciato per All-Star Superman il team creativo formato da Grant Morrison e Frank Quitely, qualcuno avrà storto il naso, pensando ad un’ennesima versione revisionista (e magari controversa) del personaggio: d’altronde la base stessa del progetto, quella di presentare un Superman libero dai vincoli della continuity ed ambientato in una specie di DC Universe alternativo poteva in effetti far pensare ad un’operazione del genere.

Ma Morrison è troppo furbo ed intelligente per cadere in un errore simile ed invece ha semplicemente fatto quanto richiestogli dalla DC, cioè presentare un Superman che potesse essere apprezzato e capito anche da chi non ha seguito negli ultimi 5 anni le gesta del personaggio nella sua serie regolare . Niente versioni esagerate, niente ridefinizioni delle caratterizzazioni, niente trovate scandalistiche, solo la riscoperta di ciò che c’è alla base del mito di Superman, della sua profonda umanità e del suo essere, contemporaneamente, un alieno sceso sulla Terra.
Una versione sicuramente diversa dalla divinizzazione che lo stesso scrittore scozzese aveva fatto durante il suo acclamato ciclo sulla JLA, visto che, invece il Superman “All-Star” è decisamente più imperfetto, più umano della sua controparte “ufficiale”.

Morrison ha infatti cercato di recuperare lo spirito e l’immaginario del Superman pre-Crisis ed in particolare sembra pescare abbondantemente dalla Silver Age: il fumetto è così saturo di quella iconografia forse un po’ infantile, ma irresistibile che ricorda un’epoca in cui i fumetti erano indirizzati ad un target adolescenziale. Suona un po’ datato, un po’ retrò? Forse sì, ma rivedere la Fortezza della Solitudine (resa davvero magnificamente da un Quitely letteralmente spaventoso) piena di oggetti kitsch è un’emozione grandissima, così come è splendido il divertimento bambinesco nell’assistere alla disputa amorosa tra Samson ed Atlas nel numero tre.

Ma, stiamo attenti, non siamo solo nei territori dell’omaggio appassionato (a proposito, un altro punto a sfavore di chi è convinto che Morrison sia essenzialmente solo un bastardo senza cuore) e nostalgico, perché il lavoro svolto sulle caratterizzazioni dei personaggi è praticamente inappuntabile: il suo Superman non è solo la rappresentazione perfetta dell’archetipo supereroistico, è un personaggio che incarna tutte le caratteristiche che lo hanno reso immortale nell’immaginazione popolare e che, contemporaneamente, nasconde una ricchezza ed una complessità di carattere insospettata. Accanto a quella fierezza, alla positività ed all’ottimismo che hanno sempre contraddistinto l’Azzurrone appare un lato più malinconico e tragico, legato alla impossibile eppure fondamentale convivenza tra il lato umano (Clark Kent) e quello alieno (Kal-El), alla pesantezza del compito di dover proteggere un intero mondo ed, addirittura, alla consapevolezza della propria mortalità. Già, un dio quasi onnipotente dotato di poteri inimmaginabili che riflette sulla morte e sulla fragilità della propria esistenza e lo fa con una semplicità disarmante. E’ questa l’arma vincente di Morrison su questa testata, questa capacità di trattare grandi temi, di dare una grande profondità psicologica ai personaggi senza perdersi in pagine e pagine di insondabili didascalie.

Anche il lavoro di caratterizzazione di Lois Lane è davvero azzeccato ed anche qui ritroviamo la sua versione pre-Crisis, quella donna un po’ impicciona e tremendamente curiosa che finisce per cacciarsi costantemente nei guai e, contemporaneamente, troviamo un personaggio tridimensionale e assolutamente credibile, che non può fare a meno di chiedersi come sia possibile la convivenza di due anime apparentemente inconciliabili come Clark Kent e Superman e che ne è irresistibilmente attratta ed al contempo spaventata. La visione morrisoniana di Lois è quella di una donna pura e innocente, ma comunque sottilmente maliziosa e seducente, che flirta costantemente con Superman usando le sottili armi della seduzione; in questo compito lo scrittore scozzese è sorretto ancora una volta in maniera spettacolare da Frank Quitely che ci regala una versione irresistibile, sexy e realistica del personaggio, senza andare a cercare l’effetto “pin-up”, ma giocando più sulle movenze, sulle espressioni sulle inquadrature.

E poi c’è Lex: il villain per eccellenza appare solo di sfuggita nel primo numero e giusto per un paio di tavole, eppure la sua presenza si avverte chiaramente in tutto il fumetto, dando alla serie un senso sottile di inquietudine, contrapposto, ma complementare all’approccio solare e nostalgico che guida queste storie. A Morrison e Quitely bastano comunque quelle poche vignette per regalarci un Lex Luthor da antologia, totalmente corrotto nell’anima, malvagio fino all’osso, potente, oscuro e manipolatore, quasi inumano…il perfetto opposto del protagonista, insomma, per rimanere fedele ad una delle più classiche regole del fumetto supereroistico.

Accanto al lavoro di caratterizzazione, Morrison sfodera una sceneggiatura davvero spettacolare: fedele ai dettami imposti dal mercato moderno, lo scrittore scozzese sfodera storie che si leggono davvero tutte di un fiato, dotate di un ritmo micidiale, ma, al contempo, ogni numero di All-Star Superman è denso di avvenimenti, scenette e situazioni diverse. Insomma, c’è una bella differenza con i “fumetti decompressi” (ed un po’ vuoti) che dominano in gran parte il mercato fumettistico. Accanto a queste ci sono tante piccole trovate geniali, tanti piccoli tocchi di classe e dialoghi semplici e diretti, ma comunque incisivi e profondi.
Ma sarebbe quantomeno ingiusto dimenticare l’enorme lavoro che svolge Frank Quitely con i suoi disegni: se era ormai risaputa la perizia dell’illustratore britannico, su “All-Star Superman” raggiunge nuove vette qualitative, con tavole potenti, vive e spettacolari, caratterizzate da una grande cura del dettaglio e delle espressioni del corpo e del viso. E’ infatti sui personaggi che Frank svolge il lavoro migliore, consegnando alla storia un Superman perfetto, mastodontico, potente, eppure fragile e così umano, una Lois Lane sensuale e straordinariamente vitale ed un Lex Luthor letteralmente diabolico ed inquietante. Le sue tavole sono una vera e propria gioia per gli occhi che lanciano definitivamente Quitely nell’olimpo dei migliori disegnatori della scena (e non solo). E’ altresì obbligatorio sottolineare come, dopo tante collaborazioni, la sinergia tra Morrison e l’artista sia praticamente perfetta e come Frank sia forse l’illustratore che riesce ad esaltare al meglio la classe in sede di sceneggiatura di Grant.

“All-Star Superman” è un fumetto realmente straordinario, uno dei pochi esempi rimasti di storie intelligenti e fantasiose che possano soddisfare sia un pubblico adolescenziale che uno adulto; un piccolo capolavoro che, dopo tante storie vuote, riconcilia con il colorato mondo dei supereroi nella maniera più semplice, colpendo in egual modo il cuore e la testa del lettore. Un fumetto consigliatissimo, anche a chi pensa di non sopportare il personaggio di Superman; la speranza è che chi ha acquisito i diritti della DC in Italia, chiunque esso sia, lo proponga al più presto nel nostro mercato.

Come concludere? Con un sincero ringraziamento a Grant e Frank, per averci regalato un nuovo gioiello, per averci mostrato che i supereroi possono ancora emozionare, divertire, appassionare e per averci mostrato perché un personaggio vestito con una tutina azzurra, le mutande ed un mantello rossi ed una grossa “S” gialla e rossa sul petto sia potuto diventare un vero e proprio simbolo conosciuto da tutto il mondo.

Albyrinth [voivodrulez@gmail.com] - Giugno 2006