sabato 25 luglio 2009

Alan Moore, Eddie Campbell: Serpenti & Scale - sett. 2006


Serpenti & Scale di Alan Moore e Eddie Campbell
volume in brossura, b/n, euro 10,00 - Black Velvet

Magia!
Ci siamo fatti tutti quanti della fantasie su cosa diavolo combini il Barbuto Stregone di Northampton nelle notti di luna piena o più pubblicamente nelle sue strampalate performance magico-artistiche nei teatri d'Inghilterra.
Ebbene Serpenti & Scale soddisfa, almeno parzialmente, molte delle nostre curiosità.
Nella lunga intervista/chiacchierata tra il disegnatore (e non solo) Eddie Campbell e lo scrittore (e non solo) Alan Moore veniamo a scoprire molte delle idee, credenze, teorie magiche di quest'ultimo. L'intervista è un pretesto tant'è vero che il Sommo Fumettista spesso si fa domande per poi rispondersi, tutto da solo: un pretesto per parlare di Magia, arte, creatività o meglio ancora del processo di creazione delle Idee.
Le idee come atto magico quindi, come tale, atto (quasi) inspiegabile, se non appunto con teorie, atto sempre e comunque misterioso.
Da un lato questo farà magari un po' arrabbiare i teorici della scrittura come applicazione e lavoro costante prettamente tecnico. Anche se Moore è uno che lavora e si applica costantemente e seppure non citi spessissimo la parola "tecnica" non si può dire che non conosca il mestiere né che la tecnica gli faccia difetto.
D'altra parte anche i gotici e ingenui assertori dell'ispirazione che arriva fulminea a cavallo della Musa di turno potrebbero provare una certa irritazione nel leggere con quanta tecnica e perizia il Sommo si accosta al suo lavoro...
Ma se appena appena si ha un po' d'interesse e curiosità per il mondo della stregoneria-fai-da-te (e per la creatività, naturalmente) la lettura dell'intervista/chiacchierata tra Moore e Campbell darà grandi soddisfazioni. E divertimento, anche!
Non che, per il nostro semplice piacere, il Mago renda improvvisamente essoterica tutta la sua conoscenza, questo no; però finalmente potremo avere un'idea - almeno a grandi linee - su cosa lui pensi, in cosa crede, chi diavolo (...) è Glicone e da dove viene la scelta di adorare proprio un serpentone, cosa pensa di Odino e Gesù e un pochino anche di Dio. Tanto per dire.
Personalmente mi piace e m'interessa moltissimo conoscere le credenze delle persone e i loro riti e miti e nel caso di un Autore che apprezzo molto e che, più volente che nolente, è circondato da quest'aura magica, la faccenda si fa ancor più appetitosa e il mio interesse cresce.
Moore appare perennemente in (un sano) bilico tra la convinzione più meditata e il non prendersi troppo sul serio, da lui non ci si sarebbe aspettati nulla di meno.
Tutto quanto è condito da un glaciale, simpatico (beh, insomma...) umorismo inglese e da numerosissimi stimoli che starà ad ogni singolo lettore scegliere se accogliere ed approfondire o meno. Gli stimoli nei lavori di Alan Moore, e nelle sue interviste, non mancano mai.
Non dimentichiamoci, infine, che questo libro si concentra sulla performance, una delle mitiche performances di Alan Moore e della banda di pazzi che via via lo accompagna: Serpenti & Scale (un passatempo per i pomeriggi piovosi) viene sviscerata - per quanto sia possibile - raccontata nella sua genesi e realizzazione, documentata con fotografie.
A Eddie Campbell viene affidato il compito di raffigurarla, questa performance tenuta il 10 Aprile 1999 alla Red Lion Square.
Da qui in poi si viene accompagnati a proprio rischio e pericolo in un lucido, consapevole - e bellissimo - delirio poetico, mistico, MAGICO, nel quale tra allegorie cosmogoniche, elementi di psicogeografia, tarocchi, sesso, proposizione del mistero della Doppia Elica del DNA (magnifico verme), preraffaelliti, scienziati, Big Bang, Kabbala...
Campbell usa collage di fotografie e disegni - grotteschi o realistici - in bianchi e neri morbidi come pastelli o duri come ferite dell'anima.
Il risultato, la commistione indissolubile di parole, disegni e grafica, è profondo ed emozionante, colpisce dentro. Profondo non è un termine usato a caso: la poesia dipanata attraverso queste pagine ha tutto di immaginativo, ma poco o nulla di astratto. E così ancora una volta - come per magia - ci si ritrova a guardare dentro e fuori da noi stessi, ad avere un istante di sopraffazione e stupore per poi immergersi inquieti in Qualcosa sempre e già conosciuto, seppure sotto una dura scorza di carne ottundente, da sempre e da ognuno/a.
"...Immaginazione, la più bella e splendida compagna di cui avremo mai bisogno, che potremo mai sperare..."
Orlando Furioso