martedì 2 giugno 2009

X–Men: L’Uomo della stanza X

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Gli Incredibili X-Men
"L'uomo della stanza X"

di Grant Morrison - Leinil F. Yu

spill. 48 pag, colore, formato "orizzontale

3 euro

Panini Comics

Gli Annual della Marvel sono cambiati. Quelli che un tempo erano albi speciali solo nel nome, essendo quasi sempre storie autoconclusive prodotte per sfruttare il successo di una testata con un tredicesimo albo annuale, ora sono diventati veri e propri Speciali, sia nella forma che nella sostanza. A cominciare dal formato, quel MarvelWidevision che ci presenta la storia in orizzontale (in 16/9, televisivamente parlando), con l'albo spillato sul lato corto che conserva, però, il tradizionale senso di lettura.

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Questo "L'uomo della stanza X" è il primo di questi Annual (forse l'unico?) che Panini Comics pubblica anche qui in Italia, e questo fatto rende, ovviamente, impossibile giudicare l'operazione nel suo complesso. Ma nello specifico, pur non sapendo come siano stati sviluppati gli altri Annual ed ignorando se ci sia una sorta di filo conduttore che li leghi soprattutto a livello di struttura narrativa, trovo che lo scrittore scozzese Grant Morrison abbia lavorato proprio sul concetto di orizzontalità, legando indissolubilmente la vicenda narrata in quest'albo alla particolare forma che esso assume. Quella che ci presenta è, infatti, una storia collaterale e, allo stesso tempo, fondamentale (nel senso più letterale del termine) per la testata regolare che egli stesso cura, quella "New X-Men" che ha recentemente rimodellato a sua immagine e somiglianza.

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Morrison approfitta quindi di questa peculiare caratteristica morfologica dell'albo per presentarci un numero non esattamente incastrabile negli ordinati scaffali degli X-collezionisti. Un albo a parte, insomma, da conservare di fianco a quelli della serie regolare, oppure sotto... come, del resto, il suo formato anomalo obbliga necessariamente a fare. Questo non significa, però, che esso sia scollegato dagli avvenimenti attualmente in corso nell'universo mutante... tutt'altro.

Come dicevo, infatti, questa storia serve sia a poggiare delle ampie fondamenta per temi e trame future che ad ampliare lo spettro visuale attraverso cui valutare le vicende attuali di ogni testata mutante. L'aspetto principale della storia è l'inserimento di un nuovo personaggio, Xorn, un nuovo X-Men dai poteri spaventosamente misconosciuti, attorno alle cui vicende si sviluppa la trama. Ma, già in quest'albo, Morrison ramifica lateralmente questo spunto, coinvolgendo Xorn in un intricato dedalo di avvenimenti che segneranno radicalmente il futuro delle X-Testate.

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Credo, infatti, che queste sottotrame abbiano anche, tra le altre, la funzione di collegare la apparentemente autonoma ed incoerente X-Force (di Milligan - Allred) alle altre testate mutanti. Tutto questo avviene come coseguenza della shockante rivelazione che il Dr.Xavier (ma sarà davvero lui?) fa in conclusione di "E come Extinzione", il primo story-arc di "New X-Men": un outing di proporzioni globali che fa finalmente uscire allo scoperto i paladini mutanti di tutto il mondo, rivelandone la presenza a quegli esseri umani per cui combattevano ma dai quali (e tra i quali) si erano sempre nascosti. Ma non solo. Morrison ha pensato di complicare le cose utilizzando una cosiddetta Terza Specie, composta da umani che scelgono di innestarsi organi mutanti prelevati direttamente da Homo Sapiens Superior, riconoscendone quindi una dignità come specie a sè stante, ma, allo stesso tempo, temendo di esserne sopraffatti a livello evolutivo. Un'idea forse non originale (ricordate gli umani con innesti alieni del futuristico ed anticonformista "Transmetropolitan"?), ma che apre scenari pressoché sconfinati per le future trame degli X-Men. Questo perché, ora, i mutanti non sono solo un problema, ma una vera e propria realtà. L'interazione tra umani e mutanti porta quindi, come sempre succede in questi frangenti, a zone d'ombra che si frappongono fra essi.

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Morrison sa bene che la realtà non è fatta solo di bianchi e di neri... ma che esistono infinite tonalità di grigio. E alcuni di questi toni di grigio sono rappresentati, oltre che dalla Terza Specie, anche dalle iniziative di sensibilizzazione ed integrazione messe in atto da Xavier, di cui vediamo due accenni con una ancora fantomatica X-Corporation e, forse, con una linea di abbigliamento denominata X-Wear. Un albo, quindi, in cui l'importanza della storia narrata è palesemente secondaria (anche se non certo scadente), e nel quale Morrison si concentra per lo più sul piantare i paletti che segneranno la strada per le sue future peripezie mutanti. E riesce a farci capire cos'ha in mente nel modo migliore, riuscendo magistralmente a miscelare, nelle giuste dosi e con i giusti tempi, quelli che saranno gli ingredienti della sua gestione: azione e Soap-Opera, fantascienza e Situation-Comedy, dramma e Splatter-Punk... in un gustoso cocktail che qui viene reso esplosivo dalla straordinaria unicità di quest'opera. Un albo così atipico, infatti , prevede anche una cura particolare dal punto di vista grafico. La scelta è caduta sull'ex disegnatore regolare degli X-Men,Leinil Francis Yu, un giovane artista Filippino dotatissimo di talento figurativo che denota, però, ancora qualche problema nell'affrontare il tradizionale story-telling dei comic-books americani, soprattutto nelle scene di azione concitata. Per questo non stupisce che proprio in quest'albo povero di azione frenetica (e che rappresenta il suo canto del cigno in casa Marvel, almeno per il momento), egli riesca a fornirci una prova eccezionale e quasi priva di sbavature, potendo concentrarsi su una visione assolutamente personale della narrazione e senza l'assillo di dover rispettare alcuna grammatica predefinita.

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E allora le sue tavole si aprono lateralmente, quasi si squarciano, riprendendo e sviluppando, sia nel tratto che, soprattutto, nella scansione grafica delle vignette, la lezione del suo connazionale e mentore Whilce Portacio. Non è un caso, infatti, che l'inchiostratore sia quel Gerry Alanguilan, un altro Filippino, che ha legato il suo nome a tutte le ultime produzioni di Portacio, sia per lo studio indipendente Avalon che per la Marvel. Ed è impressionante, soprattutto nella resa dei volti umani, la somiglianza che le tavole di Yu hanno con quelle del suo maestro, testimonianza di una comune ricerca di espressività esasperata, ottenuta usando in maniera sapiente ed originale ombre e chiaroscuri e, soprattutto, portando l'attenzione del lettore sugli occhi dei personaggi, vero fulcro della personalità degli stessi. Insomma, un albo davvero interessante e fondamentale (in tutti i sensi, stavolta...), che non deve mancare nella libreria di chi segue con passione le vicissitudini degli Uomini-X. Ma anche un albo che conferma tutte le buone intenzioni della Marvel di voler rendere l'universo mutante più appetibile anche a coloro che non hanno l'esperienza necessaria per digerire decenni di continuity, aprendosi a profonde innovazioni sia dal punto di vista delle storie narrate che dell'approccio grafico. E tanti, tra cui il sottoscritto, non possono che esserne contenti...

andre.a Maggio 2002

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