giovedì 11 giugno 2009

Watchmen: il pensiero laterale e la struttura di Watchmen - parte 1 -


Il pensiero laterale e la struttura di Watchmen - parte 1 - di Jessica Furè e Stuart Moulthrop - Articolo tratto dal sito di Stuart Moulthrop [http://iat.ubalt.edu/moulthrop/] - traduzione di Albyrinth

Come Scott McCloud giustamente sottolinea sul suo Understanding Comics [tradotto anche in italiano dalla Vittorio Pavesio Edizioni. Ndt], questo medium è diverso dal cinema e dai romanzi in un punto fondamentale: nonostante costituisca un’ Arte Sequenziale, dalle famose parole di Will Eisner, il layout di una tavola di un fumetto permette di sfruttare molti tipi diversi di sequenza. Abbiamo imparato a leggere le vignette da quella in alto a sinistra a quella in basso a destra, una vignetta alla volta, ma questo non è l’unico modo per guardare un fumetto e neppure l’unico modo in cui noi lo guardiamo.
Se una vignetta è nel mezzo di una gabbia, per esempio, possiamo leggere in alto, in basso o anche diagonalmente così come avanti ed indietro. Questi movimenti potrebbero essere o non essere importanti per la narrazione e l’artista può favorire o scoraggiarli, ma la loro possibilità sottolinea un aspetto di base della nostra esperienza come lettori di un fumetto. Ad un certo punto i nostri occhi guardano la pagina nel suo complesso o, nel caso che analizzeremo adesso, due pagine insieme. Il fumetto è un medium sia sequenziale che simultaneo.
Alan Moore e Dave Gibbons erano sicuramente a conoscenza di questo fatto quando crearono Watchmen. La tensione tra la successione lineare e la percezione simultanea emerge fortemente nel contrasto tra la comprensione superumana del tempo come un gioiello sfaccettato da parte del Dr. Manhattan e lo sforzo di tutti gli altri personaggi di capire cosa stia accadendo attorno a loro, minuto dopo minuto, mentre l’orologio si avvicina inesorabilmente alla mezzanotte.
E questo ci porta ad Adrian Veidt, che dice ai suoi inseguitori di non essere un “nemico ricorrente [“serial” in originale. Ndt] repubblicano”. E’ facile intuire come questa frase non si riferisca solamente ai film. Veidt, in realtà, non è un pensatore seriale. Guarda un muro di schermi televisivi tutti insieme (“Solo io ed il mondo”) e, fedele al suo nome da battaglia Alessandro Magno/Ozymandias, si dedica a soluzioni “laterali” come lo sciogliere il Nodo Gordiano. Azioni in contrasto con i limiti ordinari della realtà sociale.
C’è una evidente analogia visuale tra il muro di schermi di Veidt e la tipica gabbia 3x3 delle tavole di Watchmen.
(In verità il muro di schermi di Adrian contiene 36 schermi, sistemati in un quadrato 6x6). Entrambe le strutture presentano a qualche livello un campo visuale aperto dove siamo liberi di cercare e trovare associazioni. E’ abbastanza facile per poter capire cosa significhi in relazione alla trama di Watchmen; Ma cosa possiamo dire di quell’altro senso “visuale” della trama? E’ possibile leggere questo fumetto lateralmente?
Qui sotto ci sono sette esempi di semplici o basilari letture laterali, ottenute spostandoci dalla vignetta più a destra di una pagina a sinistra direttamente a quella più a sinistra della pagina seguente, senza guardare le vignette in mezzo. E’ una tecnica essenzialmente arbitraria che è possibile applicare a qualunque fumetto, ma in Watchmen i risultati ottenuti si sono rivelati molto interessanti.
Anche se queste corrispondenze probabilmente non furono pianificate da Moore e Gibbons [Non ci scommetterei…Ndt], ci mostrano come sono densamente connesse e piene di significato tutte le tematiche di Watchmen. Anche se queste connessioni non erano volute, sono comunque lì, sulle tavole. Gli incidenti capitano.

Sempre che voi crediate agli incidenti…
Capitolo I, Pagine 8/9
Come molte connessioni in Watchmen, questa verte sul significato delle parole e su giochi verbali/visuali. Possiamo leggere il commento di Rorschach “Hurm” messo in contrasto con l’avvertimento di Hollis Mason, “Hey, vedi di moderare il linguaggio!”. Vedere ed in più di un senso: perché il linguaggio (o il modo di parlare) è reso visibile qui e perché il lettore passa un sacco ad “osservare” come il linguaggio di Watchmen emerga e scorra nella narrazione.
I commenti di Mason sul “Gancio sinistro che ha mandato al tappeto Capitan Asse” contrapposti all’immagine del costume del Comico (che ricorda volutamente quello di Capitan America) appoggiato alla moquette del suo appartamento. “Prenditi cura di te stesso” è un consiglio che suona sempre sinistro in un’opera come Watchmen, ma lo è ancora di più quando guardiamo ad un costume vuoto senza un eroe ad indossarlo (pag.8) messo a confronto con un ex-eroe che non indossa più costumi (pag.9). Anche Hollis Mason è pronto a raggiungere presto Edward Blake.

Capitolo II, Pagine 4/5
Questa connessione incrociata vede la visita di Laurie Juspeczyk a sua madre Sally (ovvero Silk Spectre), contrapposta ad un raduno dei Minutemen negli anni 60, pochi anni prima che Laurie nascesse. Esaminando le due vignette, ci muoviamo da una scena con Sally vecchia con la figlia, che ha ereditato il ruolo di Silk Spectre, ad una folla di perdenti in costume (Mothman, Dollar Bill, Captain Metropolis) dove appare Sally nella sua giovinezza.
C’è una certa ironia nelle parole di Laurie, “Quello che aveva chiesto il tuo vecchio costume?”–
riferendosi ad uno dei fan feticisti di sua madre. Sally sta presentando un oggetto collezionistico, un rozzo fumetto pornografico basato sul suo personaggio di Silk Spectre. Nell’altra vignetta ci sono invece i Minutemen, il cui interesse nell’uso dei costumi sembra nascere anche da un paio di fantasie sessuali segrete. (Un aspetto che ritornerà nel fumetto nell’incontro di Laurie con Dan Dreiberg nel Capitolo VII).
Al raduno dei Minutemen, Sally si sta difendendo dalle eccessive attenzioni di Edward Blake, il Comico, che tenterà poi di stuprarla. Questo sembra avere una corrispondenza nelle parole di Laurie nel 1986: “Onestamente, mamma, sembra incoraggiare questi tipi…”. Blake aveva detto qualcosa di simile su sé stesso e, ancora una volta, ha a che vedere con i costumi: “Devi pur avere una ragione per indossare un costume come quello, eh?” (II.6.2.). In un certo modo Sally “incoraggia” Blake, dal momento che poi lei avrà una storia con lui durante la quale Laurie sarà concepita.

Capitolo II, Pagine 6/7
La connessione tra queste due vignette dovrebbe risultare brutalmente ovvia. Nel suo tentativo di stuprare Sally Jupiter, Edward Blake le tira un pugno sulla mascella (pag.6). Nella pagina seguente, l’Avventuriero Mascherato rompe il naso di Blake tentando di salvare Sally. I pugni arrivano da due direzioni opposte e sono viste da angoli complementari. Infatti la simmetria è così precisa da indurci a scommettere che questa connessione sia stata creata deliberatamente.
Nella vignette subito precedenti, si noti come la sequenza passi da Blake, accosciato e sanguinante a Blake nella stessa esatta posizione che accusa l’Avventuriero Mascherato di adorare sadisticamente il pestaggio (quest’immagine di una vittima all’ombra del suo assalitore verrà ripetuta più volte in Watchmen, diventando una delle immagini caratteristiche del fumetto). Si noti anche come Sally e Blake si scambino di posto nella seconda (II.6.5.)e nella penultima (II.7.5.) vignetta della sequenza. Come per molti schemi in questa parte del volume, anche questo è solo un antipasto delle Terrificanti Simmetrie del capitolo V.

Capitolo III, Pagine 26/27
Nella pagina a sinistra (III.26), il Presidente Nixon ascolta mentre uno dei suoi “umanoidi” analizza una simulazione di guerra nucleare, discutendo dell’impatto dei venti e dei funghi atomici nel mondo post-guerra. Contemporaneamente, sulla pagina dopo, il dr. Manhattan alza della polvere aliena mentre cammina sulla superficie di Marte (“Il mio mondo rosso significa per me di più rispetto al tuo mondo blu”). Una bomba-h formato uomo circondata dal suo stesso fungo atomico?
L’avvertimento sulla “Devastazione totale” deriva dal discorso di un generale (che assomiglia in modo piuttosto sospetto a Buck Turgidson nel Dottor Stranamore di George C.Scott) che assicura a Nixon che le forze militari degli stati Uniti possono spazzare via metà dei missili sovietici sul campo. (Non sto dicendo che non avremo i capelli spettinati…) Marte è, ovviamente una scena di desolazione, se non di totale devastazione: un pianeta che ha scelto la mancanza di vita rispetto alla vita stessa, come sottolinea il Dr. Manhattan.
Da quello che abbiamo scoperto negli ultimi anni, il Dr. Manhattan potrebbe sbagliarsi su Marte. Ma questi erano gli anni ’80, è importante ricordarlo.

Capitolo VI, Pagine 6/7
Questo incrocio di vignette parte dal giovane Walter Kovacs (Rorschach) spaventato da un bullo di quartiere a Kovacs che se ne sta muto e rigido nella sua cella in prigione nel 1986. Anche se ci sono molte vignette con scene d’azione tra le due presentate qui, formano un significativo schema prima e dopo. Sulla pagina di destra (VI.7), il passaggio dalla faccia di Walter giovane (VI.7.7) al Walter adulto (VI.7.8) rinforza la terribile logica che ha portato alla origine del vigilante. Le sbarre dietro a cui sta Kovacs (VI.7.9) sembrano essere un eco dei due giovani minacciosi che gli hanno sbarrato la strada in passato (VI.6.7).

Capitolo VI, Pagine 7/8
La lettura laterale su queste due tavole non è così ovvia visivamente come altre, ma è la più impressionante per la sua sottigliezza. A dire il vero sembra esserci più una disconnessione piuttosto che un legame in questo caso. Dall’intervista di Rorschach in prigione andiamo a “casa” con Mal Long.
Ma le cose potrebbero non essere così semplici come sembrano. Le vignette sulla pagina a sinistra (VI.26) gradualmente si spostano da un primo piano di una macchia di Rorschach. La voce nelle didascalie in queste vignette appartiene a Kovacs/Rorschach che chiude la storia delle sue origini con un roboante “E Rorschach fu”.
Sulla pagina seguente (VI.27) vediamo Mal e Gloria Long che si stanno vestendo per andare a cena, mostrandosi la schiena (si compari questa scena con l’immagine della bestia con due schiene, cioè la rappresentazione della prostituzione della madre di Rorschach, da cui lui è ossessionato). Nella vignetta successiva (VI.27.5) diamo un’occhiata al tavolo da cena dei Long e nell’ultima vignetta (VI.27.6) vediamo ancora Mal e Gloria vicini, questa volta fianco a fianco, con la loro relazione che sta inesorabilmente crollando. L’intero mondo sembra essere stato infettato dalla simmetria della macchia di Rorschach. Tutto, in un certo senso, “è Rorschach”.

Capitolo VII, Pagine 14/15
Anche se questo è uno dei contrasti più duri del fumetto – Ozymandias che compie un’incredibile evoluzione acrobatica per la Tv mentre Dan non riesce a fare sesso con Laurie – permangono comunque alcuni dettagli interessanti in questa sequenza incrociata. Sì, le gambe di Ozymandias così rigide proiettano un angolo decisamente suggestivo (VII.14.9) in contrasto, nella vignetta opposta (VII.15.7), con l’angolo del corpo di Laurie che si sistema vicino a Dan. E ci sono gli Uuuh, gli Aah e pure un “Ooommmmm” detto da Dan, nel caso la cosa non vi fosse chiara.
Attraverso la lettura laterale, però, scopriamo che ci sono elementi più sottili in gioco. Si noti l’immagine curva, convessa dello schermo televisivo nella vignetta più a sinistra (VII.14.7), che ricompare nella terza, quarta e sesta vignetta della serie. Nell’ultima vignetta (VII.15.9), lo schermo si riflette nella superficie curva degli occhiali di Dan che guarda distrattamente il rumore bianco sullo schermo (ai tempi non esisteva ancora la tv via cavo che trasmetteva 24 ore al giorno).
Queste immagini fanno parte di una collezione più ampia di schermi, occhiali, parabrezza, cupole, sfere che appaiono continuamente in questo capitolo ed in tutto il volume. Sono associate generalmente con il concetto di guardare ed essere guardato [“Watch” in originale. Ndt] – che, in pratica è il fulcro fondamentale della scena. Ozymandias si esibisce mentre il mondo intero lo guarda; Dan non riesce a fare sesso e la cosa viene spiegato dal sogno che segue questa sequenza, dove capiamo che lui teme che un Dr.Manhattan infuriato possa guardare lui e Laurie. Problema che viene risolto nel momento in cui Dan indossa quella maschera…
di Jessica Furè e Stuart Moulthrop