giovedì 11 giugno 2009

Wanted - Millar, Jones


Wanted, di Mark Millar – storia, J.G. Jones – disegni e chine, Paul Mounts – colori - 100% Cult Comics - Panini Comics euro 10,00 - 144 Pagine - Pubblicato negli States dalla Top Cow

Wesley Gibson è un patetico sfigato: un lavoro opprimente e noioso, una ragazza isterica che gli fa le corna un giorno sì ed uno no, un classico nerd frustrato con una vita ignobile senza alcuna via d’uscita. Fino al giorno in cui scopre di avere ereditato dal padre (che lo aveva abbandonato alla nascita) un simpatico superpotere: quello di essere il killer più infallibile e micidiale della Terra. Il buon Wesley userà i suoi poteri per fare del bene, proteggere i deboli, risanare la società? Da grandi poteri derivano grandi responsabilità?
Pfui! Siamo nel disincantato nuovo millennio ed a scrivere questo fumetto c’è Mark Millar, fresco dal successo (e dalle immense polemiche) di critica e pubblico del suo ciclo di Authority. Inutile dire che la vita del buon Wesley cambierà e lui si trasformerà in brevissimo tempo in uno dei peggiori bastardi mai visti. Ma non è tutto: nella sua crescita, Wesley verrà a conoscenza del più mortale segreto del mondo.
Come è facile intuire, non siamo certo di fronte ad un’opera che fa dell’originalità la sua dote migliore tanto che, a ben vedere, si potrebbe definire Wanted un’opera totalmente derivativa. C’è dentro tutta la stramberia, la psichedelia e la paranoia tipica di Grant Morrison (che, in pratica, è stato il mentore stesso di Millar), il cinismo e la volgare irriverenza di Garth Ennis ed il supereroismo spinto all’estremo dell’Authority di Warren Ellis. Anzi, Millar ci presenta la sua personale visione rovesciata di Authority, un mondo dove sono stati i supercriminali a vincere ed annichilire completamente i buoni.
Con queste premesse verrebbe naturale pensare che Wanted sia un’opera di bassa qualità, ma l’autore scozzese riesce comunque a confezionare un volume decisamente godibile: la storia, per quanto scontata, funziona alla perfezione, il ritmo è assolutamente indiavolato, i dialoghi brillanti ed azzeccati ed anche i tantissimi riferimenti voluti e forzati alle icone del fumetto supereroistico (o, meglio, ai loro nemici) non prendono mai il sopravvento sulla narrazione, come invece accade in altre opere di questo tipo.
A tutto questo si aggiungono gli strepitosi disegni di J.G. Jones, autore dotato di un tratto morbido ed affascinante, ma realistico. Unico neo, a parte l’originalità, le ultime pagine, dove lo scrittore esagera con l’irriverenza insultando apertamente i suoi lettori: va bene l’effetto satirico e sarcastico, ma sputare nel piatto dove mangi continui a mangiare pure abbondantemente non è mai una cosa troppo bella.
Insomma, Wanted non è certo un capolavoro (e, per decenza, non commentiamo neppure le scaltre parole di Millar che lo presentò come il nuovo Watchmen) né un’opera che si possa definire imperdibile: è un fumetto però godibilissimo e più che soddisfacente, sostanzialmente inutile, ma comunque innegabilmente riuscito. Più o meno quello che si può dire dello stesso Millar: uno scrittore derivativo e sicuramente non dotato della genialità dei vari Moore, Morrison e compagnia bella, ma che sa fare bene il suo lavoro e sa sempre dare al lettore ciò che cerca. Non a caso è, insieme a Bendis , l’autore più sulla breccia in casa Marvel. Una carriera mica male per quello che, al suo debutto sulla scena americana, sembrava il portaborse leccaculo di Morrison che scriveva fumetti solo per la sua amicizia con l’autore di Arkham Asylum.
Albyrinth