venerdì 19 giugno 2009

Superman - Madman: Hullabaloo! - novembre 2005


Superman - Madman: Hullabaloo! di Mike Allred, storia e disegni; Laura Allred, colori - Superman/Madman 1-3; Dc Comics/Dark Horse – 1997/1998 - Ed. Italiana: Superman/Madman: Hullabaloo! Play Press. 12000 £ - 1998

I crossover inter-aziendali sono sempre stati una grossissima tentazione, soprattutto per la curiosità di vedere insieme due personaggi che non si sono mai incontrati. Il problema è che, poi, raramente le aspettative vengono soddisfatte appieno, soprattutto per la necessità di non fare sfigurare nessuno dei due eroi; così, molti degli incontri si risolvono secondo un canovaccio prestabilito ed ormai prevedibile, con i due che inizialmente si scontrano, “pareggiano”, si chiariscono ed infine si coalizzano contro il nemico di turno. Un canovaccio che raramente viene infranto (come accadeva nei due ottimi Batman/Grendel, per esempio) e che ha portato a tante storie piuttosto vuote e deludenti.
Per questo motivo fa piuttosto piacere leggere (o meglio rileggere, visto che il volume in questione uscì 7 anni fa), per una volta, un incontro particolare, anzi unico, come quello tra Superman e Madman. Se sul primo non c’è veramente molto da dire, ma sul secondo è forse meglio spendere un paio di parole: il personaggio è stato creato da Mike Allred ed è in pratica un uomo resuscitato dalla tomba, un vero e proprio morto vivente che si ritrova ad avere una seconda possibilità di vivere. Da questo spunto Allred crea un mondo folle ed irresistibile, fatto di improbabili scienziati e nemici assurdi, il tutto marchiato a fuoco dall’amore dell’autore per la pop culture e per gli anni ’50 e ’60, oltre che dalla sua inesauribile fantasia.
Non c’è dubbio che i due personaggi abbiano ben poco in comune: da una parte abbiamo un uomo quasi perfetto, un dio sceso in Terra, un eroe amato e riverito che ha salvato più volte la terra dalla distruzione, una persona sicura di sé stesso e del suo ruolo nel mondo; dall’altra abbiamo un uomo semplice, senza alcun potere, armato solo di uno yo-yo, che combatte contro assurdi mutanti beatnik la cui maggiore pericolosità sono le loro poesie, un uomo che non può che porsi questioni filosofiche sulla propria esistenza e sull’opportunità che gli è stata regalata.
Ma, guardando più intimamente e leggendo questa storia, si scopre che i due personaggi sono comunque legati tra loro, in qualche modo: sono entrambi eroi nel senso più puro del termine (e non importa se uno possa spostare montagne con la propria forza e l’altro possa solo tirare in testa alla gente il suo yo-yo), sono persone uniche nel loro genere, entrambi, a modo loro, sono speciali. O, come scrive Alessandro Bottero nell’arguta introduzione all’edizione italiana “Nulla può fungere da collante tra Metropolis e Snap City. O Forse no, un qualcosa esiste: la voglia di raccontare avventure meravigliose da parte di un autore.”.
Allred rende l’incontro tra questi due personaggi così diversi il vero fulcro del fumetto: infatti l’autore decide di scambiare i posti tra Superman e Madman, fondendoli, come conseguenza di un incidente nello spazio, tra loro in versioni amalgamate dei due.
Così Frank Einstein si rende conto di cosa possa voler dire possedere, in parte, poteri inimmaginabili ed avere l’ammirazione della gente, mentre Kal-El vive per qualche ora la folle esistenza di Madman. Ma non si tratta solo di uno scambio temporaneo tra i due, si tratta di un piccolo cammino spirituale dal quale entrambi i personaggi ne usciranno più ricchi, in qualche modo diversi. Ed il momento più intenso di tutto il fumetto è il dialogo tra i due personaggi, quando Frank chiede a Kal, con un candore unico ed impensabile, se lui creda in Dio.
Una sola domanda, ma di una profondità incredibile, che Allred getta così, all’improvviso, con una semplicità unica; una sola domanda che però potrebbe meritare pagine e pagine di approfondimento, ma a cui Superman risponde con altrettanta semplicità e sincerità. E’ una scena unica ed irresistibile, qualcosa di davvero raro in un mondo come quello dei supereroi, dove ci possono volere didascalie e didascalie di pensiero solo per prendere una decisione.
Ma, in fondo è proprio la semplicità il merito più grande di Allred, sia dal punto di vista narrativo, sia dal punto di vista dei disegni: l’autore vuole semplicemente raccontare delle storie, per quanto semplici ed astruse possano sembrare e lo fa nel migliore dei modi, senza perdersi in sperimentazioni fini a sé stesse e prose ipercomplesse: Allred è, alla fine, “solo” un grande narratore dotato di una sensibilità unica. E tanto basta.
Oltre a questo, Superman – Madman è anche l’occasione, per l’autore, di omaggiare un’epoca come gli anni ’60, in particolare i vecchi fumetti supereroistici: nell’opera si respira quell’aria ingenua e fantastica dei vecchi fumetti, di quando Batman era un eroe solare e faceva incredibili sfide con il suo amico Superman, di quando la kryptonite (presente in svariate forme e colori) era l’elemento più presente sulla terra dopo l’ossigeno ed il carbonio, di quando i supereroi erano ancora figure incantate e semplici, non ancora tolte dal loro piedistallo di perfezione. E non è un caso che, alla fine, Allred scelga proprio il villain più naif tra quelli di Superman (che non riveleremo per non rovinare la sorpresa, ma che, a dire il vero, è piuttosto intuibile) come deus ex machina di tutta la trama. Superman – Madman è un fumetto squisitamente retrò, dove, per una volta, è ancora bello abbandonarsi al sense of wonder, a rivivere per una volta le ingenue e grandiosi emozioni che si provavano quando si leggevano i fumetti da bambini.
E, inutile dirlo, anche questo è uno dei grandissimi meriti di questo fumettista straordinario.
Un altro aspetto importante sono le donne: nel definire e nel caratterizzare al meglio i protagonisti, Allred ricorre alle compagne dei due personaggi, Lois Lane e Joe. Due donne molto simili caratterialmente: entrambe impulsive, innamorate (e ricambiate) alla follia dei propri uomini, determinate ed un pizzico impiccione. Due donne che completano Kal e Frank, dando loro quella dimensione umana di cui hanno disperatamente bisogno e che, per diverse ragioni, entrambi non posseggono completamente. Due donne non solo caratterizzate magnificamente, ma anche visualizzate magnificamente da Allred; perché l’autore ha una capacità unica nel ritrarre personaggi femminili e non stiamo parlando delle bellone siliconate che hanno invaso ormai da anni il mercato americano, ma di donne che sono sexy proprio perché sono normali, credibili…reali.
La sensualità della Lois Lane di Allred sta tutta nella cura delle espressioni del volto, dei vestiti, delle pose ed in maliziose inquadrature che svelano, sotto la minigonna, giarrettiere e fugaci visioni di mutandine. Anche in questo l’autore sembra voler omaggiare il passato e recuperare un tipo di sensualità fatta più di immaginazione, del tipico vedo/non vedo che dai metri quadrati di pelle e curve esposte tipo Witchblade.
Insomma, avete capito che questo fumetto è qualcosa di diverso dal solito, qualcosa di unico ed incredibile, come lo è un grande autore ed illustratore come Mike Allred. Se non avete mai avuto il piacere di conoscere la sua arte o di conoscere la sua più bella creatura, Madman, questo volume è l’occasione perfetta per entrare in contatto con un mondo meraviglioso e con un fumettista dotato di incredibile intelligenza e personalità. Certo, il volume è uscito, ormai, qualche annetto fa, ma non dovrebbe essere troppo difficile riuscire a reperirlo ad una delle fiere o ad una libreria ben fornita. Da leggere e rileggere, sperando che, prima o poi, tornino in Italia le avventure di Frank Einstein…
Albyrinth