sabato 13 giugno 2009

Strangers in Paradise: un'introduzione e un commento - settembre 2005


Visto il recente approdo di Strangers In Paradise in tutte le edicole italiane, con la ottima ristampa in formato pocket proposta dalla Free Books, ci è sembrato giusto realizzare un articolo introduttivo allo splendido mondo creato da Terry Moore, sperando che questa nuova edizione possa fare conoscere a più gente possibile uno dei fumetti più belli degli ultimi 15 anni.

Un’Introduzione
Guardando il mercato fumettistico americano degli ultimi quindici anni si nota prima di tutto una cosa: i supereroi hanno monopolizzato la scena. Di fronte ad una crisi economica spaventosa (crisi che con politiche più assennate e manager con gli attributi si sarebbe comunque potuta evitare, almeno in parte) il mondo del fumetto americano (o meglio quello delle major, le uniche in grado di assorbire il colpo) si è rannicchiato nella sua piccola cripta fatta di costumi sgargianti, poteri inimmaginabili e tante paranoie. Una situazione rotta solo in parte dalla DC, che con il suo brand Vertigo (e, per troppo poco tempo, anche con l’ottima idea della Paradox) ha tentato di proporre al pubblico fumetti diversi dal canovaccio supereroico. E le indipendenti? Beh, sono state tra le prime a pagare le conseguenze del collasso del mercato, sparendo (a parte importanti eccezioni come il grandioso Cerebus) all’improvviso. E’ anche per questo che un fumetto come Strangers In Paradise (d’ora in poi SiP) spicca in maniera evidente nel marasma degli anni ’90, non solo perché è riuscito a nascere e sopravvivere in condizioni di mercato davvero critiche, ma soprattutto perché è riuscito a farlo senza aggrapparsi a quel salvagente chiamato “supereroe”. Perché, in pratica SiP è un romance, genere che ai tempi della golden age ed in seguito negli anni ’50 e ’60 aveva parecchio successo e poteva contare autori del calibro di Stan Lee e John Romita, tanto per fare due nomi famosi. Già, il romance: immagino che in molti stiano scappando schifati, pensando ad una soapoperona con pessimi attori stile Beautiful…invece il romance è un genere che ha una sua dignità e che ha saputo dare molto al fumetto: basti pensare ad opere riuscitissime e di grandissimo successo (non solo tra il pubblico femminile, anzi!) come i due manga Orange Road e Video Girl Ai (giusto per citare i due più famosi, ma il Giappone ha saputo regalarci tante perle in questo campo). Ma se questi due manga erano comunque rivolti ad un target adolescenziale, SiP è pensato invece ad un pubblico adulto ed è questa una delle grandi sfide vinte da questo fumetto, quello di costruire un intreccio che risultasse credibile, affascinante e soprattutto emozionante anche per un pubblico scafato.
Comunque sia la storia ruota principalmente intorno a 3 personaggi ed al loro coinvolgimento sentimentale:
-Francine: Una ragazza semplice, abbastanza ossessionata dal suo fisico leggermente soprappeso,cresciuta con il sogno di un matrimonio, dell’uomo perfetto, di tanti figli e di una vita perfetta. Insomma, per certi versi, la perfetta espressione del W.A.S.P. (White Anglo Saxon Protestant). L’incontro e l’intensa amicizia con Katchoo le rivoluzionerà ovviamente la vita.
-Katchoo: Se Francine è inizialmente la perfetta espressione della middle class ammericana, Katchoo (soprannome derivato dall’unione tra il nome Katrina ed il cognome Chowalski) ne è l’esatto opposto: è un’artista, una ragazza ribelle, tormentata, dal carattere forte e deciso. L’incontro con Francine sarà l’occasione per riuscire a mettere alle spalle un passato drammatico e tragico.
-David: David è un ragazzo timido ed introverso che, dopo avere incontrato Katchoo ad una delle sue mostre, se ne innamora perdutamente, pur conoscendo perfettamente i sentimenti che lei nutre verso Francine. Ma, anche per lui, il passato ha qualche segreto di troppo…
La prima miniserie (presentata integralmente sul primo numero della ristampa targata Free Books), che introduce i personaggi e le situazioni tipiche su cui ruoterà la serie, non è, a dire il vero completamente riuscita: i personaggi sono abbastanza stereotipati (come è facile intuire dalle descrizioni qui sopra) e Terry Moore sceglie di usare il linguaggio e le situazioni tipiche della sit-com per presentare i suoi protagonisti. Ne viene fuori una storia piacevole, ma essenzialmente un po’ vuota, che rischia di non affascinare abbastanza il lettore.
Fortunatamente, una volta capito che l’avventura di SiP come fumetto indipendente poteva continuare con relativa tranquillità, Terry Moore si è letteralmente scatenato, rendendo questa una delle migliori serie degli ultimi anni. Con I Dream Of You, il ciclo che apre il Volume 2 della serie, i personaggi infatti iniziano istantaneamente a progredire, ad evolversi, divenendo più complessi e sfaccettati; il rapporto tra Francine e Katchoo si fa più profondo e ricco di sfumature e la trama incomincia a mostrare risvolti ed a regalare sorprese sino a questo momento impensabili. E’ con questi albi che il lettore si affeziona in maniera definitiva ai personaggi, emozionandosi sempre di più seguendo la travagliata storia tra Francine e Katchoo, storia che continua ancora adesso. Se anche vi siete persi il primo numero della ristampa, non commettete l’errore di lasciarvi sfuggire questo ciclo di storie, letteralmente fantastico…

Un Commento
Una delle migliori qualità di Terry Moore è sicuramente il suo coraggio: a differenza di tanti colleghi, Moore ha sfruttato al meglio la condizione di editore indipendente per poter gestire con la più completa libertà il suo fumetto. Ne è uscita così una serie imprevedibile, piena di trovate, sorprese e colpi di scena e, proprio per questo, maledettamente emozionante.
Innanzitutto l’autore non si sofferma mai su un genere e non blocca la sua creatività per rimanere nei confini prestabiliti di una categoria: abbiamo già detto che si può definire SiP un romance, visto che la base del tutto è e rimane sempre il rapporto tra le due protagoniste del fumetto, ma Moore in pratica virala serie dove vuole, portandola all’occorrenza su altri territori, siano essi la commedia sentimentale, il dramma o il poliziesco puro. In SiP l’atmosfera cambia in continuazione e non esiste, in pratica, uno status quo definito a cui tornare. Com’è facile capire, Moore ama i colpi di scena e soprattutto ama creare la propria serie mese dopo mese: a differenza di altri autori, Terry non aveva alcuna idea precisa su come si dovesse evolvere la sua serie nel tempo; il bravo autore americano infatti non sa come potrà andare a finire la storia tra Francine e Katchoo, ma segue l’istinto. Ne esce così un fumetto imprevedibile, dove anche le trovate a prima vista più rischiose ed azzardate (come gli squarci di futuro che ogni tanto fanno capolino nel mezzo della trama o la storia di Molly e Poo) riescono a trovare in seguito una loro perfetta collocazione nel quadro generale della serie e dove la narrazione, anche dopo svariati anni dalla partenza della serie, non risulta mai noiosa e prevedibile, tanto che non si intuisce ancora quando l’autore vorrà dire la parola “fine” alle avventure di Katchoo e Francine.
Analizzando SiP, un grande ruolo lo ha ovviamente anche la sceneggiatura, anch’essa estrosa ed imprevedibile, al pari della trama; Terry Moore infatti sfrutta qualunque linguaggio per poter narrare al meglio la sua storia: e così, accanto alle classiche vignette, trovano spazio intere pagine narrate in prosa, poesie, pezzi teatrali, vere e proprie canzoni con tanto di accordi e note ed addirittura quadri e fotografie. Un’altra scommessa rischiosa per l’autore americano, visto che questi inserti rischiano di spezzare completamente il ritmo di lettura, ma anche questa vinta: la lettura di ogni numero di SiP si rivela così più ricca, intensa ed interessante e l’uso di questi linguaggi esterni al fumetto perfettamente funzionale alla storia.
A questa estrosità in sede di sceneggiatura si accompagna uno stile di disegno piuttosto classico, realistico e funzionale; il tratto di Terry Moore è morbido e gradevole e l’autore è divenuto famoso soprattutto per la bravura con cui riesce a disegnare i personaggi femminili (che, d’altronde, sono il vero fulcro di SiP). Ma, sia chiaro, non siamo di fronte alle classiche ed impossibili top model pettorute che imperversano sui fumetti supereroistici, ma bensì a donne realistiche e la stessa Francine, per esempio, ha sì misure molto generose, pagate però da una linea non certo perfetta: una scelta ancora una volta rischiosa (soprattutto in un mondo dove spesso e purtroppo l’immagine è tutto), ma che dona alla serie il realismo necessario e che aiuta in modo molto maggiore l’identificazione del lettore con i protagonisti e le protagoniste di SiP. Oltre a questo non si può non sottolineare anche la bravura dell’autore per quanto concerne l’espressività dei personaggi: Moore è riuscito a mettere a frutto l’esperienza maturata sulle strip per donare ai suoi personaggi una gamma straordinaria di espressioni, in grado di far capire istantaneamente al lettore il proprio stato d’animo, una cosa assolutamente necessaria per un fumetto dove le emozioni sono sempre e comunque le protagoniste.
Alla fine, non si può non parlare di quello che è un aspetto sicuramente importante di SiP: come è ben facile capire, giunti a questo punto, Moore parla esplicitamente di un tema ancora oggi scottante come l’omosessualità ed è anche questo un grosso punto a favore di questa serie. Purtroppo il mondo del fumetto (di solito all’avanguardia nel saper trattare temi delicati) in America raramente ha saputo trattare questo tema con naturalezza e senza stereotipi: basti pensare a quanti pochi sono i supereroi dichiaratamente omosessuali ed a come spesso siano ritratti molto superficialmente (vogliamo proprio ricordarci delle terribili caratterizzazioni di Northstar sulle testate mutanti Marvel?). Moore ha invece basato il suo fumetto sull’amore che provano due donne tra di loro ed ha trattato un argomento per molti scabroso con una naturalezza davvero eccezionale. Forse perché l’autore ha voluto fare un fumetto sull’amore e basta, senza preoccuparsi dei preconcetti o di come questo amore si esprima. E’ anche per questo che SiP è un fumetto straordinario ed unico nel panorama americano.
Cos’altro dire? Fiondatevi nella più vicina edicola o fumetteria e fate la conoscenza di personaggi incredibili e lasciatevi conquistare da un fumetto straordinario…
Albyrinth