domenica 21 giugno 2009

Spider-Man di Straczynski e Romita Jr - dicembre 2005



Trasformazioni letterali e non (terminate)

Ebbene sì, sono uno di quelli che hanno sempre letto, e continuano a farlo, Spider-Man.
Agli inizi per alcuni motivi, successivamente per altri, oggi mi trovo davanti al numero 427 della terza o quarta numerazione italiana, ma con immutata passione verso IL personaggio della Casa delle Idee.
La mia intenzione è quella di mettere su carta uno dei motivi per questo mio "ritorno di fiamma" nei confronti di uno degli eroi che forse meno hanno beneficiato di un'evoluzione sia morale che pratica nel corso di oltre quarant'anni di vita editoriale ed una quindicina di vita virtuale fumettistica.
La causa principale è rappresentata da quello che ho letto nel numero 63 (che caos queste numerazioni) della rivista Uomo Ragno targato Marvel Italia del febbraio 2002 in cui esordiva, nel numero 30 (anche negli States, nuova numerazione!) di Amazing Spider-Man, la coppia Joe Michael Straczynski ai testi e John Romita Jr alle matite.
Il titolo Trasformazioni letterali e non (scusate, ma leggo solo in italiano) non era per caso e la determinazione dello staff creativo, assemblato direttamente dall'EIC Joe Quesada, era quello di svecchiare il personaggio liberandolo da tutte quelle sovrastrutture che ne limitavano l'autentica manifestazione delle proprie possibilità.
Ed i cambiamenti non si sono fatti aspettare, una manciata di numeri ed il buon Peter Parker si è visto messo alla porta dal Daily Bugle e dal padrone di casa ma deciso ad affrontare una nuova avventura professionale, quella di professore di scienze nel liceo da lui frequentato anni prima come studente.
La narrazione "in orizzontale" che mi si è parata davanti era la riprova che al team creativo veniva riconosciuta l'indipendenza di (parzialmente) reinterpretare il personaggio Uomo Ragno ed il sio microcosmo secondo la propria sensibilità inserendo da subito personaggi misteriosi e carismatici, uno su tutti l'enigmatico Ezequiel, in vari punti della narrazione vero e proprio alter ego dello scrittore.
E' lui ad aprire gli occhi a Spidey circa l'autentica natura dei propri poteri. "Sono state le radiazioni (...) o il ragno stava cercando di passarti i suoi poteri prima che le radiazioni lo uccidessero? Non sai ... è un buon inizio per stasera."
Potrebbe sembrare paradossale, ma l'approccio fantasy che JMS utilizza per le nuove avventure di Spidey è applicato con quel rigore che, conferisce alla narrazione una forte dose di "realismo" supereroistico, uno dei temi fondamentali della gestione di Bill Jemas e (soprattutto) Joe Quesada.
Inoltre, il problema della tradepaperback-izzazione delle storie che impedisce, di fatto, lo sviluppo di sottotrame a lenta risoluzione, viene affrontato in maniera azzeccata dallo scrittore televisivo Straczynskiche compie una forte inversione di rotta limitando il cast di comprimari alla famiglia di Peter (Zia May e MJ) e focalizzando l'attenzione sui sentimenti e le emozioni del protagonista, assoluto dominatore della scena.
La soap di Stan Lee diviene quasi un One Man Show con il risultato di potenziare ulteriormente il nesso tra il protagonista ed il lettore che accompagna Spidey nelle sue indagini che spesso sconfinano nel paranormale.
Sempre apprezzato poi Doc Strange come guest star.
Peter si trova di fronte ad un salto di qualità da eseguire sia come uomo che come eroe.
Il senso di colpa per la morte dello zio Ben e l'ormai logora ambiguità nel rapporto con Zia May subiscono uno stravolgimento inaspettato quando la dolce zietta entra in casa di Peter e lo vede svenuto e sangiunante in seguito al durissimo scontro con il letale Morlun.
Da lì inizia un sincero e doloroso faccia a facciacon la zia in cui l'uno confida all'altra la propria responsabilità per la morte dell'amato Ben e che ha come risultato un Peter Parker/Uomo Ragno mondato dal suo "peccato originale" quindi animato non più dal senso di colpa, ma realmente consapevole del proprio ruolo di "alto aiutante" all'interno della comunità.
Le conseguenze positive a questa presa di posizione non si fanno attendere e, dopo pochi numeri, il nostro eroe si riunisce all'amata moglie Mary Jane.
Non mancano gli scivoloni in questo periodo, lo scontro "per caso" contro il Dottor Octopus viene, proprio per una maggiore presenza di "realismo", percepito subito come una forzatura narrativa per il semplice sollazzo di quei nerd-fans che, refrattari a qualunque variazione dello status quo, iniziano a storcere il naso e che stona decisamente nel costrutto narrativo fino a quel momento assolutamente funzionale allo svolgersi degli eventi.
Ma trattasi di peccato veniale quindi passiamo oltre.
Oltre, perché in questo nuovo status di "eroe totemico" i rischi che Spidey incontra non provengono solo da questo mondo, ma le responsabilità del proprio operato si espandono su piani mistici e spazio-temporali finora inesplorati.
I nemici, inoltre, non sembrano proprio messi lì per giustificare la solita scazzottata di supertizi in tutina.
Adesso i nemici del "totem Ragno" sono intimamente collegati alla fonte dei suoi poteri, chi per nutrirsi (Morlun) chi per distruggerli (Shaktra), chi per, semplicemente, liquidarli perché gli intralciano gli affari (Ombra).
Essi bramano davvero la sua morte, non semplice sconfitta per incassare il bottino o semplicemente per affermare il proprio ego, ma perché insito nella propria natura, loro unico fine.
Tutto okkey, quindi?
No.
E me ne dolgo.
Come nel caso di Bruce Jones per Hulk, la dirigenza ha imposto un brusco stop con il numero 505 (nuovo cambio di numerazione, che casino!) concedendo a JMS solo altri tre numeri di ventidue pagine per concludere il proprio ciclo narrativo.
Il ritmo/tpb si stava già allentando ed alcune storie, improntate sull' introspezione dei comprimari, ma non all'altezza dello standard qualitativo e prive di quel solido corpo narrativo che garantiscono le sottotrame si sono rivelate degli involontari fill-in.
Ma il danno maggiore è il capitolo finale della "saga totemica" il cui risultato è un finale mediocre se non raffanzonato con l'aggravante di aver trattato la figura di Ezequiel, uno dei personaggi più ricchi di potenzialità degli ultimi anni, alla stregua di un magheggiatore di terza categoria.
Decisamente troppo poco per gli enigmi e gli sviluppi che molte situazioni promettevano.
Terminiamo l'articolo con una nota a dir poco positiva: John Romita Jr.
Non vorrei proferire una bestemmia, ma questo ragazzo (60 candeline l'agosto prossimo!!!) mi sembra diventato ancor più bravo del celeberrimo padre.
Negli anni ha osservato ed assimilato alcuni spunti di disegnatori "coool" quali la composizione della tavola, adesso più slegata dal rigido schema a sei vignette, filtrandoli e rielaborandoli con grande maestria e, con il sempre superbo storytelling unito ai colori mai troppo invasivi di Dan Kemp e lo Studio Avalon, regala numeri di assoluta qualità.
Lo so, era superfluo ribadirlo, ma, per Romitino, piove sempre sul bagnato. E va bene così.
Per la Cronaca JMS è ancora alle redini della testata di Amazing Spider Man, troppo era l'amore per il personaggio (e probabilmente anche il prestigio di lavorare in una delle testate a fumetti più importanti del mondo), ma l'avallo ad operazioni quali Sins Past, saga tra le più controverse dell'intera vita editoriale del personaggio, ha reso il periodo del "ragno totemico" un'isola narrativa, bella ma limitata come la gestione di Hulk da parte di Bruce Jones o New X Men di Morrison.
Splendidi esperimenti, interessanti discorsi troncati prima delle conclusioni finali perché "quelli che contano" non hanno dimostrato il coraggio di osare fino in fondo.
A volte mi chiedo che storie di Spidey starei a leggere se l'EIC Marvel al tempo della morte di Gwen Stacy non fosse stato in vacanza…

Nota: Ciclo iniziato in Amazing Spider Man Vol. 2 numero 30 fino al numero 58 dopodichè è stata ripristinata la precedente numerazione (per ovvi motivi) riprendendo da Amazing Spider Man Vol. 1 numero 500; il ciclo in questione è terminato con il numero 508.

James not Jemas