domenica 7 giugno 2009

Sin City - 2005


Sin City, diretto da Robert Rodríguez e Frank Miller - 2005

Sin City è il film più atteso dalla comunità degli appassionati di comics americani. Da poco uscito negli USA, in arrivo in Italia per la fine di maggio, è tratto dalle numerose miniserie che Frank Miller, uno degli innovatori del fumetto americano, ha dedicato alla città del peccato ed ai suoi abitanti falliti, sconfitti, violenti, romantici.
La pellicola, co-diretta da Robert Rodriguez e da Frank Miller (e, per un piccolissimo segmento, da Quentin Tarantino) vede tra i suoi protagonisti icone del cinema statunitense degli ultimi anni, come Bruce Willis e Benicio Del Toro, ed il ritorno a produzioni di richiamo di alcuni attori di culto degli anni ’80 come Mickey Rourke e Rutger Hauer.

La trama del film riprende alcune delle storie narrate da Miller nelle varie miniserie sulla città del peccato, principalmente Sin City, The Big Fat Kill e That Yellow Bastard, interconnesse tra di loro: il violento bruto Marv (Mickey Rourke) cerca l’assassino di una prostituta uccisa mentre dormiva accanto a lui; l’ex fotografo Dwight (Clive Owen) cerca di nascondere il corpo di un poliziotto che ha ucciso accidentalmente; il poliziotto Hartigan (Bruce Willis) viene accusato di un crimine che non ha commesso.
Visivamente (dal punto di vista della fotografia) è uno spettacolo: bellissimo B/N e bellissimi giochi di luci e colori (perchè ci sono anche dei colori). Ben funzionante il cast: i personaggi, le caratterizzazioni e le ambientazioni sono curati in maniera pregevole, le donne son tutte gnocche e la rassomiglianza con i disegni e le tavole di Miller è esaltante (se si è lettori di comics e in particolare di Sin City). Ottimo make-up (soprattutto per Mickey Rourke), le battute dei personaggi sono quelle del fumetto, bella anche la gestione degli "intrecci" dei personaggi di Sin City, infatti nello stesso locale in cui va a bere Marv, troviamo la cameriera Shelly, Dwight , Nancy e Hartigan, e lo spettatore ne prende familiarità. I ritmi "narrativi" sono piuttosto sostenuti, e il film passa in fretta, senza mai annoiare.
Traspare un'attenta cura per lo sviluppo del progetto e la voglia di fedeltà della riproduzione in pellicola rifacendosi all'originale cartaceo.
Tuttavia... ci sono alcune cose mi hanno lasciato un tantino di amarezza... innanzi tutto, per ovvie questioni di tempo, e per esigenze narrative, le storie sono state un tantino troppo stringate e alleggerite, e questo a mio parere le impoverisce un pò, ad esempio la caratterizzazione di Marv (come il fatto che venga dai projects (quartieri popolari di Sin City), e il rapporto con la madre e la sua pistola) è un tantino frettolosa e tralasciata, e questo un pò per tutto il film. Se la cosa può non pesare per quellli che come me hanno già letto l'opera di Miller, e che possono mentalmente completare le lacune, a chi ne è completamente a digiuno può anche disorientare.
Inoltre, ci sono alcune esagerazioni "tipiche" e tollerabili SOLO in un fumetto, e molto meno in un film, e, sempre per il discorso di prima, chi ci è "abituato" e conosce il contesto fumettistico non ci fa gran caso, ma gli altri potrebbero prenderela come una roba un pò trash... o delle trovate un pò stramplate (per non dire boiate).
Altra nota dolente secondo me, è la spiccata differenza tra il media fumetto e il cinema che qui emerge.
Mi spiego meglio, i ritmi narrativi dei volumi di Sin City, fanno sì che l'iperviolenza e le immagini splatter siano ben contestualizzate, infatti vedere le uccisioni più o meno "creative", e le sparatorie che seminano vittime, non dà fastidio più di tanto, e non colpisce granchè, poichè certe scene sono molto più diluite nella storia scritta/disegnta, che con le sue molte sfumature e arricchimenti riesce a trovare interssanti riempitivi tra un momento d'azione ed un altro.
Ma nel film, essendo i tempi molto più contratti, ed essendoci un certo "realismo" (parola da prendere con le molle"), le stesse scene sanno molto più di splatter e di iperviolenza, quindi un pò più fastidiose, complice anche il fatto che vedendo attori veri (in carne ed ossa) c'è una certa "carnalità" del tutto che può pesare, ed essendo più "vicine" per questioni di tempi narrativi/cinematografci, sono molto meno diluite nella storia, quindi è bene mettersi nell'ordine di idee che la pellicola va affrontata lasciando fuori dalla sala il perbenismo e il politically correct, e questo la dice lunga su come possa cambiare la percezione di una storia e dei suoi contenuti a seconda del "mezzo" narrativo che si utilizza per racontarla.
Infine che dire... molto molto bravi Benicio Del Toro, Bruce Willis e Mickey Rourke, ma in generale bravi tutti, solo lascia qualche perplessità la "performance" di Jessica Alba....
Bello poi il cameo che fa lo stesso Frank Miller all'interno del film (interpretando il prete che confessa Marv)-
Insomma...consigliatissimo, sicuramente da vedere, lo andrò a vedere anche in italiano, poi sicuramente prenderò anche il DVD, ma lo consiglierei SOPRATTUTTO (per non dire solo) a quelli che hanno già letto l'opera di Frank Miller, gli altri potrebbero storcere il naso.

VOTO:
pensavo di potergli dare 10, il voto scende a 8 ma comunque meritatissimo.
Man of Steel e Lorenzo Corti