martedì 30 giugno 2009

Sesso e supereroi - Ultra: 7 giorni - mar. 2006


Ultra: Sette giorni di Joshua Luna – Storia, Dialoghi, Schizzi; Jonathan Luna – Storia, Disegni, Colori - da Ultra 1 - 4; Image Comics – 2004

Ed. Italiana: Ultra: Sette Giorni (Vol.1) Free Books; 128 Pagine; euro 10,40

BOLLINO ROSSO!!! SESSO E SUPEREROI!

Passano gli anni, ma il sesso è e rimane un grande tabù per il colorato mondo dei supereroi e, forse, è meglio così. Non sto invocando un ritorno del terribile ed anacronistico comics code, per carità, ma, dopo l’abbandono praticamente definitivo dell’odiato bollino qualche anno fa, gli autori non sembrano aver sfruttato al meglio la libertà creativa concessa loro. Anzi: non si capisce bene se esaltati dal non avere più alle spalle una serie ridicola di imposizioni o se incoraggiati dagli editor che spingevano per un prodotto che si adattasse meglio ad un pubblico adulto, ma molti autori hanno decisamente esagerato.
Per qualche tempo, infatti, i supereroi più popolari sembravano spinti solo da un’insaziabile voglia di fare sesso. Così abbiamo avuto “perle” del calibro degli X-Men di Chuck Austen, con i più famosi mutanti ridotti a delle macchiette più arrapate dei personaggi di "American Pie", della Zia May sporcacciona di Trouble o della famigerata scena sulla testata dei Vendicatori (penso poi eliminata dai paperback) con Hank Pym che sbuca miniaturizzato ed inzaccherato tra le tette di Wasp (!!!); pure il personaggio più serio del mondo, Batman, in Hush sembrava un ragazzino in calore sbavante per Catwoman!
Insomma, come spesso accade, si è passato il segno: non è una questione moralistica, ma piuttosto il problema è stato lo stravolgimento delle caratterizzazioni solo per poter dire di avere parlato di sesso in un fumetto di supereroi e poi giustificare il tutto con la magica parolina “adulto”. Peccato che, a conti fatti, di adulto c’era ben poco, visto il modo alquanto ridicolo ed immaturo con cui il tema veniva spesso trattato.
Tutta questa lunga introduzione per poter parlare di Ultra: Sette Giorni, un fumetto che, dopo le ottime critiche ricevute oltreoceano, mi incuriosiva parecchio e, contemporaneamente, mi faceva sorgere qualche giustificata paura per un fumetto che viene definito il “Sex And The City in salsa supereroistica”, perdipiù realizzato da due autori praticamente esordienti: c’era di che sudare freddo, insomma, aspettandosi battutone su peni allungabili all’infinito ed altre amenità simili. Ma, per fortuna, questo non è un fumetto scritto da Chuck Austen o Garth Ennis ed, invece, Ultra si è rivelata una lettura interessante ed intelligente ed uno sguardo ben calibrato ed arguto sul mondo dei supereroi. di
Ultra è il nome di battaglia di Pearl Penalosa, una delle più popolari supereroine in un mondo dove i superpoteri sono un business ed i vigilanti mascherati sono delle vere e proprie star inseguite dai paparazzi. Ma Pearl è anche una semplice donna single, dopo la fine di una lunga relazione con il più amato eroe sulla scena.
Fino a che, dopo una serata di baldoria con le sue due migliori amiche, anch’esse supereroine, un’indovina predirà l’arrivo del vero amore per lei…
Se il presupposto di base è, fondamentalmente, quello di un classico romance, la vera influenza primaria per quest’opera dei Luna Brothers è sicuramente il già citato e popolarissimo Sex And The City, visto il grande spazio (tra cui tutto il primo numero, in pratica) concesso ai dialoghi ed ai siparietti tra le tre amiche supereroine: dialoghi pepati, ma con moderazione, dove si parla esplicitamente di sesso, ma senza scadere mai nel becero o nel volgare a tutti i costi.
L’argomento viene trattato senza moralismi, ma, contemporaneamente, senza la voglia di portare tutto all’eccesso che regna di solito nei fumetti supereroistici ed, a parte un paio di scenette piuttosto evitabili, i due autori non si fanno mai prendere la mano.
Ma, oltre al già citato Sex And The City, Ultra ha un’altra importante influenza, ovvero il PowersBrian Bendis e Michael Avon Oeming: pur non condividendone il genere, è abbastanza chiaro come la sceneggiatura di Joshua Luna tenti di ricalcare quella di Bendis, scandita nel ritmo dai dialoghi realistici, così come è molto simile lo scopo dei due fumetti, cioè quello di rapportare la figura del supereroe alla società attuale ed al ruolo dei media. In entrambe le opere i supereroi sono delle star che devono vivere costantemente sotto le luci dei riflettori.
E l’ispirazione diventa ancora più palese quando i fratelli Luna ricorrono all’espediente degli articoli dei settimanali (sin dalle copertine) per approfondire le caratterizzazioni dei personaggi, esattamente come fatto da Bendis nel terzo story-arc di Powers.
Ma l’intento dei Luna Brothers non è revisionistico ed anzi Ultra si segnala proprio per la sua semplicità: i due autori, qui alla loro prima opera importante non hanno voluto strafare ed hanno puntato tutto sulla storia, con una trama linearissima e facile da seguire e su una scansione delle tavole molto classica ed efficace. Una scelta saggia che ha portato all’opera una grande facilità di lettura e che ha evitato certi sperimentalismi che sarebbero potuti essere dannosi. Anche se, è giusto dirlo, qualche volta i due peccano di inesperienza e la sceneggiatura ogni tanto perde leggermente di ritmo così come, a volte, la trama sembra procedere un po’ troppo in fretta, con alcuni eventi che sembrano avvenire troppo velocemente.
E poi c’è il disegno: il tratto di Jonathan Luna è sicuramente morbidissimo e piacevole, ma lo storytelling appare, a volte, un po’ troppo statico ed il disegno sembra mancare di fluidità.
Ma è un difetto piuttosto comune a molti nuovi disegnatori del fumetto americano (e non solo), che amano lavorare tanto di matita e chine quanto di tavoletta grafica e mouse, facendo largo uso del fotoritocco ed appoggiandosi parecchio alle colorazioni computerizzate per definire le espressioni dei personaggi ed i tratti del viso. Ne esce, così, un tratto sicuramente spettacolare e di ottimo impatto, ma anche un po’ troppo etereo (soprattutto sui volti) e rigido. Ma, come sempre, è questione puramente di gusti, alla fine.
Ultra è un fumetto piacevole, interessante e davvero godibile…ma soprattutto è un fumetto intelligente, perché sa trattare un tema abusato come quello dei supereroi senza rinchiudersi in una nicchia autocitazionista, ma, invece, adotta un linguaggio e delle soluzioni moderne prese dai telefilm di successo in questo momento, diventando, in pratica, una lettura che si rivolge ad un pubblico ben più ampio di quello tradizionalmente supereroistico.
E che, inevitabilmente, è perfetta per essere esportata su altri media e non è un caso che i diritti di Ultra siano stati presi a tempo di record dalla CBS, che ne produrrà una serie per la televisione che ha tutti i numeri per sfondare (sempre che passi il fatidico esame dell’episodio pilota), visto anche che il ruolo della bella Pearl sarà interpretato da Lena Headey, vista nel (purtroppo) piatto “I Fratelli Grimm” di Terry Gilliam.
Ultra è anche un’ulteriore conferma della bontà del lavoro svolto dalla Image attualmente che, da fenomeno editoriale degli anni ’90 si è trasformata, lentamente, in un consorzio di fumetti indipendenti nel vero senso della parola, diventando una importante vetrina per nuovi autori e nuove idee. Ed il mercato fumettistico americano, ancora troppo legato agli errori del passato (vogliamo parlare delle due major che sono tornate a sfidarsi a colpi di intricatissimi crossover?) ha disperatamente bisogno di nuova linfa e di una nuova generazione di autori che sappia portarlo ad un’evoluzione assolutamente necessaria.
Non c’è dubbio che, in quest’ottica, i Luna Brothers siano due nomi da tenere d’occhio in futuro.
Prima di concludere è necessario fare ancora una volta i complimenti alla Free Books, una casa editrice che, nell’arco di un anno, ha saputo riabilitare il proprio nome da una gestione controversa, con una proposta sempre intelligente e curata di volumi e serie, dando il giusto spazio a molti generi e tipi di fumetto diverso, dai supereroi a Buffy, dalle splendide ristampe di materiale d’annata (tra cui Charles Schultz e Ignatz, mica robetta) a coraggiose serie italiane come L'insonne o Wondercity. Un lavoro ed un impegno lodevole. Davvero.

Albyrinth