sabato 6 giugno 2009

Punisher "Born" - 2002


Punisher: Born di Garth Ennis - storia; Darick Robertson - disegni; Tom Palmer - chine; Paul Mounts - colori - Collezione Marvel 100% - Marvel Italia - € 10,00


Si può dire di tutto su Garth Ennis, che sia uno degli scrittori più sopravvalutati, che sia assolutamente incostante, che sia incapace di portare brillantemente a termine saghe lunghe, che ogni tanto faccia fumetti solo per riempirli di bestemmie scoregge e quant'altro, ma non si può certo dire che Garth non sappia scrivere storie di guerra. Perché lo scrittore inglese adora questo genere ormai in disuso in un mercato totalmente orientato verso i supereroi e sa scrivere storie di guerra come pochi altri: non è solo questione di pura crudezza dei temi trattati (e di certo Ennis non ha paura a mostrare la violenza ed il sangue nei suoi fumetti), ma è soprattutto la sua capacità di tratteggiare personaggi credibili da inserire negli scenari bellici, il tutto con un sapiente gusto dell'ironia e senza la pericolosissima retorica propagandista (in cui è facilissimo cadere in questi tempi, da una parte o dall'altra).
Così, quando la Marvel chiese a Garth di rivisitare le origini del Punitore, lo scrittore irlandese ha ben pensato di non mostrare per la millesima volta la morte della famiglia Castle (magari aggiornata per renderla coerente con quella dello squallido film da poco sbarcato nei cinema italiani), ma di farci vedere il Frank Castle marine, in azione in Vietnam. A ben vedere il fatto che ci sia il Punitore è meramente una scusa per poter narrare una bella storia sul Vietnam, visto che il soldato protagonista della storia avrebbe potuto anche chiamarsi John Smith ed il risultato non sarebbe cambiato. Perché, a ben vedere, le uniche aggiunte alla classica origine del Punitore sono che adesso sappiamo che già ai tempi del Vietnam era una scatenata e perfetta macchina omicida (sebbene in un contesto differente) ed Ennis ci mostra un inedito sdoppiamento di personalità su Frank Castle, con il lato oscuro che gli parla e scatena la sua sete di sangue; un artifizio piuttosto semplice, ma comunque affascinante nel contesto.
Ma, a parte questo, come già detto "Punisher: Born" è semplicemente una storia di guerra: la trama è basilare e ci mostra una base americana praticamente abbandonata a sé stessa nell'attesa dell'inevitabile arrivo di un'orda di Vietcong pronti a spazzarla via. In questo contesto Ennis riesce con pochi dialoghi a tratteggiare bene i vari soldati della compagnia, sottolineando la drammaticità e le difficili condizioni psicologiche a cui erano sottoposti. Insomma una bella storia dal ritmo fulminante, il sostenuta dagli ottimi disegni di un Robertson in continua evoluzione, qui alla ricerca di un tratto più sporco ed incisivo, aiutato dalle classiche chine pesantissime del veterano Tom Palmer. In definitiva un volume consigliato, strano a dirsi, anche a chi non sopporta il personaggio del Punitore…
Albyrinth