lunedì 15 giugno 2009

Paola Barbato - Luigi Piccatto: faccia@faccia - settembre 2005


Non ci siamo mai occupati molto di fumetti Bonelli, ovvero della “corazzata editoriale italiana” per antonomasia, nemmeno quando abbiamo parlato con Tito Faraci, Diego Cajelli, Luca Enoch o Federico Memola.
Di conseguenza, non ci siamo nemmeno mai occupati molto di Dylan Dog, il personaggio creato nel 1985 dal geniale Tiziano Sclavi e che è stato a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 un vero e proprio fenomeno editoriale, che ha contribuito a rinnovare e stravolgere i canoni del cosiddetto fumetto popolare italiano in un modo secondo solo a Ken Parker.
Colmiamo parzialmente questa lacuna prima di tutto rimandandovi all’ottimo Craven Road 7, e poi andando a rompere le pall… ehmmm… a scomodare Paola Barbato e Luigi Piccatto, rispettivamente scrittrice e disegnatore ormai da tempo in forza alla scuderia di Dylan Dog, appunto.
Parliamo di Dylan Dog. e non più genericamente di Bonelli, perché i due autori in questione sono sempre stati parte del team creativo dell’”indagatore dell’incubo”, senza essere mai toccati dai traslochi (di testata) che periodicamente coinvolgono gli autori di casa in via Buonarroti (se eccettuiamo qualche incursione di Piccatto nel mondo di Magico Vento).
Luigi Piccatto, infatti, è entrato in pianta stabile nello staff di disegnatori di Dylan Dog praticamente da subito: ha infatti esordito sul numero 8 (“Il Ritorno del Mostro”), dopo una discreta gavetta (senza accezioni negative) passata anche per “Corrier Boy”, svariate pubblicazioni Edifumetto, “Skorpio”, “Lanciostory” e il “Corriere dei Piccoli” che gli è servita amettere a punto un tratto, oltre che godibilissimo, estremamente personale e riconoscibile, il che oggigiorno non è decisamente cosa da poco.
Paola Barbato, invece, è “lo ying e lo yang, il bianco e il nero, il meglio e il peggio di un essere umano”.
Questo almeno a sentire lei.
In campo fumettistico, invece è amata o criticata, a seconda dei casi: forse per il fatto che senza essere mai stata attratta dai fumetti sia entrata nello staff di autori di Dylan Dog, quasi per caso; forse per il fatto di aver “interpretato” a modo suo il personaggio, con una chiave di lettura spesso più “buia” e disperata; forse (chissà?!) anche per il fatto che è una donna, e pure carina.
Fatto sta che Paola Barbato ha iniziato proponendo qualche racconto in Bonelli, nel 1999, e con impegno, dedizione, qualche delusione e magari anche un po’ di bastonate, date e ricevute, si è imposta come un’autrice matura, profonda, e molto a suo agio anche con il medium fumetto.
Barbato & Piccatto sono attualmente all'opera sul prossimo albo gigante di Dylan Dog, che dovrebbe vedere la luce nel 2006, anche se potete ancoratrovare in edicola il numero 228 della serie mensile, il controverso ed originale “Oltre Quella Porta”.

Come ti chiami?
Paola Barbato: Paola Barbato
Luigi Piccatto: Luigi.
Quando e dove sei nato/a?
Paola Barbato: A Milano il 18 giugno 1971.
Luigi Piccatto: 13 luglio, Torino.
Dove vivi?
Paola Barbato: In un trilocale a Desenzano del Garda (Bs) dove condivido imiei spazi con quattro cani.
Luigi Piccatto: In cascina, nel verde.
Dove vorresti vivere?
Paola Barbato: In mezzo al verde. In una grotta. A New Orleans (prima di Katrina, ndr). Nella baita del nonno di Heidi.
Luigi Piccatto: Dove sto va bene.

I FUMETTI: A che età e con chi la prima volta? (Che hai letto un fumetto, ovviamente)
Paola Barbato: A 5 anni, credo, con "Topolino".
Luigi Piccatto: 10/12 anni, Flash Gordon, Classici Audacia, Bernard Prince.

Il tuo “muso ispiratore”?
Paola Barbato: Professionalmente nessuno. Dal punto di vista letterario ho una formazione "kinghiana", quindi immagino che abbia influenzato il mio modo di scrivere. Personalmente c'è stata una persona che era un punto di riferimento molto forte per me e di certo fonte d'ispirazione, ma che da qualche tempo si è totalmente distaccata sia da me che dal mio lavoro. Quindi non ho nessuno.
Luigi Piccatto: Giraud.

Il fumetto che più ti è piaciuto, o un fumetto che vorresti aver realizzato tu?
Paola Barbato: “Lady Love", un fumetto che compariva o sul "Giornalino" o sul "Corriere dei Piccoli" (non ricordo) negli anni '80. Aveva un'intensità e una tensione emotiva che ricordo perfettamente ancora. Da qualche parte, nella cantina dei miei, devo ancora averne qualche copia.
Luigi Piccatto: Arzach.

Un fumetto (o un autore) che non ti è mai piaciuto?
Paola Barbato: Seppur rischiando il posto di lavoro ammetto che è Tex. Ma solo perchè mi annoia. Ci sono tavole splendide, ma quello che narrano non mi attira...
Luigi Piccatto: Druillet.

Fumetto italiano o americano
Paola Barbato: Italiano.
Luigi Piccatto: Dipende.
Fumetto d’autore o popolare?
Paola Barbato: MA PERCHE' UNO DOVREBBESCEGLIERE? CHE SENSO HA? CI SONO OCCHI PER LEGGERE ENTRAMBI E ALLORA???
E' COME CHIEDERE DI SCEGLIERE TRA LA MAIONESE E IL KETCHUP! Ma va'...!
Luigi Piccatto: Popolare… ma che autore!

Un autore con cui non hai mai lavorato e con cui ti piacerebbe realizzare qualcosa?
Paola Barbato: Se potessi avere Dall'Agnol! Se potessi avere Frisenda! Se potessi avere Franzella! Se potessi avere Soldi! Se potessi...
Luigi Piccatto: Luigi De Marchi di Radio Radicale.

L’ALTRO: Che cosa pensi dell'altro/a?
Paola Barbato: E’ il cuore del mio cuore, è incredibile la sintonia con cui lavoriamo insieme a un albo! Spesso va oltre ogni mia aspettativa, mi arrivano le tavole in mano e trovo disegnato esattamente ciò che avevo visualizzato scrivendo la tavola! Luigi è un genio!!!
Luigi Piccatto: E’ capace di piegarti in ogni direzione!

L’ultimo fumetto dell’altro/a che hai letto?
Paola Barbato: Il nostro numero di agosto, il 228.
Luigi Piccatto: “Il Sonno della Ragione” (Dylan Dog n. 157, ndr]
L’ultimo fumetto dell’altro/a che ti è piaciuto?
Paola Barbato: Tutti. Senza lecchinaggi. Non me la sento di scartarne nessuno.
Luigi Piccatto: “Il Sonno della Ragione”.

Che cosa hai pensato la prima volta hai incontrato l’altro/a?
Paola Barbato: Che me l'avevano descritto sopravvalutandolo. Va bene che è un gran bell'uomo, ma ne avevano parlato come di un Adone!
Luigi Piccatto: "..che pere!"

Che cosa hai pensato l’ultima volta che volta hai incontrato l’altro/a?
Paola Barbato: Che gli voglio bene e sono contenta di lavorare con lui.
Luigi Piccatto: “Dovresti mangiare di più”.

Chi è più simpatico? Paola Barbato o Luigi Piccatto?
Paola Barbato: Siamo lì lì, va'.
Luigi Piccatto: Paola.
Chi è più permaloso? Paola Barbato o Luigi Piccatto?
Paola Barbato: Io!
Luigi Piccatto: Paola.
DYLAN DOG: Che cos’è per te Dylan Dog?
Paola Barbato: E’ un personaggio che s'è fatto persona. Ha valicato i confini delle pagine di carta. Ha un suo carattere, una sua personalità, tic, manie, debolezze, limiti, come tutti. E' vivo, è VERO. Scrivere un suo albo non è altro che scrivere una lunghissima pagina del suo diario.
Luigi Piccatto: Un amico ostinatamente conformista.

Descrivi in due parole il lavoro di Paola Barbato su “Dylan Dog”
Paola Barbato: Un'artigiana che sta imparando il mestiere. Certo, i miei albi non soddisfano tutti, ma quello che scrivo è quello che vedo, è il solo modo che ho di vivere Dylan. Filtrato da me ovviamente vira al nero, ma che ci possiamo fare (io e Dylan)?
Luigi Piccatto: Ogni cosa che scrive è un pezzo di sé.
Descrivi in due parole il lavoro di Luigi Piccatto su“Dylan Dog”
Paola Barbato: Ha fatto sì che Dylan fosse un personaggio mobile e non si fossilizzasse in una maschera. Grazie anche ad autori dal tratto particolare come Giampiero Casertano, Nicola Mari, Ugolino Cossu ed altri, ha contribuito a rendere duttile e mobile la sua figura. Potremmo avere mille Dylan Dog senza che mai la riconoscibilità del personaggio venisse a mancare.
Luigi Piccatto: Ogni cosa che disegno è un pezzo di qualcun altro.

Come è lavorare in team con l’altro?
Paola Barbato: Bello, divertente, rilassante. Si sperimenta, si discute, ci si confronta, ci becchiamo come galline arruffate, grazie a dio amando e divertendoci ancora con il nostro lavoro. P.S. So di essere il suo martirio.
Luigi Piccatto: STIMOLANTE; mai noioso o prevedibile.
DOMANDE A RAFFICA: La parolaccia che dici più spesso?
Paola Barbato: Cazzo.
Luigi Piccatto: ‘azzo.

Bianco e nero o colore?
Paola Barbato: Tutt'e due (vedi discorso ketchup!).
Luigi Piccatto: Bianco/nero.

Cani o gatti?
Paola Barbato: MA STAI SCHERZANDO? Cani, cani, cani!!!
Luigi Piccatto: Gatti.

Panna o cioccolato?
Paola Barbato: Cioccolato.
Luigi Piccatto: Miele.
Mare o montagna?
Paola Barbato: Montagna.
Luigi Piccatto: Mare.

Dio, patria o famiglia?
Paola Barbato: Sono abbastanza imbecille da essere patriottica, ma infinitamente più avanti nel considerare la famiglia SACRA. Dio lasciamolo lì.
Luigi Piccatto: Famiglia.
Fede o Feltri?
Paola Barbato: Feltri. Ha delle battute fulminanti.
Luigi Piccatto: Feltri.

SALUTI: Un saluto a chi ti vuol bene:
Paola Barbato: Ciao Matteo.
Luigi Piccatto: Ciao.
Un saluto a chi ti vuol male:
Paola Barbato: SONO TROPPI!!!
Luigi Piccatto: …fatto!

mdb