lunedì 15 giugno 2009

NEAL ADAMS: intervista, parte prima



 Intervista a 



NEAL ADAMS

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DISCLAIMER: 

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Intervista originalmente pubblicata su www.comicfoundry.com


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copyright e tutti i diritti riservati agli autori - 2005

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Parte 1 di 2
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Non tutti riescono ad avere un successo incredibile in quello che fanno.
Non tutti riescono a cambiare dall'interno l'industria. Non tutti riescono a combattere per quello in cui credono. Non tutti possono essere Neal Adams. Comic Foundry ha incontrato Neal Adams, la leggenda vivente dei fumetti che ha reinventato Batman, Lanterna Verde, gli X-Men e l'aspetto visivo del medium, per parlare di quello che ci vuole per diventare un disegnatore di fumetti.
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Molte persone ti chiedono di valutare il loro lavoro. Quali sono alcuni dei problemi che noti più di frequente?
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NEAL ADAMS: Uno dei problemi più comuni che osservo in una persona che aspira a diventare un disegnatore di fumetti o in un qualsiasi campo è la convinzione di potercela fare senza un'educazione.
La cosa difficile è che si tende a cominciare quando si è giovani. Con la convinzione che se si è in grado di disegnare questo o quello, già si è artisti. Sfortunatamente non è così. Quello che fa di te un artista è la tua cultura generale, i tuoi punti di vista sulla realtà, la tua abilità di raccontare una storia, la tua abilità di avere davvero una storia da raccontare che possa avere un minimo di interesse per qualcuno.
Molti giovani innanzitutto non hanno vissuto abbastanza a lungo da avere delle storie da raccontare. E non sanno di norma raccontarle. Quando parli con qualcuno sei in grado più o meno di capire se si tratta di una persona con abilità da narratore. Loro ti raccontano una storia e tu sei interessato oppure no. Se io ti racconto una storia ti posso garantire che tu sarai interessato. Io la so raccontare una storia. A questo basta aggiungere i disegni e la speranza che le due cose funzionino bene insieme.
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Però l'arte deve essere imparata come tale. Non può essere solamente quello che vogliamo o ci piace. E ci sono fin troppi genitori là fuori che dicono ai propri figli quanto sono meravigliosi. E troppi amici che danno pacche sulla schiena dicendo che sono bravissimi così e che dovrebbero lavorare nel mondo dei fumetti e che dovrebbero fare questo e quello. E queste persone sono dei nemici per ogni aspirante disegnatore. Perché tutto quello che fanno è convincere una persona che non possiede l'abilità di disegnare che invece ce l'ha. E così questo comincia a prendere delle botte in testa. Poi quando si va per questa strada devi solo sperare chea un certo punto arrivi qualcuno che è in grado di darti i giusti consigli, ma non ce ne sono tanti.
La realtà è che si deve studiare la prospettiva. La luce e le ombre. Bisogna partecipare a dei corsi di disegno con dei modelli. Bisogna lavorare con delle fotografie. Insomma, bisogna lavorare sodo. Alcuni dicono, "Cavolo, dovrei fare il medico: sono così buono con le persone". Beh, essere buono con le persone non è sufficiente a fare di te un medico.
Devi conoscere il sistema circolatorio e le ossa e se queste cose non le capisci allora non capisci la medicina e non diventerai mai un medico.
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La gente si prende in giro pensando, "Dai, non è come la medicina: io non ho bisogno di imparare tutta quella roba. Non è come la giurisprudenza, non devo imparare tutta quella roba. Mi basta disegnare." Ed è quello che fanno. Ecco perché in ogni scuola americana, ogni scuola elementare, ogni liceo, ogni scuola media o come si chiamano oggigiorno quelle scuole che stanno in mezzo e che ai miei tempi si chiamavano junior high, ogni scuola dicevo ha un qualcuno che viene definito "l'artista della scuola". Succede sempre.
Se si considera che di queste scuole ce ne sono decine di migliaia, e che ci saranno solo 1000 posti di lavoro nel settore, è chiaro che non tutti questi ragazzi diventeranno dei disegnatori professionisti. C'è qualcosa che determina il futuro di un artista molto più importante del fatto di essere "l'artista della scuola".
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Il fatto peggiore è che non esiste una scuola dove insegnino ad un artista come si diventa un bravo autore di successo. Anche le migliori scuole d'arte,quando si trovano tra le mani un disegnatore dell'abilità di, per fare due esempi, Drew Struessan o Alex Ross non possono insegnare loro più niente di quello di cui hanno bisogno (a prescindere dalla qualità della scuola) perché sono già più avanti dei loro stessi insegnanti. Possono apprendere gli strumenti, possono imparare le tecniche, possono imparare quello che volete ma è davvero difficile insegnare loro ad essere un artista e a muoversi come tale nell'industria.
Sono i pochi davvero al top che riescono a entrare nel business ed a trovare lavoro. E tra questi non conosco nessuno che sia passato attraverso un tipico processo scolastico attraverso cui quello che hanno imparato a scuola li ha condotti dove sono arrivati. E non conosco nessuno che non abbia preso delle belle botte prima di farcela.
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Quando ci parli dei circa 1000 posti per decine di migliaia di ragazzi, che cosa può portare uno di questi a raggiungere un posto da professionista?
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NEAL ADAMS: Nulla. Se lo sapessi scriverei un libro e lo direi a tutti. Non mi è proprio possibile capire in che campo una persona avrà successo, come non mi era possibile capirlo al liceo.
Al liceo ho conosciuto un mucchio di ragazzi (era una specie di liceo artistico all'americana, ndT) che avresti detto sarebbero stati destinati ad una carriera di successo. Ma alla fine si sono persi per una ragione o per l'altra. Riuscire a capire qual è il motivo effettivo per cui uno si perde oppure no è una cosa che non so chi sia in grado di farla. Un tizio si spara, un altro che sembrava il migliore di tutti finisce per fare il tassista.
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Altri ancora finiscono per lavorare in altri campi, come art director per esempio, che è una cosa molto sensata da fare se ti vuoi guadagnare la pagnotta lavorando otto ore al giorno senza diventare matto.
Mentre nel mestiere di fumettista c'è una bella dose di follia. Devi rinunciare a molta vita sociale dato che lavori 10-15 ore al giorno -- beh, non proprio 10. Sarebbe una pacchia lavorare 10 ore al giorno. Lavori 13, 15, addirittura 16 ore al giorno. E molto spesso anche sette giorni su sette. Perché uno dovrebbe volere una vita del genere? Come si fa a capire in anticipo che una persona sarà così stupida o folle da farlo? Non si può prevedere. Non ne ho la minima idea.
E quando ne trovi uno, è quasi un miracolo. Tu sai esattamente quello che stanno passando, io lo so. Conosco questo tizio che è passato attraverso l'inferno, se gli va bene. E l'inferno è diverso per tutti. Ma una cosa è certa: per nessuno di loro è valsa la regola "vai a scuola, fai i tuoi compiti a casa, fai qualche corso aggiuntivo e bingo! Sei diventato un disegnatore di fumetti".

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Che tipo di allenamento consigli per un disegnatore esperto? E per uno giovane?
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NEAL ADAMS: Dovresti fare queste domande a qualcuno che ti dica delle bugie. E' molto meglio perché le loro bugie sono risposte molto migliori e sembrano anche più sensate. Mentre le mie risposte essenzialmente sono senza senso.
Quasi ogni disegnatore che diventerà qualcuno fa tutto nel modo sbagliato, eppure lo fa. Non so perché. Dovrebbero andare ai corsi di disegno con modelli in carne ed ossa e non lo fanno. Ogni disegnatore dovrebbe avere un blocco per gli schizzi costantemente con sé e dovrebbe fare dei disegni in continuazione, ma non lo fa. Ogni disegnatore dovrebbe studiare l'anatomia dai libri di medicina e body-building, e non lo fa. Dovrebbe fare fotografie e ripassarle per capire esattamente come funziona la realtà, ma non lo fa. Dovrebbe studiare la prospettiva per scoprire che la prospettiva funziona davvero e non è come lui pensava, ma non lo fa. Spesso le cose che dovrebbero fare di più sono le cose che non fanno.
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E' un mistero per me come i disegnatori si orientano. Ci sono alcune cose che sanno fare. E se ho la possibilità di dare un consiglio ad un giovane disegnatore che credo abbia del potenziale, la prima cosa che gli direi è di prendersi tre mesi di ferie, se può, altrimenti prendersi tutto il tempo che riesce dei prossimi tre o magari sei mesi a seconda dei suoi problemi personali. E durante quel periodo fare fotografie, trovare delle fotografie nelle riviste e fotocopiarle: farne due copie e ricalcarle. Così si lavora. Puoi ricalcare la fotografia e poi cercare di fare un disegno più simile possibile alla foto.
Perché farlo? Perché è come barare? No, lo si fa per imparare e ti insegna molte cose. Ti insegna come funzionano le cose molto più di quanto possa fare un maestro. Beh, magari non come funzionano, ma ti insegnerà come funzionano le ombre ad esempio e se hai un cervello lo imparerai. Se non lavori con la testa tutto quello che stai facendo è ricalcare delle fotografie. Se ragioni col cervello invece imparerai un sacco di cose.
La prossima cosa da fare è comprare un bel blocco per appunti su cui disegnare durante il tempo libero, sulla metropolitana, il sabato, quando possibile, E poi frequentare un corso di disegno con modelli dove si disegna il corpo umano e ci si abitua a farlo. A parte questo bisogna comprare i libri di altri disegnatori e imparare da loro.
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Studio e disegno, studio e disegno, studio e disegno. E non è che l'inizio.
Questo è solo il primo passo, le basi. E' quello che devi fare prima del passo successivo.
E queste cose non le fa nessuno. Se sono fortunati impareranno a farle nel corso della carriera. E' come camminare lungo una strada e a un certo punto uno ti infila le redini e ti dà uno strattone, dopo di che cominci a pensare "forse dovrei fare così". E poi ti arriva un secondo strattone: "forse dovrei fare anche così". Se ti danno strattoni a sufficienza forse alla fine del percorso avrai imparato le cose giuste e sarai diventato un artista di talento. Altrimenti non sarai che un tizio che sa disegnare più o meno ma che manca di vera disciplina. E' difficile.
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Sembra che i buffetti che mi hanno dato al liceo fossero poca roba...
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NEAL ADAMS: Già, peccato che non fossero mai accompagnati da un buon consiglio.
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Questa è una cosa che mi sono sempre domandato. Quando disegni qualcosa, come fai a sapere di aver fatto qualcosa di buono?
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NEAL ADAMS: Se chiedi a tua madre ti dirà sempre che hai fatto un buon lavoro.
Chi disegna ha una visione un po' preconcetta del proprio lavoro. Cioè, a un sacco di gente piace il modo in cui disegna, ma come si fa a dire se è davvero buono?
Non si può. E' come vivere nel paradiso degli idioti. Questo è un altro problema legato al disegnare e all'imparare a farlo. Quando si osserva il proprio lavoro si è completamente ciechi (e lo stesso quando si osserva il processo che ha portato a quel risultato).
Gli stessi difetti che hai mentre osservi il disegno sono quelli che avevi mentre lo stavi facendo. La sola cosa positiva che ti può aiutare, se sei davvero fortunato, è il fatto di sentire chiara la frustrazione. Del tipo: "lo riesco a vedere nella mia testa ma non riesco a metterlo su carta. Lo vedo lì davanti a me ma quando cerco di disegnarlo non ce la faccio". Questo tipo di frustrazione ti aiuterà ad imparare e ti permetterà di riconoscere quando nel tuo lavoro ci saranno dei miglioramenti.
Quando quello che hai messo sulla carta è quello che vedevi con la testa. Questo momento è davvero magico. E se lavori davvero duro accadrà forse una volta ogni sei mesi.
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Hai detto che se un artista chiedesse un parere alla propria madre, per forza otterrebbe un riscontro positivo. Ma allora a chi domandare?
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NEAL ADAMS: Sfortunatamente a nessuno. Voglio dire, non posso correre dietro a tutti e dire loro quante e quali stronzate stanno facendo!
E' una buona cosa comunque ricevere degli incoraggiamenti. Se mi avessi intorno tutto il tempo (e io non facessi altro che opprimerti con la verità sulle cose orribili che stai producendo) probabilmente rischieresti di scoraggiarti molto in fretta.
Io ho iniziato ricopiando una vecchia carta di Old Maid (è un gioco di carte, vedi wikipedia, ndT) al tavolo di cucina mentre mia madre beveva il caffé e fumava una sigaretta. Io le mostravo i miei disegni e lei pensava fossero magnifici. E dato che a lei piacevano ne facevo degli altri. Così una seconda volta, una terza ecc. Finché lei mi diceva che le piacevano io continuavo a disegnare, solo per ottenere il suo apprezzamento. Quindi anche se il giudizio di una madre può essere il meno significativo fra tutti ed è inutile tenerne conto, è comunque importante per continuare ricevere il suo apprezzamento.
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E poi non si disegna dentro una bolla. Si disegna per un pubblico. E se chi legge i tuoi fumetti dice che sei bravo è una buona cosa. Il brutto è quando si usa il giudizio del pubblico come metro di qualità. Non è possibile. Lo puoi considerare come qualcosa che ti rende felice ma non per stabilire la qualità del tuo lavoro. Oltre a questo non voglio denigrare gli insegnanti di disegno che si trovano nei licei ma ben pochi di loro hanno mai fatto nella propria vita il disegnatore. Sono molto pochi quelli che, come Joe Kubert, smettono di disegnare per insegnare il proprio mestiere. E lo fanno anche perché di solito sono pagati molto bene e gli conviene.
Andare a scuola di disegno e disegnare non ti porta che a diventare uno studente di disegno. Ecco quello che ottieni. Bell'affare! Cioè, ci sono dei pro e dei contro. C'è il tuo maestro che ti da una pacca sulla spalla e ti dice che hai talento, che hai un futuro. "Volete qualcuno che sa disegnare? Eccolo!". Sei il migliore, meglio di Jack Kirby! Questo genere di cose accadono tutti i giorni in America e nel resto del mondo...
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Negli anni il tuo lavoro ha influenzato quello di molte persone. E' un male se molti copiano il tuo stile?
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NEAL ADAMS: Copiare? Nessuno lo copia. Lo imitano.
Copiare vorrebbe dire che sono bravi quanto me. Non è il caso perché se mi stessero copiando farebbero le stesse cose che ho fatto io.
Non è possibile entrare nella mente di qualcuno e fare quello che fa lui. Si possono scoprire uno o due cose che fa. Ma ci sono alcuni artisti che, leggendoli oggi come vent'anni fa, ti danno sempre una grande gioia e una grande emozione. Perché? E' il segreto più segreto.
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Non voglio dire che chi imita è per forza privo di qualità. Ma, considerate le ristampe che la DC sta facendo del mio Batman: sono volumi da 50 o 75$. Ci sono persone che hanno imitato o imitano i miei disegni. Ma i loro fumetti non vengono ristampati. Possono essere delle incredibili imitazioni ma non vengono ristampate. Qual è questo incredibile segreto che causa tutto ciò? Ovviamente non sono delle copie del mio lavoro. Perché se lo fossero verrebbero ristampate. 
Perciò non ho davvero molto da temere secondo me. Non è un mio problema. E' un pericolo se qualcuno mi imita troppo? Credo che lo sia solo per quelle persone che credono sia un pericolo. Credo che sia bello avere delle opinioni e lottare perché si crede in queste opinioni e divertirsi e litigare con gli amici per portarle avanti. A me non tocca per niente.
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Molte delle persone che aiuto non imitano il mio lavoro. Ho aiutato Howard Chaykin e lui non imita il mio lavoro. Ho aiutato Frank Miller e lui non mi imita davvero. Ho aiutato un sacco di autori e nessuno di loro imita il mio lavoro. Le persone che mi imitano sono quelle che stanno nella loro stanzetta e rifanno i miei disegni cercando di capire chissà quale magico segreto dal mio lavoro: stanno tranquilli e non mi chiedono mai niente. Poi magari vengono da me per mostrarmi i loro disegni, o magari nemmeno quello perché si imbarazzano. Non so che dire. So che da ragazzo io imitavo i disegnatori. Imitavo Mort Rucker, Joe Kubert. Imitavo Russ Heath e Stan Drake. Ho imitato un sacco di disegnatori e per un po' di tempo il mio lavoro somigliava davvero al loro ma pensavo in ogni istante che stavo imparando. Sentivo che stavo assorbendo qualcosa da loro, da quello che facevano e poi mi staccavo dal loro stile.
Forse in modo meno efficace credo che queste persone facciano alla fine lo stesso percorso. A volte si attaccano al mio stile troppo a lungo. E a volte mi usano come una stampella. Ma davvero, chi se ne frega! Se fanno un buon lavoro che piace alla gente, chi se ne lamenta?

fine prima parte
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Traduzione di Diflot
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Settembre 2005