sabato 13 giugno 2009

Maurizio Manfredi - Enrico Brizzi: faccia@faccia - febbraio 2005


Se…
Se dopo l’ultimo Faccia @ Faccia avete pensato che fossero finiti gli autori disponibili a scherzare con noi, vi siete sbagliati.
Se vi state chiedendo chi sia Enrico Brizzi, significa che non avete mai sentito parlare del suo travolgente esordio letterario, «Jack Frusciante è uscito dal gruppo», né dei successivi, spiazzanti «Bastogne» o «Tre Ragazzi Immaginari»E che non vi siete mai immedesimati nei vari Jack Frusciante, Claypool, e che magari siete pure dei bravi ragazzi, il che tutto sommato sarebbe un peccato: per voi. Se invece non avete mai sentito nominare Maurizio Manfredi, o il suo Superanarchico, significa innanzitutto che non avete letto il suo ultimo lavoro, «Parudia», e che non avete minimamente degnato di uno sguardo questo articolo, che fa bella mostra di sé da qualche parte nel sito; in secondo luogo, significa che non avete seguito con la dovuta attenzione il panorama fumettistico nazionale, e che alle ultime mostre lucchesi vi è sfuggito questo personaggio decisamente originale (a voi decidere se il riferimento sia a Superanarchico o a Manfro).
Se infine vi state domandando che cosa c’entri Enrico Brizzi con i fumetti (a parte il ripetuto ma non casuale uso di immagini di Andrea Pazienza per illustrare le copertine dei suoi lavori), o che cosa ci azzecchino l’uno con l’altro Brizzi e Manfredi, vi basti per il momento sapere che quest’ultimo è attualmente all’opera sulla grafic novel tratta da «Bastogne», opera seconda del giovane scrittore bolognese, appunto.
Se invece non vi stavate chiedendo nulla di tutto ciò, significa che avreste tranquillamente potuto saltare questa introduzione, e passare direttamente alle righe che seguono, per capire che cos’altro li accomuna, e divertirvi un po’, che male non fa.
Buona lettura, e buon divertimento.

Come ti chiami?
Enrico Brizzi: Enrico Brizzi.
Maurizio Manfredi: Maurizio Manfredi

Quando e dove sei nato?
Enrico Brizzi: A Nizza, per puro caso, il 20 novembre 1974.
Maurizio Manfredi: L’anno del terremoto, ad Ancona.

Dove vivi?
Enrico Brizzi: Vivo da sempre a Bologna.
Maurizio Manfredi: Tra le nuvole (parlanti)… Scherzo!, ad Ancona.

Dove vorresti vivere?
Enrico Brizzi: In una società meno ingiusta e paranoica.Ma forse ho sbagliato pianeta.
Maurizio Manfredi: Il mondo è un posto discreto dove mettere su casa.

I FUMETTI:
Che cosa sono, per te, i fumetti?
Enrico Brizzi: La libertà punk di mostrare, oltre che di evocare a parole. Qualcosa di molto garage e sensuale, in ogni caso.
Maurizio Manfredi: La forma preferenziale per la mia arte superflua.

A che età e con chi la prima volta (che hai letto un fumetto, ovviamente)?
Enrico Brizzi:«Asterix e il duello dei capi», regalo di mio zio Sandro per i cinque anni.
Maurizio Manfredi: Ho poca memoria al riguardo, ma forse… Non ricordo.

E l’ultima?
Enrico Brizzi: La sera del mio addio al celibato, gli amici mi hanno presentato una meravigliosa ragazza brasiliana di nome Deianira. Ho passato tutta la notte con lei, seduti su un divano a bere rhum e leggere i primi volumi della saga di Superanarchico. Forse Deianira avrà pensato che ero gay, ma per il sottoscritto è stata una notte indimenticabile.
Maurizio Manfredi: La scorsa settimana. «Marvels», di Ross e Busiek, letto quasi fuori tempo massimo.

Il tuo "muso ispiratore"?
Enrico Brizzi:
Paz, che ho voluto anche sulla copertina di «Bastogne», ma nel tempo ho amato anche Goscinny e Uderzo, il mondo Marvel (via «Supergulp»), Bonvi, Pratt, Moebius, Bilal, gli argentini, la scuola belga anni '70, i nuovi italiani… E sono sicuro che ho dimenticato qualcuno.
Maurizio Manfredi: L’immenso Andrea Pazienza. Seguono Moebius, Magnus, Liberatore, Tamburini, Mazzucchelli. Più staccata la coppia Miller & Moore. Ancora dietro il resto del plotone.

Il fumetto/racconto/romanzo che più ti è piaciuto, o che vorresti aver realizzato tu?
Enrico Brizzi: Il giorno in cui riuscirò a scrivere qualcosa con il nitore di Hemingway e la potenza di Flaubert posso anche cambiare lavoro. Non prima, però. Nel campo dei fumetti, mi piacerebbe avere fatto molte cose, tra cui le chine dei «Fantastici Quattro».
Maurizio Manfredi: «Bastogne», di Enrico Brizzi. Se non fossi etero, «Sodomie in corpo 11» (di Busi): il romanzo totale.

Un fumetto (o un autore) che non ti è mai piaciuto?
Enrico Brizzi:
Il fumetto giapponese non mi dice granché. Immagino sia un mio limite e non un limite dei fumetto giapponese, ma non posso farci niente.
Maurizio Manfredi: Molto fumetto indipendente italiano, con atteggiamento da puttana. Meno New Age e più Neorealismo, gente! (Anche l’editoria ha i suoi tic)

L'ALTRO:
Come hai conosciuto l'altro?
Enrico Brizzi: De fama, prima, e dal vivo a Sirolo (Ancona). Avevamo appuntamento ai piedi della porta del paese, io sono arrivato in ritardo e ho trovato Manfro che importunava un uomo calvo sui cinquant'anni. «È lei, Brizzi?», domandava, e l'uomo non sembrava troppo a suo agio. Non fossi arrivato, chissà come andava a finire.
Maurizio Manfredi: Enrico Brizzi ha fama planetaria. L’ho contattato via internet, tramite il Maestoso Sito Ufficiale. Poi, di persona, l’ho conosciuto a Sirolo (Ancona). C’è arrivato a piedi partendo da Orbetello, senza la Vespa.

Che cosa pensi dell'altro?
Enrico Brizzi: Il talento senza la testardaggine non paga, e Manfro mi sembra un bel testardo.
Maurizio Manfredi: E’ uno scrittore trentenne con la statura di Classico. «Jack Frusciante è uscito dal gruppo» dovrebbe essere testo scolastico obbligatorio.

L'ultimo lavoro dell’altro che hai letto?
Enrico Brizzi:
L'ultimo: «Suparanarchico Parvdia».
Maurizio Manfredi: «Razorama».

L'ultimo lavoro dell’altro che ti è piaciuto?
Enrico Brizzi: Le tavole ancora inedite che Maurizio va realizzando per «Bastogne»: Manfredi At His Very Best. O, se preferite, L'Opera Della Maturità.
Maurizio Manfredi: «Razorama».

La donna ideale per Brizzi?
Enrico Brizzi: Bella, intelligente, comprensiva, ama i Pixies, sa andare in vespa, beve, fuma e ama guardare con il suo uomo film anche erotici.Inoltre la mia donna ideale non tiene in considerazione i consigli delle amiche. Cioè, magari li tiene in considerazione, ma alla fine fa allegramente il contrario.
Maurizio Manfredi: Non ne ho idea precisa. Forse Cristina? [Che è sua moglie]

La donna ideale per Manfredi?
Enrico Brizzi:
So solo che Manfro detesta le fighette testavuota,e non saprei come dargli torto.
Maurizio Manfredi: Carina elegante curiosa simpatica, ma soprattutto molto impegnata (fuori dai piedi)

Che cosa hai pensato, la prima volta che hai visto l’altro?
Enrico Brizzi: «Chissà se il calvo è solo il primo che ferma?».
Maurizio Manfredi: «Eeee…La Vespa?!».

Che cosa hai pensato, l’ultima volta che hai visto l’altro?
Enrico Brizzi:
«Qui ad Ancona nevica, e siamo gli unici due stronzi con gli occhiali neri».
Maurizio Manfredi: «Qui ad Ancona nevica, e siamo gli unici due stronzi con gli occhiali neri».

Sei più bravo tu o è più bravo lui?
Enrico Brizzi: Siamo abbastanza bravi tutti e due, no?
Maurizio Manfredi: Fatico da bestia a stargli dietro, e meritiamo l’oro. Tandem.

Sei più simpatico tu o è più simpatico lui?
Enrico Brizzi:
Manfro è molto simpatico. Io solo a volte, e quasi mai al mattino presto.
Maurizio Manfredi: Primo lui, secondo me.

Sei più matto tu o è più matto lui?
Enrico Brizzi: Ce la giochiamo. A cosa ce la giochiamo?
Maurizio Manfredi: Dalle mie parti mi considerano un matto, ma io mi dissocio. Quindi, lui.

DOMANDE A RAFFICA:
La parolaccia che dici più spesso?
Enrico Brizzi:
Come tutti gli ex ragazzini cattolici, quando gioco a calcio bestemmio in modo orrendo. Tuttavia, nel cuore del mio cuore spero di non andare all'inferno per così poco.
Maurizio Manfredi: Bestemmio, alle volte. (e dire che volevo farmi prete…)

Bianco/Nero o colore?
Enrico Brizzi:
Qualcuno ha risposto colore?
Maurizio Manfredi: Bianco/nero, senza traccia di colore.

Cani o gatti?
Enrico Brizzi:
Amo i cani e non mi fido dei gatti.
Maurizio Manfredi: Entrambi.

Panna o cioccolato?
Enrico Brizzi: Cioccolato. Almeno si fuma.
Maurizio Manfredi: (Gingilli erotici mica da poco…) Panna.

Dio, Patria o Famiglia?
Enrico Brizzi:
Dio mi piace, ma troppa gente parla per conto suo.La Patria mi pare un'idea fascista, la Famiglia tutto sommato può ancora dire la sua.
Maurizio Manfredi: Io e basta.

Fede o Feltri?
Enrico Brizzi:
Meglio impalati o fatti a pezzi?
Maurizio Manfredi: …..(fra un po’ te la faccio io -a te- una domanda…)

SALUTI:
Un saluto a chi ti vuol bene:
Enrico Brizzi: «Ciao, bellezza» / «Bella, uomo».
Maurizio Manfredi: «Ciao».

Un saluto a chi ti vuol male:
Enrico Brizzi: «Sei ancora qui?»
Maurizio Manfredi: «Rauuus!».

mdb