domenica 21 giugno 2009

Marvel Knights Spider-Man


di Mark Millar e Terry Dodson

All-Star Spider-Man? Sì, grazie!

La gestione degli ultimi anni di Spider-Man da parte della Marvel è stata senz'altro una delle più criticate dai fan, e non a torto.
Il personaggio aveva una storia editoriale lunga e complessa, ma che fino ad un certo punto era riuscita a proseguire guardando sempre avanti. Una lunga serie di passi indietro prima, e una gestione continuity-killer dopo, con le tre testate del ragno che si ignoravano l'un l'altra in maniera fin troppo palese pur essendo in teoria dedicate allo stesso personaggio, hanno in un certo senso distrutto tutto questo. L'Uomo Ragno ha smesso di avere una storia credibile ed è diventato un personaggio più statico, che vorrebbe essere iconico; un controsenso, per un character che proprio nel suo non esserlo aveva la ragione maggiore del proprio successo. Non è certo un caso che lo Spider-Man più interessante degli ultimi anni, nonché il più amato dai lettori, sia infatti quello dell'universo Ultimate, che è un personaggio ancora fresco, ancora vicino al concetto originale dell'eroe "che potresti essere tu" e che è ancora in grado di evolversi senza essere congelato nello stesso status ormai da anni per la paura che diventi irriconoscibile.
Chi segue le ultime uscite sa che la Marvel, con il crossover delle testate ragnesche "The Other", sta attualmente cercando di porre rimedio alla confusione pazzesca generata sulle collane principali dell'Uomo Ragno dell'universo classico, ridando al personaggio la possibilità di fare dei passi avanti, e lo sta facendo mettendo in prima fila le idee dell'unico sceneggiatore che negli ultimi anni abbia saputo dare a Spider-Man delle storie davvero godibili e con qualche idea rivolta al futuro (Sins Past esclusa): il creatore di Babylon 5, Joe Michael Straczynski. Questo non può però cambiare il fatto che, per anni, leggere le avventure del ragno ha voluto dire in un certo senso dover mettere da parte la continuity del personaggio e cercare di godersele per quello che erano, rinunciando in partenza a incasellarle nella storia del personaggio.
In quest'ottica, saghe come quella presentata nei primi dodici numeri della collana Marvel Knights Spider-Man, a cura di Mark Millar e Terry Dodson (con la very special guest Frank Cho in un paio di episodi) risultano particolarmente gradevoli.
Nei suoi dodici episodi, infatti, Millar ha infilato praticamente tutti gli elementi più classici delle storie dell'Uomo Ragno: zia May in pericolo, Goblin come principale antagonista, problemi economici per Peter Parker, una carrellata dei classici supercriminali da sempre avversari di Spidey, e anche un accennato triangolo amoroso tra MJ, Felicia Hardy (la Gatta Nera) e Peter.
Nell'ottica di un personaggio in continua evoluzione che caratterizzò per tanti anni Spidey, questa storia sarebbe forse stata da giudicarsi come mediocre, perché in effetti è una serie di "luoghi comuni", sia pure molto, molto ben scritti e ben disegnati; ma nell'ottica degli ultimi anni di storie ragnesche descritta più sopra (ed ecco il perché del lungo preambolo), la storia di Millar, questa specie di All-Star Spider-Man , si fa apprezzare particolarmente.
Perché è una storia divertente, con un buon ritmo; è una storia con dialoghi brillanti e situazioni ben costruite e ben scritte. Se non importa la storia pregressa di Goblin, il modo in cui è stato usato e abusato negli anni fino a distruggerne ogni credibilità, ma importa che ci sia Goblin allo stesso modo in cui importa ci sia il Joker in una storia di Batman, come "simbolo", icona dell'eterno antagonista dell'eroe; se non importa l'ennesimo rapimento di zia May perché i precedenti potrebbero esserci o non esserci stati e chi se ne frega; se importa solo una bella storia dell'Uomo Ragno, allora questa saga colpisce nel segno, perché lo è, confermando ancora una volta le qualità di sceneggiatore di Mark Millar.
Anche i disegni, ovviamente, hanno una grossa parte nel suo successo, perché sono davvero spettacolari. Tavole ricche di dinamismo e un Uomo Ragno tra i migliori che si siano mai visti, MJ e la Gatta sensuali al limite del divieto ai minori, ritmo indemoniato...
Le tavole dei coniugi Dodson offrono tutto questo, sono veramente un piacere per gli occhi, e i due episodi di Frank Cho compensano il minor dinamismo con un tratto ancora più morbido e piacevole, risultando assolutamente all'altezza del livello (alto) del resto dell'opera. Una meraviglia grafica che nella versione cartonata oversized recentemente pubblicata dalla Marvel si fa apprezzare ancora di più.
Insomma, questa è una saga perfetta anche se vi siete allontanati dal ragno anni fa, anche se non lo avete mai seguito con costanza, anche se siete dei neofiti incuriositi dal personaggio che magari avete imparato a conoscere dai film.
E' bella e divertente nella sua semplicità. A volte, non si dovrebbe chiedere di più ad un fumetto.

Dario Beretta

NOTA:
- Pubblicato in Italia su L'UOMO RAGNO 134 - 136, 145 - 148, Panini Comics
- Pubblicato in USA su Marvel Knights Spider-Man 1 - 12, Marvel Comics