mercoledì 3 giugno 2009

Mars

Mars-manga

Mars

di Fuyumi Souryo

Star Comics

collana Amici

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Non è facile parlare di questo manga. L'unico aggettivo che mi viene in mente su di esso è... diverso. Essenzialmente Mars è diverso da ogni altra cosa che abbia mai letto. Preciso subito che si tratta di uno shojo, quindi tutti quelli che hanno pregiudizi a riguardo possono cliccare il tasto back sul loro browser. Quelli più emancipati di voi, capaci di apprezzare il buon fumetto al di là della banale etichetta affibbiategli, continuino pure la lettura. Precisamente uno shojo manga viene generalmente definito come opera destinata ad un pubblico femminile.

ReiAlla luce però di molti dei fumetti che ho letto, tale definizione è impropria: sostanzialmente io li considero storie viste da un punto di vista femminile. Alcuni particolari molto noti, tipo l'uso di fiori che circondano le vignette e il disegno dei personaggi spesso etereo e trasognante, non fanno altro che sottolineare l'impostazione romantica che le autrici (perchè sempre e solo di donne si tratta) vogliono dare al racconto. Certo se pensiamo che Madame Bovary, vero capolavoro shojo ante litteram, è stato scritto da Gustave Flaubert (un uomo) il concetto stesso di sensibilità femminile perde di significato, a patto di allontanarci da superate restrizioni che in fondo non ci appartengono.


KiraAnche all'interno della categoria shojo, Mars rappresenta un'eccezione. Impostato dall'autrice Fuyumi Souryo su di un rapporto a due complesso e mai banale, trova tanto nello stile del disegno quanto nella sceneggiatura un'innegabile punto di rottura con il genere. Le tavole sono movimentate, imperfette. Il taglio delle vignette è irregolare, quasi assecondasse il bisogno dei protagonisti di attirare l'attenzione su di sè fino addirittura ad uscire dal confine stesso della vignetta. La resa dei personaggi è assolutamente stravagante: pur essendo tutti giapponesi i capelli neri rappresentano l'eccezione piuttosto che la regola, ed i fisici sono slanciati, lontani dallo standard del sol levante. La sequenza delle immagini è rapida, scorrevole, dinamica: si avverte un chiaro senso cinematografico della vicenda, lontano dalla piana e lenta evoluzione degli shojo più tradizionali. L'unico elemento propriamente shojo è forse la caratterizzazione grafica del protagonista maschile, efebico nei lineamenti così come da abitudine di molte autrici.

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La trama coinvolge ed avviluppa il lettore ponendolo come spettatore di un insolito menage, saltando saggiamente di personaggio in personaggio proponendocene i diversi punti di vista. I due protagonisti risultano profondamente caratterizzati, attentamente definiti nelle loro psicologie e nei loro traumatici trascorsi. L'autrice non ha nessuna remora nel toccare argomenti imbarazzanti e lo fa sempre con il preciso intento di mantenersi al di sopra di ogni giudizio, evitando moralizzazioni estemporanee.
L'intera vicenda è incentrata sul carisma del personaggio maschile, un personaggio negativo che rifiuta le regole della società per vivere una vita sul filo del rasoio, pericolosamente attratto dal suo rapporto di amore/odio con la morte. L'incontro casuale con una ragazza che non avrebbe mai considerato in altre circostanze lo porta lentamente a provare un irrefrenabile desiderio di catturare i segreti di quella vita così diversa dalla sua, così lontana da tutto ciò da cui era sempre stato affascinato. Rei e Kira (lui e lei) iniziano quindi a conoscersi reciprocamente, spinti tanto dalla curiosità di lui quanto dall'imbarazzante desiderio di lei di poterlo ritrarre nudo. Kira infatti è quello che normalmente definiremmo un'asociale: nessun contatto con i compagni di classe, una vita quasi di clausura all'interno delle mura di casa.
Con un'unica via di fuga: dipingere.

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Il titolo prende appunto spunto dall'identificazione che Kira compie nel corso della storia: intenta nel ritrarre Rei riconosce in lui una sorta di dio della guerra, dal quale non può che essere spaventata ed affascinata al tempo stesso. L'evoluzione del rapporto sentimentale tra i due è saggiamente gestito senza mai calcare la mano, con una notevole attenzione ai risvolti più intimi dei caratteri dei due protagonisti. Allo stesso tempo i comprimari risultano attentamente bilanciati, incisivi nei loro interventi e mai introdotti senza un preciso ruolo da rivestire. Ma l'amore, anzi l'Amore con la a maiuscola è il vero protagonista. Non attraverso gli struggimenti di ragazzine infatuate, ma mediante la drammatica imperfezione di Kira, così a disagio con un sentimento che sente non poterle appartenere, ed attraverso Rei, così assuefatto alle sue avventure con ragazze di ogni tipo da non saper gestire una vera relazione così carica di aspettative da entrambe le parti. La loro manifesta incompatibilità diventa paradossalmente lo stimolo a trovare punti in comune, ad oltrepassare la barriera delle differenti esperienze per incontrarsi in un territorio neutro, lontani da aspettative e pregiudizi. Si tratta di una coppia "sbagliata", di due persone che non sono fatte per stare assieme: e proprio per questo imparano lentamente giorno dopo giorno ad adattarsi l'uno all'altra, a costruire un amore più forte di qualunque predestinata passione.

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Non possono contare su un destino opprimente che li liberi dalla responsabilità della scelta: scelgono di amarsi e vanno oltre, facendo della loro relazione il centro della storia.
In fondo anche in questo l'autrice dimostra un più maturo approccio alla vicenda: non si limita alla inflazionata fase dell'innamoramento, ma ci svela cosa sta dietro la favola, cosa succede quando le luci si spengono sulla scena e Cenerentola e il principe si ritrovano a sbarcare il lunario. Ancora in corso di pubblicazione per i tipi della Star Comics all'interno della collana Amici, Mars conta nel complesso di 15 volumi.
Personalmente lo ritengo un ottimo manga, ricco di quel tocco femminile che troppo spesso manca agli autori più in voga (Katsura vi dice niente?), ma saggiamente equilibrato tra spettacolarizzazione e introspezione, tra scene movimentate e tranquilla vita quotidiana. Se fate parte "di quelli" che si interrogano sulla natura ambigua del sentimento chiamato amore e sono curiosi di scoprirne le infinite sfaccettature così come appaiono ad una coppia di adolescenti che si affacciano timidamente sulla vita adulta, avete solo due possibilità: o comprate questo manga o attendete le repliche di Dawson's Creek.


NatGiugno 2002

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