venerdì 19 giugno 2009

Lucca 2005: reporcage - novembre 2005


Ovvero una selezione delle porcate viste e combinate a Lucca, messe giù per farsi quattro risate con gli amici e poi scappate di mano fino a sporcare le pagine virtuali di questo sito, minando definitivamente la supposta serietà con cui cominciava ad essere considerato.
Poco fumetto perchè da anni ormai per me Lucca è più che altro andare a trovare vecchi amici, salutare qualche conoscente e magari conoscere qualcuno di nuovo , e poi in fondo per questo c’è già il nostro ormai proverbiale REBOTTAGE, no?!
Eccovi quindi, la mia personalissima "fredda cronaca" di un tranquillo week end a LuccaComics: I PREPARATIVI, IL VIAGGIO, L’ACCOGLIENZA
Venerdì sera, quasi per caso, becco praticamente al volo Albyrinth, che dice di aver trovato un percorso ferroviario per Lucca che implica “solo” tre cambi, ma che gli permetterebbe di conservare il rene che gli avanza per acquisti a fumetti: gli chiedo se crede di riuscire a trovarsi in Stazione Centrale a Milano verso le 8.00 del mattino seguente, lui ingenuamente dice di si e ci becchiamo al volo all’appuntamento, il mattino dopo, in perfetto orario, evidentemente con la protezione dell’aura del Compagno Lemmy.
Roba da non credere.
Non succede la stessa cosa con Palumbo, visto che l’SMS che ero convinto di aver mandato a Plazzi da Parma non è partito, e quando gli comunichiamo che siamo a Modena, per lui è troppo tardi per raggiungerci al luogo dell’appuntamento volante, come mi spiegheranno entrambi, Plazzi prima e Palumbo stesso poi.
Il viaggio è tranquillo fino a Bologna, dove ci troviamo con Il Sovrintendente Plazzus: nebbia, traffico, traffico, nebbia, ma in modiche quantità e alternate (o forse è che quando c’è nebbia accelero, e il traffico sembra minore) e tante chiacchiere (mie) e tanta pazienza (da parte di Alby).
Ho anche preventivamente avvisato Alby che la macchina su cui viaggiamo, un carro funebre riadattato stile Luca & Paolo dei tempi d’oro di MTV, non ha il lettore CD, e le cassette che troviamo spaziano dal Ricky Martin ungherese al glam rock (o supposto tale, nota per i musicofili del forum) dei Roxy Music, a dei tarocchi di John Denver cantato in rumeno, generoso lascito di qualche viaggio di mio padre, che mi ha prestato la vuatùr per ovviare ad alcuni inconvenienti tennici del mio macinino.
Ci tiene compagnia Isoradio, avvisandoci di tutti gli incidenti che capitano DOPO che ci siamo passati, della nebbia che non troviamo sull’Appennino, e propinandoci musica per cui la pessima cassetta registrata una quindicina d’anni fa di “The Who Live At Leeds”, tratta da vinile e forte di anni (e lunghe estati) a marcire in macchina probabilmente sarebbe meglio.
Dopo Bologna, con un colpo di mano, Plazzi confessa la sua passione di gioventù per i Roxy Music e la situazione peggiora, complice il traffico che ci costringe ad una deviazione appenninica con rientro in autostrada dopo Pistoia, con smarrimenti e moccoli vari annessi.
In più, comincia la sarabanda di SMS tra tutti gli amici con cui si è in parola: Diflot, bloccato in autostrada dietro di noi (ma anche a noi non sta andando meglio), Ponce che si sciroppa (in coppia con Lucio e Tommaso Milella, hereinafter Tommy) tutta la coda per prendere i biglietti a tutti noi, Preacher e Dual che scalpitano, Comics Code e Simos che scalpitano pur’essi, e probabilmente qualche altro che ora non ricordo.
Dopo la deviazione appenninica per sfuggire al traffico (Alby avrebbe fatto prima anche cambiandone CINQUE, di treni, mentre Palumbo è probabilmente arrivato molto prima di noi) arriviamo a Lucca, abbracci con Tommy, Lucioe Ponce e subito ci scateniamo in quello che ci viene meglio: la razzia dell’ESSELUNGA. Schiaccia, focacce farcite, patatine all’aceto (inglesi, favolose, pensavo avrebbero fatto cacare a tutti) e normali, sottaceti, gorgonzola, affettati, impasto per crostini, vino birra, un po’ d’acqua e come dessert dei muffin al cioccolato, che fungeranno da palliativo per la fame chimica notturna e la colazione all’indomani. Picnic per 15 prenotati, da Speedo con il Capitano (suo Capitano) Janeway, Sentry, Diflot e Signor(in)a Milena, la ghenga di Killer Elite, quella di Made in USA, ovviamente Alby, e tutti quelli che poi passano a trovarci, guidati da Mana che da ragazza sveglia sospetta che noi ci si possa esser messi nello stesso posto dell’anno scorso, e porta così torme di CUSsari, da Cricchio a Randall, Diable, Dioccolo e arrivano anche Flash, Homer, il Botman offeso per il fatto che il nostro ritardo sita boicottando la sua happy mezz’auar, anche se non lo da a vedere…
Arriva anche la Banda dei Sardi, quelli buoni: Comics Code e Simos.
Mancano solo l’X-Avvo, Potillo, Andric, il Baro e Titano, e mi sa che ci sarebbe la GANG al completo, e pure qualcuno in più… oltre a Sinisa che non ho assolutamente beccato aggiro, e la cosa mi spiace.
E poi Ombra, che magari ad una cena prima o poi riusciremo a trascinarla
I SOLITI SOSPETTI:
Finito il picnic, in un impeto di amore per l’ambiente, io, Ponce e Lucio ci facciamo carico di portare i cartoni dell’ESSELUNGA con i resti del fiero pasto e i maglioni alla macchina, anche per controllare che i signori del supermercato non se ne siano avuti a male di quel carro funebre che troneggia davanti all’ingresso da tutto il giorno. Passiamo davanti al padiglione degli incontri, quello grande, spazio proiezioni, “stipato in ogni ordine di posto”, come si dice in questi casi, e anche un po’ di più, visto che c’è la presentazione del cartone animato di Rat-man.
Incuriositi, cerchiamo di entrare, ma scopriamo che la calca all’ingresso è impressionante, e chissà quanti hanno già rinunciato.
Mentre facciamo il giro cercando un altro ingresso, notiamo una porticina, e lancio l’idea: “Proviamo a entrare di qui!”. Mozione bocciata, anche se di stretta misura: due contro uno.
L’altro ingresso è peggio del primo, l’aria che esce da dentro il tendone è impressionante per temperatura, umidità e afrori vari, mentre ce ne andiamo, rilancio “Dai, al limite chiediamo se possiamo appoggiare i cartoni”. Mollo i cartoni (due, che portavamo in tre a mo’ di portantini da girotondo) e apro la porta. Si para davanti un tipo che dice “Non si può passare di qui”, e mentre bofonchio qualcosa, che già ero abbastanza gonfio dei postumi del picnic, Lucio, che non sembra, ma è più cazzone di me e Ponce messi insieme, si fa avanti con il cartone in mano e dice, “Ma DOBBIAMO solo lasciare questi!” Il tipo intende quel che noi non abbiamo detto, (per paura di rappresaglie una volta scoperto che dentro ai cartoni c’è mezza bottiglia d’acqua e un po’ di schiaccia, anche se pareva mite), e dice “Ah?! E’ per LORO?”, e ci fa passare. Molliamo i cartoni in prossimità della porticina della saletta posteriore allo schermo, quella “riservata” e ci mettiamo ai margini della folla, sperando che il tipo non capisca e non ci cacci fuori.
Arriva la moglie di Leo, la Cate, che si arrischia ad abbracciarmi nonostante le condizioni già pietose, e mi gela con un “Da non credere, siete riusciti ad entrare pure qui! Come avete fatto?” che mi fa sudare, temendo che il tipo possa sentire, come le spiego sottovoce: fortunatamente, il tipo che seguiva la scena da lontano pare accontentarsi del fatto che Cate (e Leo che ci saluta dal palco) dimostrano di conoscerci, e questo ci permette, se non di vedere l’anteprima da un posto in prima fila (che eravamo un po’ defilati verso l’esterno, forse avremmo dovuto lamentarci ), di avere perlomeno conseguito un “discreto” rapporto tra “posizione per assistere all’anteprima” e “orario di ingresso alla proiezione”, visto che non oso pensare a che ora avessero cominciato ad assembrarsi i tipi in evidente crisi di disidratazione seduti in prima fila.
Decidiamo di non lamentarci, anzi, ce ne bulleremo per tutto il pomeriggio.
LA CENA:
La cena è la nota più dolente: sono intasato a metà del tavolo da trenta persone (29 per la precisione, da sedici per cui era la prenotazione originaria, benedetti siano i ristoratori pazienti), dalla parte del muro, cosa che rende i movimenti quasi impossibili.
Per di più, alla mia sinistra, dopo Ponce, c’è il Plazzi, mentre a destra, dopo Sentry (che pure lui non scherza, ma si contiene ), c’è il Bot. Come dire, un paio di porte tagliafuoco in grado di fermare e polverizzare qualsiasi portata, prima che arrivi nel mezzo.
La tavolata è troppo lunga, vorrei stare un po' con tutti e lo dimostro assentandomi spesso e volentieri, costringendo così tutti a stringersi per farmi passare e meritandomi qualche vaffanculo, simpatici apprezzamenti alla mia prostata e debolezza di vescica, e i sospetti di DiflOtello preoccupato per il fatto che continuo a passare dietro la sua bella, che già nel pomeriggio ho cercato di far sentire meno aliena, con alterne sorti: però dopo questa full immèrscion di nerdacci, credo che sarà ben lieta di aver pescato quel fiorellino dal mazzo…
Ho fatto lo stesso anche con Captain Janeway, spero solo di non essere passato per l’arrazzato del gruppo… LA PARTITA:
Contemporaneamente alla cena, si sta consumano un’altra tragedia.
Già da tempo si sapeva che ci sarebbe stata Milan-Juventus, e si sospettava che più d’un tifoso DOC avrebbe fatto carte false pur di vederla a cena, pare che alcuni fossero anche disposti a cercare (a LUCCA!) un ristorante cinese con TV, e non era il Bot-man!
Noi non ce ne curiamo, chi perché sul mangiare non si scherza, chi per la compagnia, chi per scaramanzia, come ammette candidamente Homer.
Sarà un caso, ma ci troviamo con un’alta concentrazione di milanisti, come sempre a memoria e a spanna: Diflot, Homer, Speedo, Bot, Sentry e io, nel marasma di antijuventini come mi pare il Burchielli, Ponce (“Che si vinca o che si perda, forza Pisa, Juve merda!”) o Preacher (anche se ultimamente comprensibilmente dibattuti tra antimilanismo e antijuventinismo) o di spettatori neutrali.
Juventini dichiarati credo solo Fumetto, e un suo amico.
Sin dall’inizio cominciano a circolare voci di memorie fantozziane, secondo cui il Milan sta vincendo otto a zero, e l’ultimo goal l’avrebbe segnato Dida di testa su azione da calcio d’angolo.
Homer dice che mentre arrivava, per radio ha sentito di un palo colto da qualcuno, e sceso dall’auto, si è arrampicato ad una finestra, rompendone il vetro per chiedere “Chi ha preso il palo?” rimediandone un cazzottone in pieno muso.
Fumetto e il suo amico sono impassibili, anche nell’annunciare il 2 a 0 con cui il Milan conduce da subito (o forse siamo noi che abbiamo un po’ perso la cognizione del tempo), tanto da far pensare ad una presa per il culo a me e a Sentry, fino a quando dall’ala milanista del tavolo (Speedo, Homer, il Capitano, 8palle) non conferma e rilancia annunciando il terzo goal.
La partita finisce 3 a 1, ma non è che ce la siamo cacata gran che, però un pensiero agli juventini che magari sono finiti davvero a mangiare “Da Arvaro ‘r Laido, Caffè ‘Mmocca - SKAY PEY TV” lo facciamo lo stesso…
NOTTURNO:
Finita la cena ci si organizza per il ritorno: ho speso la parola, e mi tocca riportare a casa i "lucchesi", d'altra parte se pure loro si fidano della ma guida in quelle condizioni, non so davvero chi sia messo peggio...
Lasciamo Rorschach e Jonny di Arezzo Wave alle porte di Lucca, augurandoci di poterli rivedere il giorno dopo, e di non dover leggere di corpi esanimi senza organi interni trovati nel fossato adiacente alle mura della città.
Comics Code e Simos, invece esigono di essere lasciati nei pressi del cimitero, non sappiamo se per arrotondare la serata o se perchè l'unico posto economico che avevano trovato fosse un loculo con tanto di lumino: conoscendo Lucca e i suoi prezzi, non sappiamo che cosa augurarci per il loro bene.
Li vediamo scomparire nella nebbia, e per fortuna rivedremo anche loro il giorno dopo, incolumi.
Anche se le cronache locali parlano di sospetti regolamenti di conti tra protettori della zona del cimitero, con alcuni ricoverati con ferite da taglio, pare causate da roncole sarde.
Torniamo a casina dove verso le due in un rigurgito di fame chimica azzanniamo qualche burrata fresca come poche che Tommi ha portato da giù, ridendo come degli imbecilli mentre ci leggiamo l’un l’altro l’ultimo “Rat-man”, e svegliando Eliana, che avrà modo di farla pagare a Ponce, anche se con noi è più che signorile, e nega qualsiasi disturbo. Mi sa che non la vedremo per le prossime sette-otto manifestazioni, periodo in cui trova sempre qualche scusa per eclissarsi da Pisa, dal convegno sullo sterminio delle Locuste in Valcamonica, al seminario sull’importanza della Filossera per l’equilibrio biologico delle coltivazioni della Papuasia, alla più banale svendita totale da “Gerardo Mobili” (e chi percorre il tratto autostradale Livorno-Parma, sa di che cosa parlo, nei pressi di La Spezia.).
Crollo verso le due e mezza, leggendo a letto un TOTEM d’annata, scovato in camera.
Domani sarà peggio.
ACCREDITI & ACCATTONI:
Scena madre da alto accattonaggio all’ingresso di domenica: dopo aver portato Plazzi a Lucca, perfettamente in orario (mica come quando anni fa avevo fatto perdere un aereo per Manchester al Gadducci, che ancora se lo ricorda con piacere a progetta di rinverdire quei fasti) con annessa colazione, vado a prendere ndb, e insieme ce ne scendiamo a Lucca.
La radio segnala tre km di coda all’uscita, quindi anticipiamo e usciamo a Capannori, che scopriamo essere il casello più piccolo del mondo, con UNA entrata e UNA uscita, e pure un casellante in miniatura, cosicchè bastano tre auto a creare coda.
Sentiamo quindi Ponce che mi procura il biglietto per ndb (intero, visto che ormai ha compiuto dodici anni), e ci troviamo all’ingresso, dopo aver fatto un’altra minispesa all’ESSELUNGA tanto per avere qualcosa da mangiare (patatine, focacce farcite, schiaccia con affettati assortiti, sedici lattine di birra e una bottiglia di Lemonsoda per il piccolo e eventuali astemi, il tutto a TRE EURO a testa per nove persone, quando dentro alla fiera con TRE euro se ti va bene ti bevi una birra) e avere l’alibi morale per lasciare di nuovo la macchina nel parcheggio, con tanto di scontrino sotto il parabrezza
All’ingresso ci becchiamo con Ponce, Tommilella e pure con Burchielli & la sua Cinzia, carinissima e decisamente simpatica come tutte le ragazze conosciute a questo giro, e cominciano i problemi: noi passiamo tranquilli, Cinzia no: il pass del Burchie è per una persona sola e già a lui gli va stretto, e c’è un tipo Men In Black in età “lievemente” avanzata che non vuole sentire ragioni, nemmeno considerando le dimensioni minime di Cinzia, che potrebbe anche passare con un ridotto.
Visto che il pass è per UNA persona, e il tipo che pare il responsabile è irremovibile, attacco la scena madre, e comincio a dire che noi abbiamo pagato il biglietto INTERO pure per il piccolo, erroneamente, perché ce l’hanno preso prima, e non è giusto, e che problema c’è a far passare un’altra persona, il tutto mentre ndb si abbassa un pochino forte dei pantaloni ampi e comincia a guardare il Nonn In Black dal basso verso l’alto con sguardo languido alla Bambi.
“Quanti anni ha?”
“DIECI!”
“Vai a fartelo rimborsare!”
“Ma ha visto che coda? Faccia passare anche lei e siam pari!”
Il tipo pare irremovibile, ma si vede che non è allenato alla “Tattica Logorante Alla Zio Paperone” che anni di militanza Disney mi hanno lasciato, e poi staremmo anche intasando l’ingresso.
Un po’ di tira e molla poi la spuntiamo.
Ci giriamo e scopriamo che il Burchielli, zero fiducia nei nostri confronti, se ne è appena andato, sparendo nel gorgo della folla, e pure con il cellulare spento, visto che provo a chiamarlo, prima di rassegnarmi alla sconfitta.
Successivamente Riccardo, apostrofato simpaticamente come “fava”, dirà che se ne era andato perchè si stava incazzando, noi sospettiamo che Cinzia l’abbia portato via quando ha visto che iniziava a strusciare il piede per terra a mo’ di toro che si prepara alla carica, levando al contempo il costume del Fenomeno che teneva nello zainetto.
Fava lui, forse, ma accattoni pure tutti gli organizzatori e i controllori, più ancora di noi!!!
BURP CONTEST:
Dentro alla fiera, cominciamo con il mini picnic, dopotutto c’è una creatura da sfamare, e anche la gang di Killer Elite che si era iscritta alla spesa (poco) proletaria: Dual dopo il primo sorso di birra (mezza lattina abbondante) si lascia scappare un rutto abbastanza ragguardevole, che fa sospettare ai cosplayers intorno che si stia per avvicinare un uragano. Il prode Alessio si schernisce un pochetto, e teme (pur avendolo già conosciuto) di aver fatto una magra figura con la tenera creatura che mi sono portato appresso, che invece inizia a ridacchiare.
“Nessun problema, c’è solo il rischio che tettu finisca umiliato, visto che potrebbe sembrare una provocazione nei suoi confronti”
“Davvero?”
“Babbo, posso?”
“Bè, io non dico nulla, è chiaro che ti ha provocato, non fargli troppo male, però”
Il cucciolo sa come la penso: ‘ste cose non mi danno fastidio se uno sa controllarsi, ovvero se non rischia di esibirsi in ambienti poco ricettivi ad apprezzare i suoi gorgheggi.
Tipo sua madre.
D’altra parte, sin dai tempi della prima elementare, era solito farmi fare simpatiche figurette ammerda, quando i suoi compagni l’avevan battezzato “il re dei rutti” e lui, schermendosi, aveva umilmente fatto presente che al massimo poteva essere il “principe”, visto che il re era suo padre… il tutto con somma gioia delle maestre, nonché mia, che gli avevo anche fatto un biglietto di auguri con la strip di Calvin (a cui somigliava non poco da piccino) in cui il piccolo a tavola si esibisce in un rutto notevole e allo scatto della mamma “Calvin! Come si dice in questi casi?” risponde “Ottimo controllo del diaframma, vero?” per poi finire a mangiare sulla tazza del cesso lamentandosi che i grandi non sanno apprezzare la proprietà di linguaggio dei bambini…
Il cucciolo, dicevo, raccoglie il guanto di sfida, da una sorsata di Lemonsoda, si schiarisce la gola e partorisce un altro tuono, che pure i presenti distratti stentano a credere che possa provenire da una siffatta creaturina.
Ilarità generale, complimenti alla creatura, vigorose strette di mano, il tutto aumentato dai commenti di scherno verso Dual da parte del Presidente e ben recepiti da Dual stesso, che si guarda bene dal chiedere la rivincita in altre specialità da college per rampolli dell’alta nobilità, tipo “facciamo a chi ce l’ha più lungo”, o “facciamo a chi piscia più lontano”, anche per non rischiare ulteriori umiliazioni, ben più pesanti.
E poi c’è anche il rischio che nel mentre si esibisce al massimo delle sue potenzialità, faccia capolino la Dottoressa Wertham (tra l’altro paziente, e simpatica, per quel che ho visto fuori dal palazzetto, non che ne dubitassi, ma insomma, apostrofarla così… d’altra parte ognuno ha la sua, evidentemente, e io non faccio eccezione), e difficilmente gradirebbe.
Intanto i cosplayers cominciano a tirare fuori gli ombrelli, anche se non c’è traccia di nubi.
La giornata scorre tranquilla, i killerelitisti son presi dalle loro incombenze allo stand, visto che il Botman, secondo i dettami “storici” della scuola panini, porta dieci copie alla volta, per poter dire ogni volta che sono esaurite, e a loro tocca scarpinare per andare a prenderne delle altre, e causa pigrizia congenita, ne portano sempre troppo poche…
Giro turistico della fiera con ndb, acquisti per lui (ovviamente “Rat-man”, poi “Wondercity”, “Baribal” con saluti a Palumbo e Soffritti e disegno di quest’ultimo per il piccolo, che gradisce assai, “Detective Conan” con tanto di poster in omaggio), sosta da COMICUS e dal RAGNO, e altre facezie, tra cui chiacchiere e distintivi vari (“La Free-Books è diventata editore perché era una tipografia che aveva carta da smaltire”!!!), e come sempre mi distinguo, smaltendo le lattine di birra avanzate presentandomi agli stand e chiedendo ai vari amici e conoscenti “Dolcetto o Scherzetto?” in pieno clima da Helloween.
Il dolcetto è la lattina di birra, lo scherzetto è il barattolo di peperoncini sottaceto mezzo avanzato: al banchetto di Killer Elite lascio tutti e due, so che il Bot gradisce!!!
Prima avevano favorito il Grassi (per cui era uno scherzetto, visto che è astemio, ma era l’unico a cui potessi lasciare la birra per il Meo senza rischio che “evaporasse”, e poi anche per lui è stato un sollievo, vedere che non mi ero presentato con TRE PERE con cui l’avevano accolto in una simpatica allegoria calcistica Speedo, Homer e qualche altro milanista in mattinata), il sempre più bravo Daniele Caluri (sentirete ancora parlare di lui ) e qualche Ragnofan…
E per finire una perla dal Di Bernardo famoso, quello bravo, con cui non mi sono beccato, ma che mi ha scritto per dirmi
“(…) mentre ero in fila per l'accredito, un minchione dietro di me, dopo aver sentito il mio none e cognome mi ha chiesto: "Ehi! Parente di Mattia?"
Aveva letto l'intervista!”
…e ancora se la ricordava!?!?!
Mumble mumble…
Avanti, bastardi, salti fuori chi era di voi?

MDB