lunedì 1 giugno 2009

Love Hina


LOVE HINA
di Ken Akamatsu

brossura, b/n, ca 200 pag.


Play Press Publishing


L. 7000




Primo manga edito dalla Play Press recensito da FUMETTIdiCARTA. Non è stata una lettura facile, non per le tematiche trattate o per la difficoltà dela storia: è che la brossura rende quasi impossibile leggere alcuni balloons senza “squartare” il volumetto (e date le 7000 lire non è che uno lo faccia proprio volentieri…); inoltre alcune pagine sono mal stampate – tipo effetto sdoppiante; e ancora: in certe vignette il lettering è così minuscolo che, letteralmente, è necessaria una lente d’ingrandimento per poterne leggere le parole. 
Certo che messa giù così le premesse sono tutt’altro che buone, eh… Comunque la storia tratta di Keitaro Urashima, un ronin (uno studente che sta tentando per l’ennesima volta l’ammissione all’università, per inciso la più prestigiosa del Giappone), che eredita dalla nonna l’amministrazione di un dormitorio femminile, chiamato Hinata, popolato da belle fanciulle, ma bellicosissime. Il suo disperato tentativo di essere ammesso alla Todai deriva dalla promessa fatta dieci anni prima a una misteriosa bambina della quale non ricorda neppure il nome…


Ma si sa, il senso dell’onore dei Giapponesi è fuor di dubbio. Naturalmente tutto è basato sulla cara, vecchia commedia degli equivoci, dove ogni (OGNI) azione che il ronin compie, anche in buona fede,si risolve in un disastro che ha perlopiù un sottofondo sessuale, con conseguente reazione guerrafondaia da parte delle (odiose) inquiline, invadenti e sempre pronte a sparare sulla croce rossa. Si aggiunga che Keitaro, diciannove anni e mezzo, non solo non ha mai avuto una ragazza, ma si porta appresso addirittura una collezione di foto-ricordo nelle quale appare sempre… completamente solo. La sfiga fatta persona, insomma. 
Mmmmm… cosa mi ricorda tutto ciò?… Maison Ikkoku, forse? Sì, ma con tonnellate di classe in meno. Su uno dei forum a tema manga che abitualmente frequento, ho notato che Love Hina era molto atteso, specialmente dalle ragazze, e che è stato accolto molto bene, segno – questo - che la Play Press ha comunque azzeccato il target giusto e buon per essa, non sarà certo questa recensioncina a metterne in pericolo le vendite. 


Però questo manga non brilla davvero per originalità, la storia, che per la verità in questo primo volume è solo accennata e piena di buchi (che certamente verranno colmati con le uscite successive), è lenta e farraginosa, gli “equivoci” dopo un po’ stancano, l’uso degli stereotipi tipo personaggi super-deformed, occhioni piangenti o cose del genere è eccessivo. Gregorio Cacciatore a parte, una seconda possibilità la si dà a tutti, anche se in questo caso non è difficile capire come andrà a finire la storia.


Certo, anche per Maison Ikkoku sapevamo bene come la storia sarebbe andata a finire, ma ci siamo ugualmente commossi, abbiamo aspettato, sperato, odiato, partecipato… pur sapendo dall’inizio che Godai e Kyoko alla fine avrebbero coronato il loro sogno d’amore. 
Tornando a Love Hina, il disegno, seppur appare in certe tavole un po’ “tirato via”, è nella norma, un misto tra classico (“Oh Mia Dea”?) e moderno (“Qualsiasi Manga Tipico Uscito Dopo Il ‘96”?) che non fa gridare al miracolo ma nemmeno al tradimento. Però un paio di personaggi interessanti li troviamo anche qui: uno è la piccola Shinobu, che sono sicuro riserverà piacevoli sorprese - a livello narrativo - nelle prossime uscite; l’altra è Narusegawa, indecisa se odiare l’insulso Keitaro o esserne in qualche modo complice, non si capisce (ancora) se per pura pietà o perché potrebbe essere lei la misteriosa “bambina della promessa”, di cui sopra. Mah, chi vivrà vedrà.


E comunque un’oretta di lettura non-troppo-spiacevole, anche questo manga me l’ha fatta passare. Da zero a dieci: cinque e mezzo, non perché non ha studiato, ma perché non s’impegna!


Noticina sull'autore. Ken Akamatsu è nato nel 1968; mentre frequentava il college ha vinto ben due (!?) premi per il concorso Weekly Shonen Magazine. Pare che in Love Hina ci sia molto di autobiografico: ha infatti provato la condizione di ronin sulla sua pelle... Ha una sfrenata passione per il computer, col quale pare sia molto, molto bravo. E' un accanito frequentatore di internet sin dal 1995 e partecipa attivamente a diversi forum, sia a tema fumettistico che di argomenti informatici in generale. Love Hina è il suo lavoro più famoso, anzi è il lavoro che l'ha fatto conoscere oltre i confini del Giappone. Il suo primo lavoro è del 1993.


Orlando Furioso - Ottobre 2001