domenica 14 giugno 2009

Louis Riel - settembre 2005


Louis Riel, di Chester Brown - formato 17x24, pag. 288 b/n, brossura con sovracoperta, CoconinoPress 2004 - euro 15,00

L’altra faccia della storia è la tua faccia

Confesso di non aver mai letto Chester Brown prima di “Louis Riel” e confesso altresì che per anni ho sfogliato il suo “Non mi sei mai piaciuto” in fumetteria senza mai decidermi a comprarlo, storcendo il naso in segno di disapprovazione per i disegni bruttini e per la strana impaginazione che avvolgeva e isolava le piccole vignette in mari di inchiostro nero. Sapevo però che prima o poi qualcosa di Chester Brown mi sarebbe capitato tra le mani…da troppi anni ne sentivo parlare come di un genio o poco meno, un autentico visionario del fumetto: addirittura ricordo della sua serie, Yummy Fur, regolarmente segnalata ad ogni uscita sui cataloghi Previews di 13/14 anni fa. “Louis Riel” è stata l’occasione per rimediare ad una lacuna nella mia fumettoteca; per riconciliarmi col fumetto, convinto, ancora una volta, che il mondo è pieno di capolavori sconosciuti e che ogni nuova scoperta è un piccolo momento di felicità da condividere.
Brown, come tanti altri suoi colleghi, parte dall’autobiografia per raccontare il proprio modo di essere e il proprio mondo e approda a una visione storica che è frutto della propria visione delle cose. C’è assoluta continuità tra le storie pubblicate su “Yummy Fur” e questo “Louis Riel” che è tuttora l’ultima opera di Brown. Un’opera assai particolare, in quanto, cosa strana per il fumetto nordamericano, si confronta con la storia ufficiale (quella canadese di metà ‘800 nella fattispecie), osservarndola però dal retro, nel tentativo di cogliere i propri protagonisti nella loro quotidianità, nella loro intimità e nella loro meschinità. “Louis Riel” procede in maniera antidrammatica nel togliere ogni respiro epico ai fatti raccontati, presentandoli come frutto del caso o dell’incomprensione, togliendo ad essi ogni parvenza di progetto politico o di macchinazione che non sia voluta dalla rivalità gretta o antipatia tra individui. La storia ufficiale si tramuta in un riflesso della storia individuale; i grandi eventi storici nascono dal carattere dei personaggi che di quegli eventi sono protagonisti più o meno ignari.
Brown non trasfigura o reinventa la storia, la osserva nel dettaglio e la rivede, reinterpretandola, alla luce degli uomini che la vivono: Louis Riel, eroe eponimo, è un rivoluzionario, un capo, ma anche un uomo che fugge in preda alla paura, impazzisce e si crede un nuovo profeta, che è costretto a prendere decisioni spiacevoli, pagando un caro prezzo: Louis Riel è un uomo che si trova in mezzo ad un crocevia della storia, ma soprattutto una persona qualunque, coi suoi difetti, coi suoi vezzi, colle sue incertezze.
Louis Riel è soprattutto un personaggio di Chester Brown, visionario fumettista canadese che racconta la storia tra realismo e grottesco, che si avvicina ai fatti come uno scienziato che osserva le sue cavie da laboratorio e che se ne allontana immergendoli in un atmosfera volutamente finta e comica: né assolutamente epico, né solo minimalista, i due generi procedono paralleli creando uno stile unico e originale.
Evitando di accennare alla storia, che preferisco siano i lettori a scoprire (sfido qualcuno a conoscere la storia canadese!). “Louis Riel” è un’esperienza nuova per chi è abituato a un certo tipo di fumetto storico europeo, o al minimalismo “underground” americano, fatto di esistenze comuni e banalità quotidiane.
Luigi Mondino