martedì 9 giugno 2009

The Losers


The Losers: Aprire al buio - Magic Press/Vertigo, euro12,00 - 156 Pagine - Andy Diggle, storia; Jock, disegni e copertine; Lee Loughridge, colori

La Vertigo, il brand per lettori adulti della DC Comics, si è sempre distinta per la grande qualità delle testate e l’originalità delle sue storie. C’è stato però un periodo, più o meno a cavallo dell’arrivo del nuovo millennio, in cui questa divisione sembrava in involuzione: a fianco a grandi titoli come Sandman e Invisibles vivacchiavano testate e storie non certo esaltanti. Colpa di quello che potremmo definire Stile Vertigo, cioè quella tendenza a dare un certo alone di intellettualità ai fumetti che però, in mano a scrittori non troppo dotati, si trasformava in testi esageratamente prolissi, in trame incasinate ed incomprensibili ed in storie cervellotiche fino all’estremo. Insomma, una cosa è lo stile psichedelico ed acido di Grant Morrison, un’altra sono le storie pesanti ed inconcludenti di Mike Carey su Hellblazer, per esempio.
Fortunatamente negli ultimi 3 anni si è assistito ad una buona inversione di tendenza e la Vertigo ha incominciato a sfornare fumetti con una mentalità diversa, ponendo maggiormente l’attenzione sulle idee e sulle storie piuttosto che sullo stile. In pratica meno masturbazioni mentali e più concretezza. Ne sono uscite serie lineari, semplici ed estremamente godibili come Fables, Y The Last Man ed, appunto, The Losers.
Andy Diggle, creatore e scrittore della serie, ci regala il più classico dei fumetti d’azione, protagonista una squadra addestratissima che faceva il lavoro sporco per la CIA, fino a quando qualcuno vuole disfarsi di loro facendo saltare il loro elicottero. Scampati all’attentato e creduti morti dal governo americano, i Perdenti (questo il nome della squadra) decidono di continuare a fare il lavoro che conoscono meglio, lottando contro i complotti della CIA in cerca di vendettacontro chi ha tentato di farli fuori.
In pratica Diggle ricicla il concetto di base dell’A-Team, telefilm di culto degli anni ’80, incrociandolo con il classico canone di Missione Impossibile: due influenze che lo scrittore non rinnega affatto ed anzi cita apertamente in un paio di dialoghi, ammettendo di fatto il “plagio”. Giunti a questo punto potrebbe sembrare che The Losers sia quindi una serie banale ed evitabile che gioca tanto sulla nostalgia, quanto sullo sfruttamento di situazioni e personaggi stereotipati: sotto alcuni punti di vista è innegabilmente vero, ma il fumetto si rivela invece un’ottima lettura. Diggle riesce infatti a gestire alla perfezione tutti gli elementi in suo possesso imbastendo trame semplicissime, ma di buon impatto, caratterizzando alla perfezione i personaggi, scrivendo dialoghi concisi, efficaci e puntuali e dotando il tutto di grande ritmo. Ma il merito va equamente diviso con Jock, disegnatore dotato di un tratto personale (nonostante l’influenza evidente di Jason Pearson ed Eduardo Risso) e piacevole per quanto certamente poco mainstream, che riesce a dare una grande dinamicità alle scene d’azione (che rimangono ovviamente il fulcro del tutto) grazie ad uno storytelling davvero valido ed efficace ed ad un ottimo uso del chiaroscuro.
Alla fin fine il discorso è sempre quello: The Losers non è una di quelle serie imperdibili, né entrerà probabilmente nella storia, ma è semplicemente un bel fumetto, semplice intrattenimento senza grosse velleità, ma comunque di ottima qualità, da leggere con grande gusto in tutta tranquillità. Il che, a dire il vero, è un grandissimo risultato.
In più è bello poter leggere finalmente fumetti americani di generi diversi dall’imperante supereroismo a cui siamo abituati ormai da anni. Il comcidom americano si sta infatti fossilizzando sugli eroi in costume, quasi che fosse l’ultimo scoglio a cui ancorarsi, quando il successo dei manga in America ha lanciato un chiaro messaggio su cosa vogliano i lettori, cioè storie valide, appassionanti e godibili aldilà del genere e delle categorie. Non è forse vero che la forza del fumetto è sempre stata la sua assoluta versatilità? La Vertigo l’ha capito ed ha iniziato a presentare serie più a dimensione “Lettore” che a dimensione “Scrittore”, ottenendo un buon riscontro di vendite e concetti già pronti per essere venduti ed esportati ad Hollywood: chissà se anche la Marvel capirà mai l’antifona…
Albyrinth

Nessun commento:

Posta un commento