giovedì 4 giugno 2009

La Lega degli Straordinari Gentlemen - novembre 2002


La Lega Dello Straordinario Autore
Una breve analisi della “Lega Degli Straordinari Gentlemen” di Alan Moore. [Ben Dimagmaliw - Vol. 1 - Magic Press – 15,00 euro]

Perché leggiamo ? Ci sono molte risposte a questa domanda tutte valide e tutte assolutamente non conclusive. Leggiamo perché un libro ci ha colpito per la sua copertina, perché ci hanno dato un consiglio, perché conosciamo un autore e volgiamo leggere le sue opere oppure leggiamo perché ci viene imposto da genitori o dagli insegnati.
Oppure leggiamo per il semplice piacere di farlo. Esistono libri capaci di catturarci e incollarci alla poltrona per ore e ore senza che si avverta il peso dello scorrere del tempo, libri che poi ricorderemo per sempre e che spesso modelleranno il nostro carattere o la nostra visione del mondo. Nella maggior parte dei casi gli autori che ci segneranno più profondamente solchi nella nostra memoria sono quelli indicati con sdegno come “autori popolari” e che quasi nessun insegnante (salvo pochi illuminati) inserisce nei propri programmi scolastici. Poe, Lovecraft, Melville, Verne, Conan Doyle, Dumas e moltissimi altri ancora hanno lasciato il loro segno nell’ immaginario collettivo creando situazioni e personaggi che potremmo definire, citando Jung, degli “Archetipi”. Non si può immaginare, ad esempio, un detective senza pensare a Holmes di Conan Doyle oppure al Dupin di Poe. Se qualcuno di voi ha letto il bellissimo “Il Club Dumas” di Perèz – Reverte avrà sicuramente sorriso alla confessione del colto insegnate di letteratura che magnifica l’ opera di Alexandre Dumas ritenendola assai superiore a quella autori molto più celebrati, come Joyce ad esempio, mentre svela ad un perplesso Lucas Corso che molti altri eminenti personaggi del mondo letterario “colto” condividono il suo pensiero e partecipano annualmente alle riunioni di un esclusivo club di bibliofili appassionati di narrativa popolare.
Anche Moore, ne sono certo, avrebbe aderito con gioia a una simile confraternita e se ne volete una prova leggete la sua Lega Degli Straordinari Gentlemen.
Una decina di anni fa un brillante Byrne prese in mano le redini della testata madre della Marvel, Fantastic Four, e la rese di nuovo fresca e leggibile con il motto di “Back To The Basic” ovvero “Ritorno Alle Origini”. Semplificando di molto l’ opera del barbuto canadese potremmo dire che ha svecchiato una serie riportandola a quelli che erano i suoi temi originali evitando come la peste l’ appesantimento delle trame dovuto a decenni di elaborazioni di altri autori che, spessissimo, avevano snaturato il concetto alla base dell’ opera di Lee e Kirby.
Moore ha una idea simile ma decide di applicarla su un altro piano narrativo, invece di limitarsi ai personaggi di una singola collana a fumetti decide di far rinascere nientemeno che le icone della narrativa popolare mondiale. A guardare bene c’era un enorme mole di personaggi da poter usare ma Moore ha effettuato una scelta assai mirata scegliendo per la sua lega solo i “primi” nel loro genere, quelli su cui poi sarebbero stati modellati tutti i loro simili successivi.
Giusto per fare un esempio Moore non utilizza come personaggio “attivo” Holmes (che nel 1898 era dato per morto dopo lo scontro con Moriarty ne “L’ enigma finale”) ma il suo antesignano Auguste Dupin (nato parecchi anni prima dalla penna di Edgar Allan Poe ne “I delitti della rue Morgue”) al quale Conan Doyle si era chiaramente ispirato per il suo personaggio.
Altra scelta degna di nota è quella di Allan Quatermain nato ne “Le miniere di Re Salomone” di H. Rider Haggard, un romanzo adesso quasi sconosciuto ma che in passato veniva considerato (assieme ai suoi sequel e prequel) un classico della letteratura per ragazzi.
Quatermain è stato il primo e più dettagliato esempio di avventuriero impegnato nella ricerca dei cosidetti “mondi perduti” anche per merito del suo coltissimo autore che, avendo anche vissuto nei luoghi descritti nelle sue opere a stretto contatto con gli indigeni, conosceva molto bene miti e leggende dei popoli primitivi a cui ha attinto nella scrittura di tutte le sue opere. Allan Quatermain fu il primo e in un certo senso il più “colto” esempio di esploratore tanto è vero che anche il nostro Castelli creò una versione embrionale dell’ attuale Martin Mystere chiamandolo proprio Allan Quatermain (pronipote dell’ esploratore di Haggard) proponendolo prima a “Il Giornalino” delle Edizioni Paoline e, dopo il loro rifiuto, alla Mondadori che lo pubblicò su Supergulp.
Il vero colpo di genio di Moore è, a mio parere, la sua riproposizione del Capitano Nemo di Verne che smette gli abiti alla Capitan Findus cuciti addosso al personaggio dai film e dalle versioni semplificate di “Ventimila Leghe Sotto i Mari” per ritornare quello che era in origine : Un indiano furibondo per la dominazione inglese e dotato del genio e delle risorse per costruire macchine in grado di aiutarlo nella sua solitaria lotta. Anche l’ accenno alla febbre cerebrale da cui venne colpito il capitano diventa quasi secondario come spiegazione della ferocia di Nemo, la sua furia nasce da motivazioni personali molto profonde e non da una semplice malattia.
Leggendo attentamente il bel volume della Magic (una splendida edizione tradotta in maniera magnifica da un sempre ottimo Leonardo Rizzi) si trovano decine di citazioni di personaggi più o meno conosciuti che testimoniano il profondo amore di Moore per la narrativa popolare che, probabilmente, è una delle sue personali muse assieme alla poesia ed ai fumetti.
Leggendo attentamente ritroviamo (di persona oppure citate) Pollyanna, Ishmael di Moby Dick, la Nanà di Elmire Zolà e tantissimi altri personaggi impiegati sempre in ruoli in tema con la loro funzione letteraria narrata nei romanzi che li vedono protagonisti.
Una piccola chicca è il racconto pubblicato in appendice scritto da Moore in modo da avvicinarsi il più possibile allo stile di scrittura di H.P. Lovecraft di cui reinterpreta alcuni elementi dei Miti di Chtulhu (gli Yuggoth) ed utilizza il protagonista della maggior parte dei suoi racconti dedicati al mondo onirico (nato da Lord Dunsany a cui Lovecraft si ispirò). Il Randolph Carter Lovecraftiano incontra il John Carter di Marte di Burroghs (scopriamo anche che sono parenti… per lo meno lo sono nell’ immaginazione di Moore) Allan Quatermain e il Viaggiatore del tempo di Wells in quella che nasce come anticipazione del secondo libro della Lega ma diviene presto un tributo allo scrittore di Providence arrichito dal gioco letterario di Moore che si diletta a scovare parallelismi e analogie tra racconti e romanzi di scrittori diversi.
A mio parere è anche ravvisabile la consueta concezione circolare del tempo tramite la quale Moore ricollega il passato della sua Lega (scopriamo come Quatermain è finito al Cairo) con il suo futuro (Il prossimo volume riguarderà la guerra con Marte).
In definitiva credo che ci troviamo difronte all’ ennesimo colpo di genio di Moore che questa volta preferisce giocare con le icone della letteratura popolare mondiale anziché con le psicologie e le nevrosi dei personaggi a fumetti. Anche questa volta ha fatto quello che gli riesce meglio… reintpretare un genere trasformando un fine gioco di citazioni in un avventura coinvolgente e ricca di pathos.
Un ultimo appunto : Cercate (se lo trovate) un volume edito da mondadori “Sherlock Holmes nel tempo e nello spazio” e leggete il racconto “Il Dio dell’ Unicorno Nudo") di Ova Hamlet (pseudonimo di Richard Lupoff) ci troverete un Watson trasportato in una fortezza della solitudine antartica dalla P.U.L.P. (personaggi uniti nella lega di protezione) una lega composta da Doc. Savage, Il Ragno, L’ Ombra, Flash Gordon, Tarzan e molti altri personaggi simili (e fondata nientemeno che da D’Artagnan) e ditemi cosa ne pensate… anche se forse questa lega è più simile a quella di Ellis nel suo Planetary che a quella del Bardo di Northampton.

Carmine Console (Lucas Corso)

Come aggiunta vi allego la lista semi-completa dei personaggi comparsi nella Lega e i romanzi dove sono nati o comparsi.
La Lega Degli Straodinari Gentlemen : Interpreti e Comparse (ove possibile con titoli in italiano del libro e casa editrice):

Mina Murray : “Dracula” di Bram Stoker (Oscar Classici Mondadori)
Capitano Nemo: “Ventimila Leghe Sotto i Mari” e “L’ Isola del Mistero” di Jules Verne (Oscar Classici Mondadori)
Allan Quatermain: “Le Miniere di Re Salomone” di H. Rider Haggard (Sonzogno) e inoltre, presumibilemente non tradotti in italiano o irreperibili al momento, dello stesso autore : Allan & the Holy Flower, Allan & the Ice-Gods, Allan Quatermain, Allan the Hunter, A Tale of Three Lions, Allan's Wife & Other Tales, The Ancient Allan, She & Allan, The Holy Flower, The Ivory Child (fonte
http://www.violetbooks.com/haggard-bib.html )
Hawley Griffin: “L’Uomo Invisibile” di H. G. Wells (Oscar Mondadori)
Henry Jekyll & Edward Hyde : “Lo Strano Caso Del Dott. Jekyll e Mr. Hyde” di R. L. Stevenson
Campion Bond : Forse creazione originale di Moore (presumibilmente antenato dell’ Agente 007 di Fleming) secondo alcuni fans potrebbe essere uno degli “Irregolari di Baker Street” utilizzati come spiee tuttofare da Holmes nei romanzi di Conan Doyle (personalmente ho esplorato i racconti dove compaiono ma non riesco a trovarlo)
Fu – Manchu : “Il Mistero di Fu – Manchu” di Sax Rohmer (forse pubblicato da Mondadori ma non risulta in catalogo)
James Moriarty : “La Valle della Paura” e “Il Problema Finale” di A. Conan Doyle (Suggerisco il volume “Tutto Sherlock Holmes” edito da Newton Compton nella collana I Mammut)
Sherlock Holmes : Protagonista di 4 romanzi (“Uno Studio in Rosso”, “Il Segno Dei Quattro”, “Il Mastino dei Baskerville” e “La Valle della Paura”) e di 54 racconti di A. Conan Doyle (Suggerisco il volume “Tutto Sherlock Holmes” edito da Newton Compton nella collana I Mammut)
Mycroft Holmes : “L’ Avventura dell’ Interprete Greco” e “I Piani del Sommergibile Bruce – Pattington” di A. Conan Doyle (Suggerisco il volume “Tutto Sherlock Holmes” edito da Newton Compton nella collana I Mammut)
Colonnello Moran : “L’ Avventura della Casa Vuota” di A. Conan Doyle (Suggerisco il volume “Tutto Sherlock Holmes” edito da Newton Compton nella collana I Mammut)
Detective Donovan : Serie di romanzi gialli scritti da Dick Donovan (Pesudonimo di Joyce Emerson Preston Muddock) alcuni dei quali tradotti in Italia nella collana “I Classici del Giallo” (Mondadori)
Auguste Dupin : “I delitti della rue Morgue” E. A. Poe (Suggerisco “Racconti Grotteschi ed Arabeschi” edito da Rizzoli)
Anna Copeau : “Nanà” di Elmire Zolà (Einaudi)
Robur : “Robur il Conquistatore” di Jules Verne (Volume unico raccoglie i 2 romanzi “Robur il Pirata dell’ Aria” e “Robur il Conquistatore” edito dalla Casa Editrice Nord)
Mors : Protagonista di una lunga serie di “dime novels” tedesca creato, presumibilmente, da un certo Hoffman
Selwyn Cavor : “Il Primo Uomo Sulla Luna” H. G. Wells (Oscar Classici Mondadori)
Ishmael : “Moby Dick” di H. Melville (Oscar Classici Mondadori)
Broad Arrow Jack : “Broad Arrow Jack” di E. Harcourt Burrage
Miss Coote : Protagonista di una serie di racconti erotici pubblicati sulla rivista “The Pearl”
Katy Carr : Protagonista di una serie di romanzi erotici dell’ autrice Susan Coolidge
Becky Randall : Protagonista di una serie di romanzi erotici dell’ autrice Kate Douglas Wiggin
Pollyanna : “Pollyanna” di Eleanor H. Porter (Mondadori)
John Carter : “John Carter di Marte” di Burroghs (5 romanzi raccolti in volume dalla Editrice Nord)
Randolph Carter : “La Sparizione di R. Carter”, “La Chiave d’ Argento”, “Attraverso i Cancelli della Chiave D’ Argento”, “La ricerca Onirica dello Sconosciuto Kadath” di H. P. Lovecraft (“Il Sogno” Fanucci)
Il Viaggiatore del Tempo : “La Macchina del Tempo” di H. G. Wells (Oscar Classici Mondadori)
Lucas Corso