martedì 9 giugno 2009

La bambina filosofica


La bambina filosofica, di Vanna Vinci - Kappa Edizioni, euro 14,00, pag. 72

La libreria Feltrinelli sotto le due torri di Bologna ospita un sacco di incontri con autori ed autrici di libri. Più raramente con “fumettari” ed è il caso di Vanna Vinci e del cavalier di Kappa e spada che l’accompagna, il prode Giovanni Mattioli (autore anch’egli di cose egregie per Kappa Edizioni e in ambito benellide). C’è da dire che li accoglie una sala che fa di tutto per stemperare la situazione: una specie di magazzino di vecchi libri dell’editore ospite, con qualche poster che arreda il tutto in modo un po’ lugubre. Insomma, sembra un luogo adatto a finire in un fumetto un po’ “d’autore”, di quelli belli pallosi dove non si capisce un cavolo e che non compra nessuno. Invece l’occasione è giocosa: la presentazione dell’opera un po’ stravagante di un’autrice che finora aveva lavorato soprattutto ai fumetti seriosi di cui sopra.
Anche il pubblico è stravagante: non sembra il solito sparuto gruppetto degli incontri tra fumettofili. Intanto la sala è quasi piena e tra qualche vip più o meno conosciuto (lo scrittore Lucarelli, il Maestro Bacilieri che chi non lo conosce dietro la lavagna), si vedono un gruppetto di vecchiette à la Miss Marple che sembrano capitate lì per caso e che invece rideranno di gusto tutto il tempo e anche un gruppo di studenti un po’ “fattoni” (per fortuna il mio razzismo non mi fa pensare che probabilmente sono tutti studenti dell’Accademia o del Dams) un po’ molesti ma tutto sommato nella parte.
Purtroppo manca il proiettore ed allora il solerte ufficio stampa della Kappa Editore fornisce tutti i presenti di un (foto)copioso compendio di strisce di Vanna Vinci. Quindi l’incontro procede in leggerezza ed allegria con l’autrice sarda che commenta leggendo le sue strisce punzecchiata da qualche appoggio arguto del Mattioli.
Ma chi è la Bambina Filosofica?
E’ nata, spiega l’autrice, in modo casuale in un pub del dopo-cena, disegnata su un tovagliolino e già caratterizzata nella sua versione “definitiva”: faccia rotonda (come Charlie Brown?), berretto a pon-pon, gonna a righe, maglione inglese e scarpe nere un po’ mascoline. Esordirà solo in seguito come prezzemolino a commento delle rubriche di Mondo Naif (l’importante rivista d’autore della Kappa) e solo in seguito nella sua definitiva veste a strisce (pubblicate per un breve periodo anche nella “bibbia” italiana delle strip, Linus).
Le prime strisce sono costruite come una raccolta di citazioni famose ed emblematiche del carattere del personaggio (e basta vedere l’elenco degli autori per farsi un’idea del tono: Cioran, Totò a piccole dosi, Karl Kraus…). Solo in seguito e dietro la spinta di Daniele Brolli l’autrice decide di creare una sorta di continuità nelle strisce e di uscire dalla gabbia della citazione (che alla piccola peste probabilmente andava stretta…).
La lettura permette di entrare a poco a poco nel divertente mondo della bambina. Non vogliamo raccontare e svelare troppi scoop sulla vita & le opere della piccola ma valga a parziale riassunto l’elenco degli aggettivi usati dall’autrice per descriverla: nichilista, dispettosa, scorbutica, refrattaria (alla vita sociale), mondana, modaiola (non faccio un passo senza un paio di sandali di Gucci), effimera, contraddittoria (è scettica ma crede ciecamente all’oroscopo, con un salto logico che non è neanche così improbabile nella vita di tutti i giorni).
Intorno alla peste si muove un piccolo circo di personaggi che agiscono un po’ da “coro greco” in questa che in ogni caso si presenta come una one-man strip. La mamma (che nonostante sembri una vittima qualche colpa l’avrà avuta anche lei nel generare un simile soggetto), il gorilla di peluche Lillo (che funge un po’ da coperta di Linus...), il maialino Lino Trifola (che parla e a volte a sproposito), la nonna, la compagna di banco Angelicia.
Non si scappa dalla causticità dei commenti della nanetta e stupisce (conoscendo un po’ i lavori precedenti dell’autrice) trovare in lei una vena comica così classica e divertente. Comunque non fatevi fregare dal titolo: anche se Mafalda è ancora lontana (e ci mancherebbe) si ride e ci si diverte con i tic degli adulti rimpallati negli occhi stralunati di questo Charlie Brown pestifero. Un’ultima cosa: i proventi di quest’albo verranno interamente destinati al guardaroba della BF: e ci mancherebbe...
diflot