lunedì 1 giugno 2009

Il giocattolo dei bambini - Rossana


Il giocattolo dei bambini - Rossana
("Kodomo no omocha")


di Miho Obana


bimestr. bross. con sovracop. 
b/n 200 pag, 

euro 4,08 


Dynamic Italia



Il giocattolo dei bambini è il manga da cui è stata tratta la fortunata serie televisiva ribattezzata in Italia “Rossana”. L’aspettativa per la pubblicazione di questo manga era alta e schiere di fans avevano già provveduto a mettere online immagini, informazioni, riassunti e quant’altro fosse recuperabile per ingannare l’attesa.

Dynamic Italia, coi soliti mesi di ritardo accademico, presenta ora in edicola e fumetteria il primo volume della serie contando anche - e giustamente - sull’effetto traino che il successo televisivo avrà sulle vendite della pubblicazione. La confezione è curata e lussuosa, con una sfavillante sovracopertina lucida e coloratissima (la prima in pentacromia in Italia, ci dicono); la presenza di un editoriale di presentazione, l’abbondanza di note e la cura generale stanno a dimostrare l’investimento che Dynamic ha fatto su questo titolo.

In rete c’è già stata qualche leggera e garbata protesta riguardante gli adattamenti italiani del testo, ma dato che non tutti i lettori e le lettrici hanno il giapponese come seconda lingua, decidiamo di fidarci e procediamo nella lettura. Naturalmente i nomi dei protagonisti sono stati mantenuti rispettando l’edizione originale evitando gli orribili storpiamenti a cui gli “adattamenti” televisivi cercano di abituarci. Evidentemente i censori media$et, secondo i quali i bambini sono gli unici fruitori dei cartoni animati (e un giorno qualcuno spiegherà loro l’idiozia di questa logica perversa) temono traumi irreversibili derivanti dall’ascolto di nomi giapponesi… In realtà è molto più forte di qualsiasi (inesistente) trauma, lo straniamento che deriva dal vedere una storia evidentemente ambientata in un luogo lontano e contemporaneamente sentire un tentativo maldestro di riavvicinamento verso canoni conosciuti e rassicuranti.

Ma tutto ciò è avallato anche da educatori come Mario Lodi, il quale tuona(va) contro i “valori shintoisti” (!!!) che i cartoni giapponesi veicolerebbero !!!

Ci si perdoni l’inutile digressione e torniamo a Il giocattolo dei bambini. Colpisce molto una scritta riportata sulla copertina che dice “riservato a un pubblico maturo”, apparentemente una contraddizione per un manga che si penserebbe adatto a un target infantile. In effetti i temi affrontati in questo primo volume sono tutt’altro che carini e/o banali: i protagonisti accennano infatti a problemi quali la violenza, la prevaricazione, con scene anche di una certa crudezza; la noia di vivere e il suicidio; la morte e la mancanza dei genitori; la difficoltà o l’indifferenza nei rapporti familiari; l’adozione.

Nulla cioè che faccia pensare a pupazzetti pelosi e tanto buffi! Questo non significa che si sta parlando di un fumetto dark: si tratta pur sempre di storie di ragazzi e dopo un (duro) empasse iniziale si svilupperanno amori, amicizie, risoluzione dei problemi e probabilmente un catartico lieto fine.

Le differenze tra il manga e la versione italiana del cartone animato sono già ben evidenti a partire da questo primo volume: le atmosfere del manga sono più realistiche e dettagliate, più introspettive e sebbene (come da tradizione…) siano presenti numerosi intermezzi buffi e gag umoristiche, è l’aspetto problematico a farla da padrone.

Com’è noto i protagonisti della nostra storia sono alcuni ragazzi della 6a classe elementare e alcuni adulti, dalle caratteristiche spesso più buffe e infantili degli stessi ragazzi. Le indiscusse stelle del manga sono: Sana Kurata, ipercinetica ragazzina pasticciona ma dal grande cuore e già piccola star televisiva; Akito Ayama, compagno di classe di Sana e capo di una piccola banda di teppisti; insieme a loro ci sono, ancora, Tsuyoshi Oki e altri piccoli comprimari e, tra gli adulti, Misao Kurata, la mamma di Sana, scrittrice apparentemente fuori di testa, dalle acconciature che sfidano ogni legge fisica; e Rei Sagami, manager di Sana e ospite in casa Kurata.

Il tempo di lettura del manga è notevolmente lungo, è un’opera molto “parlata” e – purtroppo! - con eccessivi e spesso inutili interventi dell’autrice a lato delle tavole, la quale ci informa di una serie di fatti suoi di cui avremmo volentieri fatto a meno. Ma si tratta di un’usanza tutta giapponese, quella dell’interazione tra mangaka e lettori, ed è giusto che Dynamic abbia riprodotto l’opera integralmente, senza mutilarne alcuna parte. Purtroppo chi soffre di presbiobia (ehm…) avrà gran difficoltà nella lettura di certi balloons al cui interno le parole sono riprodotte in dimensioni microscopiche…

Il primo volume de Il giocattolo dei bambini termina con una breve storia autoconclusiva, completamente allucinata (ma veramente!) che l’autrice dichiara aver tratto da un suo sogno. Mentre consigliamo all’autrice di mangiare meno pesante la sera, aspettiamo l’uscita del secondo volumetto per capire ancor meglio se le buone premesse di questo manga, particolare nella storia e ottimamente disegnato, verranno mantenute anche in seguito. Per ora siamo ottimisti!

Orlando Furioso - Febbraio 2002

“Rossana dai pensaci un po’ tu, perché così non se ne può più,Rossana tu non ti arrendi mai, e provi e riprovi finche ce la fai…”