domenica 21 giugno 2009

Heaven's War vol. 2 - novembre 2006


Heaven's War vol. 2 (di 2) di Micah Harris - testi; Michael Gaydos - disegni - spillato, 72 pag., b/n, € 5,00 Bottero Edizioni [edizione U.S.A.:Image Comics]

"Ricorda. Il passato può essere richiamato e redento nel presente. Ma il presente non può essere perdonato dal passato." Micah Harris "Heaven's War" vol. 2

...e così i giochi sono fatti: Heaven's War giunge alla sua enigmatica conclusione.
Dopo gli incredibili avvenimenti narrati nel primo albo, dopo i bivi esoterici che i protagonisti della storia si trovano a dover affrontare in una Guerra al di fuori - o al di là - dello Spazio e del Tempo, vengono finalmente tirate le fila della ricerca...
Ma prima una breve nota per chi si fosse (ahilui/lei!) perso il primo albo. Heaven's War è la storia della ricerca del perduto tesoro dei templari da parte di alcuni personaggi, realmente esistiti: J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis [protagonista tra l'altro del bel film di Richard Attenborough "Viaggio in Inghilterra", del 1993], C. Williams e il "mago nero" Aleister Crowley, "l'uomo più malvagio del mondo".
Ferventi cristiani - benché interessati all'occultismo - i primi tre, e dunque rappresentanti del Bene; pagano, egoista e profondamente anticristiano l'ultimo, quindi adepto del Male.
Heaven's War è dunque anche la storia di tre cristiani che cercano di impedire a un malvagio di modificare l'esito della Guerra in Cielo, cioè lo scontro tra le schiere angeliche fedeli all'Onnipotente e le armate della Stella del Mattino, l'Angelo più bello di tutti: Lucifero.
Se è vero che questa Guerra avviene sì originariamente ai primordi della creazione, ma si svolge in un "altrove" senza tempo, forse un eterno presente/passato/futuro, allora un essere umano che potesse superare la barriera del Tempo e dello Spazio potrebbe, aiutato da potenze ed entità, alterare l'esito stesso dell Guerra.
Tutto quanto si inserisce a sua volta - e anzi in questo secondo albo vi si inserisce in modo decisivo - nella cornice dei misteri di Rennes le Chateau, villaggio del sud della Francia ormai notissimo per le dozzine di libri - e spesso libercoli - che trattano argomenti come il Santo Graal, i Templari, Maria Maddalena, i Catari, la discendenza di Gesù etc.
Avevamo lasciato i nostri quattro protagonisti presso una grotta vicino Rennes le Chateau con Charles Williams davanti a quella che egli crede essere la "Porta del Paradiso". E da quel preciso momento riparte la narrazione...
In questa seconda parte della storia visioni, viaggi nel tempo e dialoghi con "persone" morte da tempo (o mai morte?) ed entità soprannaturali diventano il nodo centrale della vicenda, così come più labili e incerti appaiono i confini tra "Bene" e "Male". Soprattutto il "Bene" viene messo in discussione: il malvagio Crowley cercherà di trarre vantaggio proprio partendo dalle debolezze segrete e dagli scheletri nell'armadio di Charles Williams; il suo tentativo di prevalere sarà quindi dialettico, oltre che magico.
Crowley e Williams sono infatti i veri e definitivi protagonisti della parte decisiva della storia. Crowley, Williams ed alcune misteriose figure di donne. Ma ogni apparizione, si tratti di angeli, demoni, sovrani merovingi defunti, alati uomini toro, profeti Ebrei, viene descritta con un delizioso ed intrigante alone di ambiguità e con grande forza pittorica: qui l'unione tra testo e disegno è compiuta e pienamente soddisfacente.
Il tratto graffiato e potente di Gaydos si conferma scelta adattissima alla scrittura esoterica, quasi mistica, di Harris.
E a proposito di scrittura: questo è un fumetto che richiede un certo sforzo e impegno da parte del lettore; talune parti vanno rilette con attenzione per non perdere piccoli ma importantissimi particolari che aiutano - alla fine - nella quadratura del cerchio. Harris infatti narra in modo tutt'altro che "regolare" o anche solo lineare: si sarà ormai compreso che la storia non va affatto avanti aggiungendo in maniera "logica" sequenze di avvenimenti spazio-temporali ben definiti e che a un evento non ne consegue necessariamente un altro legato ad esso in modo "logico" e definito (o definitivo).
Ma non si pensi a una storia, o a un tipo di narrazione, "caotiche": si confonderebbe ingenuamente "caos" con "elaborazione" e "ricercatezza". Inoltre questa è, senza mezzi termini, una storia esoterica e dunque non tutto può, né deve, essere rivelato in termini volgarmente banali.
Ma Heaven's War è anche una storia apertamente "schierata" che seppure in modi misteriosi e non immediatamente intellegibili supera infine la maggior parte delle ambiguità presenti. La sensazione è anzi quella di un accompagnamento "maturo" da parte degli autori nei confronti del lettore, di un accennare senza rivelare nulla in modo plateale e grossolano, come detto poco sopra; di lasciare cioè ampi margini di dubbio (e interpretazione).
E' proprio l'impegno richiesto a donare una grande soddisfazione di lettura. Lettura che richiede, ancora, di abbandonare, anche solo per poco, pregiudizi e "incrollabili" prese di posizione pro o contro tematiche "religiose" in generale e cristiane in particolare. Per alcuni non è operazione da poco, ma è senz'altro la maniera più proficua per accostarsi a Heaven's War.
Alla fine della storia a fumetti troviamo nell'albo ben quattordici pagine di ricche note grafico-testuali compilate da Micah Harris: oltre ad essere interessanti a prescindere, le note offrono una ricca interpretazione della genesi della storia e delle personali idee religiose dell'autore.
E naturalmente aiutano il lettore a comprendere meglio (non necessariamente a condividere, s'intende...) le credenze che fanno da substrato al testo.
Dopo una bibliografia in inglese, nell'albo ci sono due ampie schede compilate dall'editore, una su Charles Williams - il vero protagonista umano della storia - e l'altra su Clive L. Lewis. Le schede comprendono anche bibliografie e note sui romanzi dei due scrittori inglesi, oltre a una serie di siti internet utili per chi volesse approfondire il discorso.
Conclude il volume una lunga e approfondita - e francamente irritante in alcune sue parti... ma non per questo meno interessante! - intervista fatta a Micah Harris dal curatore del sito Gotthammer. Orlando Furioso