domenica 21 giugno 2009

Heaven's War vol. 1 - novembre 2005


Heaven's War vol. 1 (di 2) di Micah Harris - testi; Michael Gaydos - disegni - spillato, 72 pag., b/n, € 5,00 Bottero Edizioni [edizione U.S.A.:Image Comics]

Vedi, alle volte, i pregiudizi?...
Uno potrebbe pensare, per esempio, che la
Image Comics, la major fondata oltre un decennio fa da autori transfughi dalla Marvel, produca solo fumetti per adolescenti brufolosi, e invece...
Al momento della fondazione dell'Image gli autori "transfughi" erano particolarmente cool, idoli delle folle, strapagati, con probabili sindromi da onnipotenza e soprattutto intendevano fortemente avere il controllo totale (compreso quello economico e di sfruttamento) delle loro creazioni.
Ma, insomma, capitoli di "storia dell'Image" si possono trovare ad ogni angolo di rete, inutile quindi dilungarsi su questo.
La cosa importante da dire, invece, è che in questo
Heaven's War, edito in Italia dalla BotteroEdizioni, non troviamo né super-supereroi dalle improbabili tutine nè bad-girls con l'ottava di reggiseno e sederi che richiedono tutta la sospensione (...) dell'incredulità di cui un cervello umano dispone.
Troviamo invece una storia misteriosa e intrigante, molto suggestiva nonostante la base di partenza prenda spunto da tematiche molto sfruttate negli ultimi anni (Sacro Graal, Templari, Rennes Le Chateau...) e tornate prepotentemente di moda "grazie" al Codice Da Vinci.
Interessante e vincente da un punto di vista narrativo e di piacere della lettura, l'dea dello sceneggiatore Micah Harris di interpolare personaggi e situazioni realmente esistiti/esistenti con scenari di fantasia (e fantasia piacevolmente sfrenata, aggiungerei!): il clima che si viene a creare è simile a quello dei "falsi documentari" - "
mockumentary" - che tanto successo ebbero specialmente verso la fine degli Anni 80.
Il far agire personaggi realmente esistiti, dei quali lo sceneggiatore rispetta le caratteristiche generali, in luoghi esistenti e mai come in questi ultimi anni esplorati, battuti, studiati, offre al lettore un motivo di coinvolgimento in più; coinvolgimento che si accompagna a un piacevolissimo senso di straniamento e di mistero che pone dubbi, domande, stupori.
La storia parte ufficialmente nel 1938, ma poco dopo aver incominciato la lettura si capirà che i concetti di spazio e tempo saranno davvero relativi e anzi saranno per l'autore (e il lettore) lo spunto per situazioni fantastiche e appassionanti.
I protagonisti di
Heaven's War sono tre scrittori fantasy del XX secolo realmente esisiti: il notissimo John R.R. Tolkien [1892 - 1973], autore di sapete-tutti-cosa, Charles W.S. Williams [1886 - 1945], autore di numerosi saggi e "thriller teologici" e Clive S. Lewis [1898 - 1963], autore anch'egli di saggi e romanzi. Questi tre scrittori formano il gruppo degli "Inklings"
Ad essi si vanno ad aggiungere
Arthur E. White [1857 - 1942], ricordato per il suo mazzo di Tarocchi, i più popolari del XX secolo, e soprattutto Aleister Crowley [Edward Alexander Crowley, 1875 - 1947], "l'uomo più malvagio della terra", il grande magus, fondatore dell'Abbazia di Thélema, quello del "Fa' ciò che vuoi" ("Do What Thou Wilt").
Questi personaggi erano tutti realmente interessati a esoterismo e occultismo, chi da un punto di vista cristiano, chi in tutt'altra ottica e i tre scrittori "fantasy" protagonisti di Heaven's War fecero davvero parte del gruppo degli
Inklings. Quella di Harris e Gaydos (disegni) è dunque una delle infinite "storie possibili"...
Stiamo dunque parlando di un fumetto molto "parlato", che abbisogna di una lettura attenta in quanto infiniti particolari disseminati qua e là dall'autore, forniscono indizi, spunti e anche molteplici dubbi che contribuiscono a immergere il lettore ancor di più nell'atmosfera quasi mistica (e pagana e "satanica" al tempo stesso) che si respira sempre di più man mano che ci si addentra nella storia.
Gli affascinanti disegni di Michael Gaydos risultano perfetti per la narrazione: uno stile cupo, visionario e magico nei momenti più intensi, più "realistico" quando lo richiede la storia. Anche la scansione di tavole e vignette, ordinata e regolare per la maggior parte dell'albo, assume in certi momenti dei guizzi molto particolari: assistiamo talvolta alla ripetizione di una vignetta... ma attenzione: è proprio in quei casi in cui il tutto si fa ancora più interessante e misterioso, perchè forse non si tratta proprio di una "ripetizione"... e altro non posso aggiungere.
La chinatura è messaggio visivo particolarmente importante per Gaydos: con le campiture di nero (e/o di assenza di nero) vengono sottolineate fortemente le atmosfere psicologiche, quasi che la presenza pesante o la pesante assenza del nero formino un'aura intorno a personaggi, luoghi, situazioni. Tutto ciò in modo tutt'altro che banale: non è che a "nero" corrisponda "male" e a "bianco" "bene", insomma. L'assenza di grigi "costringe" (in modo positivo) Gaydos ad esprimersi al meglio con lo strumento che ha scelto, il bianco-e-nero netto, definendo le sfumature in soluzioni grafiche che ovviamente esulano dalle disponibilità cromatiche.
Il risultato finale è davvero ottimo!
Naturalmente, come sempre, non voglio anticipare nulla della storia, per non togliere ad alcuno il gusto (molto gusto!) della lettura. Dati gli argomenti trattati e i personaggi coinvolti (e che saranno coinvolti nel prossimo numero... la definizione di "Angelo Caduto" e il titolo stesso del volume vi suggeriscono forse qualcosa?...) è facile immaginare quanto il mistero, l'occulto, il trascendente siano le atmosfere portanti di questo riuscitissimo intreccio, di questa bella storia, della quale non vedo letteralmente l'ora di poter leggere il finale, in uscita nella primavera del 2006, sempre per Bottero Edizioni, in tutte le fumetterie.
Orlando Furioso