martedì 30 giugno 2009

Green Arrow: Moving Target - feb. 2006


Green Arrow: 'Moving Targets' di Judd Winick, testi; Phil Hester e Tom Fowler, disegni - Green Arrow da n. 40 a n. 50 - Paperback: 256 pages - Color - Softcover - DC Comics - February 2006 - 17,99 us dollars

E’ da poco uscito l’ultimo paperback americano dedicato dalla DC a Green Arrow; un “ciccioso” volume di oltre duecento pagine contenente i numeri da 40 a 50 della serie dell’arciere verde, tutti inediti in Italia e destinati, a quanto si dice, a rimanerlo.
Tutte le storie sono scritte da Judd Winick, saldamente al timone delle avventure di Ollie Queen da ormai moltissimo tempo (dal numero 26) e destinato a rimanervi anche per il futuro prossimo. Ai disegni, per la prima metà del volume troviamo ancora il disegnatore “storico” Phil Hester, a cui subentra nella seconda metà Tom Fowler.
Dopo aver letto quasi un anno di storie di Green Arrow tutte d’un fiato, devo dire che il lavoro di Winick mi ha decisamente convinto anche stavolta, così come quello del sempre ottimo Hester; da dimenticare invece Fowler, uno dei peggiori disegnatori che abbia visto da molto tempo a questa parte, veramente una pena.
Le storie della prima metà del TP, però, quelle firmate dalla "coppia storica" Winick-Hester, valgono da sole l’acquisto. Alle trame più classicamente supereroistiche sull’ascesa di un nuovo boss del crimine a Star City (una sorta di Kingpin superumano, non particolarmente originale devo dire) si intrecciano infatti le appassionanti vicende personali della famiglia di Green Arrow, che viene sconvolta dalla scoperta che la giovane protetta di Oliver e aspirante al manto di nuova Speedy, Mia, ha contratto il virus dell’HIV. Il suo passato, in cui fu costretta a prostuirsi prima dal padre, e poi dalla necessità di sopravvivere dopo essere scappata di casa, è coerente con la scelta narrativa di Winick, e lo scrittore fa un ottimo lavoro nel tratteggiare il modo in cui la ragazza, Ollie e suo figlio Connor, il terzo componente della strana famiglia degli arcieri, affrontano il dramma.
Le caratterizzazioni dei personaggi ne emergono veramente forti e convincenti, e i momenti emozionanti non mancano, soprattutto la scena tra Mia e Connor, dove la ragazza spiega a Green Arrow II come la sua vera paura non sia la morte, ma il restare da sola, il non essere amata, il sentirsi “sporca”.
La seconda metà del volume resta su buoni livelli di scrittura, ovviamente con calo di intensità dovuto ai temi più classicamente supereroistici che tratta, ma sempre con alcune scene degne di nota (molto divertente il siparietto tra Cyborg e Ollie durante la sfida Robin/Speedy) e un livello globale di intrattenimento intelligente che fa apprezzare il lavoro di Winick.
Peccato invece per i disegni, davvero pessimi, di Tom Fowler, roba che neanche la peggior serie degli anni ’90… E il confronto con l’ottimo Hester delle prime storie è davvero impietoso.
Resta nel complesso un buon volume, ottimo per tutta la prima parte.
Davanti all'incomprensibile scelta della Play Press di non pubblicare nemmeno le restanti storie di Winick/Hester, non posso che esortare tutti i lettori e appassionati di Green Arrow a procurarsi questo TP americano, perché ne vale la pena.
Dario Beretta