domenica 7 giugno 2009

Gli Incredibili - 2004


Gli Incredibili, regia di Brad Bird - 2004

Il nuovo film computerizzato realizzato da Brad Bird e dalla Pixar intitolato
Gli Incredibili porta di nuovo i supereroi nei cinema dopo l’ondata di pellicole più o meno riuscite come Spider-Man e X-Men. Allo stesso modo dei film che lo hanno preceduto Gli Incredibili deve moltissimo ai fumetti, vera e propria “culla” dei supereroi e miniera ricchissima di storie e idee, omaggiati in più occasioni nel corso del lungometraggio, a partire da Flash fino ad arrivare all’apparizione finale del minatore/uomo talpa che riprende una nota copertina dei Fantastici Quattro di Jack Kirby.
Al di là delle semplici citazioni Bird ha attinto a piene mani dal fumetto dei Fantastici Quattro creato negli anni ’60 da Stan Lee e Jack Kirby, ricalcando non solo l’idea della famiglia con superpoteri ma i superpoteri stessi. Nel fumetto Reed e Sue sono marito (col potere di allungarsi) e moglie (che diventa invisibile e genera campi di forza…) e hanno un figlio che, come il neonato del film, apparentemente è normale ma ha un immenso potere latente (piccola curiosità: nel film viene creata attorno al bambino una scatola cinese di citazioni dato che quando manifesta il suo potere diventa rapidamente Astroboy di Osamu Tezuka, il Diavolo della Tasmania e la Torcia Umana).
Se i Fantastici Quattro sono l’ispirazione più evidente,
Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons è quella più importante. Nelle sequenze iniziali il regista si rifà al capolavoro di Moore e Gibbons dove gli eroi vengono visti come dei pericoli e costretti ad abbandonare la loro attività e a rifugiarsi nell'anonimato. Il regista è bravo perché non si limita a riproporre lo stesso spunto in modo anonimo ma riesce a ricreare nel film quell’atmosfera cupa, triste e decadente che aveva caratterizzato il tramonto fumettistico dei supereroi. L’idea che vogliono sviluppare gli autori della Pixar nei primi minuti della pellicola sembra che sia la stessa che ha perseguito lo stesso Moore in Watchmen e soprattutto in Supreme e Tom Strong (due varianti di Superman): prendere personaggi dal passato lungo, glorioso e radicato nell'immaginario collettivo e utilizzare le loro vecchie storie come se appartenessero davvero ai ricordi dell'eroe che nel presente viene mostrato in modo moderno e nel passato vive avventure in stile Golden Age o Silver Age.
Per Moore, che dagli anni ’80 fino a oggi ha scritto un grosso capitolo della storia del fumetto, il passato comprendeva le storie pubblicate dagli anni ’30 alla fine degli anni ’70.
Per Brad Bird anche le opere di Moore sono diventate dei classici imprescindibili (assieme al Batman di Tim Burton; non a caso viene citata la sua batmobile). In pratica i supereroi di Moore sono i supereroi per antonomasia degli anni ’80, dei modelli indispensabili da prendere come punto di riferimento per costruire la carriera supereroistica di Mr. Incredibile iniziata proprio in quel lasso di tempo.
Dopo l’episodio relativo a Watchmen il regista prosegue con il recupero delle storie degli ultimi venti anni trascurando i supereroi (in declino negli anni ’90). In seguito al bando dei supereroi dalla società Mister Incredibile e sua moglie sono costretti a vivere una vita da persone normali, nascondendo i loro poteri e diventando una famiglia media. In questo contesto si inserisce la citazione della sigla dei Simpson, tipica famiglia media degli anni ’90, con Mr. e Mrs. Incredibile che tornano a casa con auto separate, lei che accompagna i figli, lui che arriva per primo e in stile Homer danneggia l’auto.
Questi spunti sono notevoli ma rimangono dei casi isolati perché nel seguito il film si affossa, l'originalità muore e le citazioni diventano solo degli inutili pretesti per mascherare il vuoto che sta sotto, la mancanza di idee forti e vincenti che facciano davvero decollare il film e lo salvino dall’essere un’avventura piatta e banale.
Si sente troppo anche la mancanza di personaggi significativi che lascino il segno. C'è la sarta (doppiata benissimo da Amanda Lear) ma non basta perché è un caso unico in mezzo a molti personaggi che hanno il sapore del già visto.
Le citazioni, utilizzate come è stato fatto nell'incipit, potevano essere il punto di forza del film ma andavano supportate da trovate efficaci che sono venute presto a mancare una volta che si è esaurito il gioco di rimandi ai classici del passato e le sequenze ambientate nel presente sono entrate nel vivo.
Luigi Siviero