lunedì 15 giugno 2009

Giuseppe Palumbo - Giuseppe Di Bernardo: faccia@faccia - giugno 2005


Giuseppe Palumbo da ormai vent’anni è una splendida realtà del panorama a fumetti italiano: nato e cresciuto fumettisticamente con “Tempi Supplementari” e “Frigidaire”, sulle cui pagine crea Ramarro, il primo (e unico) supereroe masochista, poi ripreso periodicamente negli anni seguenti.
È stato, tra le altre cose, l’anima grafica (o il “braccio artistico”) della Phoenix di Daniele Brolli, con cui ha a lungo collaborato anche su Mondo Mongo e Cyborg.
Collabora con la giapponese Kodansha, con Sergio Bonelli Editore, per cui ha realizzato svariate storie di Martin Mystere e “Storie da Altrove” e Kappa Edizioni e con l’Astorina.
Non è raro infine trovarlo come illustratore per iniziative editoriali di Mondadori, La Nuova Italia, Paravia e Zanichelli, o negli inserti de “L’Unità”.
Se volete di più dalla vita fumettistica, è quasi sicuramente il miglior lucano che possiate trovare.
Di e con Giuseppe Di Bernardo, invece, abbiamo già parlato in questa intervista [http://fumettidicartarchivio.blogspot.com/2009/06/giuseppe-di-bernardo-intervista.html] che vi consigliamo caldamente per scoprire come a volte costanza e determinazione portino buoni frutti alle aspirazioni fumettistiche di giovani dotati.
L’Insonne invece, è una delle cose che accomuna questi due autori (insieme a Diabolik e all’insegnamento).
Nata più di dieci anni fa dalle fantasie notturne radiofoniche del Di Bernardo (in team con Andrea J. Polidori), dopo una sfortunata esperienza targata Fenix è rinata dalle sue ceneri dopo un lungo letargo con l’edizione bimestrale edita dalla Free Books, con le copertine di Palumbo ed un lusinghiero risultato di vendite e giudizi critici del primo numero.

Come ti chiami?
Giuseppe Di Bernardo: Dibe
Giuseppe Palumbo: Di solito non mi chiamo; mi chiamano gli altri: qualcuno fischia anche (poche le donne, ahimè).

Quando e dove sei nato?
Giuseppe Di Bernardo: 34 anni fa, nel centro storico di Firenze.
Giuseppe Palumbo: Non me lo ricordo. Ero troppo impegnato a piangere.

Dove vivi?
Giuseppe Di Bernardo: In provincia. Ho lasciato con il dolore nel cuore la mia città per andare a vivere a Pontassieve, un piccolo centro a 20 km dal capoluogo. Il problema è che vivo comunque sempre e solo con la testa tra le nuvole e le “nuvolette”.
Giuseppe Palumbo: A volte me lo chiedo...

Dove vorresti vivere?
Giuseppe Di Bernardo: In un attico nel centro storico. Grandi vetrate da cui si vede la città, che poi per certi versi è l’ubicazione di Radio Strega.
Giuseppe Palumbo: In un posto dove non facciano doppie interviste.

I FUMETTI:
A che età e con chi la prima volta (che hai letto un fumetto, ovviamente)?
Giuseppe Di Bernardo: La prima volta? In bagno e da solo. Rispetto “all’altra prima volta” però, è durato di più. Almeno quaranta secondi. Ovviamente ho iniziato con i Disney… poi ho incrociato “Metal Hurlant” e non mi sono più ripreso.
Giuseppe Palumbo: Credo a 5 anni: mi sono inconsapevolmente toccato pensando allo scudo di
Capitan America che faceva “Clang!”

Il tuo "muso ispiratore"?
Giuseppe Di Bernardo: Moebius, Giardino, Dall’Agnol
Giuseppe Palumbo: Il perduto amore

Il fumetto che più ti è piaciuto, o un fumetto che vorresti aver realizzato tu?
Giuseppe Di Bernardo: Watchmen”! Ma l’ho fatto io! È che me l’hanno copiato!
Giuseppe Palumbo: E’ ancora inedito; spero di farlo io...

Un fumetto (o un autore) che non ti è mai piaciuto?
Giuseppe Di Bernardo: Sono tutti belli e brutti. Dipende sempre dallo stato d’animo del momento in cui si leggono. Normalmente non sopporto quelli troppo cerebrali e quelli troppo “tette e pistoloni”.
Giuseppe Palumbo: Io.

Fumetto italiano o americano?
Giuseppe Di Bernardo: Francese…? No, Italiano!
Giuseppe Palumbo: Datemene uno buono.

Fumetto d’autore o popolare?
Giuseppe Di Bernardo: Adoro il popolare italiano, ma con dei contenuti d’autore. La cultura popolare ha questo compito: attraverso l’intrattenimento far passare contenuti che altrimenti la gente non si andrebbe a cercare. L’importante è che il lettore non se ne accorga.
Giuseppe Palumbo: Datemene uno buono.

.L'ALTRO:
Che cosa pensi dell'altro?
Giuseppe Di Bernardo: Quello che pensa lui di me ^__^
Giuseppe Palumbo: Mi ha costretto a fare questa doppia intervista, vedi tu...

L’ultimo fumetto dell’altro che hai letto?
Giuseppe Di Bernardo: Ma dai? Anche lui fa fumetti? Pensavo che allevasse dei cagnetti brutti e neri e avesse la fissa con i rettili sadomaso… Oppure alleva rettili e ha la fissa con i cagnetti sadomaso?
Giuseppe Palumbo: L 'insonne.

L’ultimo fumetto dell’altro che ti è piaciuto?
Giuseppe Di Bernardo: Quello che mi ha prestato. Te l’ho detto che non fa fumetti. Neppure li compra!
Giuseppe Palumbo: Nessuno (se lui NON ha risposto la stessa cosa è pazzo).

Che cosa hai pensato, la prima volta che hai visto l’altro?
Giuseppe Di Bernardo: Checcazzo avrà da ridere?
Giuseppe Palumbo: Chi sarà il suo barbiere?

Che cosa hai pensato, l’ultima volta che hai visto l’altro?
Giuseppe Di Bernardo: Checcazzo avrà da ridere?
Giuseppe Palumbo: Chi sarà il suo barbiere?

Sei più bravo tu o è più bravo lui?
Giuseppe Di Bernardo: Il cagnetto sadomaso.
Giuseppe Palumbo: Come dicono dalle mie parti: “mam't”.

Sei più simpatico tu o è più simpatico lui?
Giuseppe Di Bernardo: Il cagnetto sadomaso.
Giuseppe Palumbo: Io (se lui non ha risposto la stessa cosa è pazzo).

Sei più permaloso tu o è più permaloso lui?
Giuseppe Di Bernardo: Il cagnetto sadomaso.
Giuseppe Palumbo: Io (se lui non ha risposto la stessa cosa è pazzo).

Che cosa pensi dell’Insonne?
Giuseppe Di Bernardo: Ancora non ci credo. Dopo undici anni ve l’ho riammollata un’altra volta! Sono peggio di Vanna Marchi!
Giuseppe Palumbo: Auguri.

Che cosa pensi abbia risposto l’altro?
Giuseppe Di Bernardo: Il capolavoro del secolo. Non ci ho preso? Ma dai! Palu, ti voglio bene lo stesso!
Giuseppe Palumbo: Auguri.

Descrivi in due parole il lavoro di Di Bernardo su “l’Insonne”?
Giuseppe Di Bernardo: Un massacro. Sudore e sangue… ma godo come un riccio.
Giuseppe Palumbo: Volli, fortemente volli, fortissimamente volli.

Descrivi in due parole il lavoro di Palumbo su “l’Insonne”?
Giuseppe Di Bernardo: Mi fa godere come un riccio.
Giuseppe Palumbo: "Casa Benevento, Michele sei tu? Aiutami a finire la copertina, che non ce la faccio..."

DOMANDE A RAFFICA:
La parolaccia che dici più spesso?
Giuseppe Di Bernardo: C°##o!
Giuseppe Palumbo: Affangulo!

Bianco/Nero o colore?
Giuseppe Di Bernardo: Bianco-nero… ma sarebbe meglio viola. Chi l’ha capita?
Giuseppe Palumbo: I grigi no?

Cani o gatti?
Giuseppe Di Bernardo: Miao! Prrrrrrr! MEOOOOO! Ho visto il cagnetto sadomaso di Palumbo!
Giuseppe Palumbo: Bouledogue francesi.

Panna o cioccolato?
Giuseppe Di Bernardo: Cioccolato al peperoncino.
Giuseppe Palumbo: Cioccolato della provincia di Pistoia.

Mare o montagna?
Giuseppe Di Bernardo: Stessa spiaggia, stesso mare…” Poi in montagna non ci sono i bikini.
Giuseppe Palumbo: Collina.

Dio, Patria o Famiglia?
Giuseppe Di Bernardo: Sesso, droga e Rock’n roll.
Giuseppe Palumbo: Ciao.

Fede o Feltri?
Giuseppe Di Bernardo: ‘affanculo.
Giuseppe Palumbo: Ciao.

SALUTI:
Un saluto a chi ti vuol bene:
Giuseppe Di Bernardo: Grazie ragazzi!
Giuseppe Palumbo: Ciao.

Un saluto a chi ti vuol male:
Giuseppe Di Bernardo: Libero il cagnetto sadomaso.
Giuseppe Palumbo: Ciao.

mdb