mercoledì 10 giugno 2009

Giuseppe Di Bernardo: intervista esclusiva - 2004


Giuseppe Di Bernardo è attivo, conosciuto e (anche se lui non ci crede tanto) stimato nel campo dei fumetti ormai da una decina d'anni: illustratore, disegnatore, autore completo e poliedrico, ha fatto davvero un po' di tutto, partendo come illustratore dei giochi di ruolo di Dylan Dog e Martin Mystère, per poi passare ad una serie di storie brevi per la rivista "Selen" edita da 3ntini Editore e a ripetute collaborazioni con Ade Capone e la Star Comics, a partire da "Altri Romei, altre Giuliette", proprio su testi di Capone. Il tutto condito da qualche passaggio in Bonelli, prima dell'approdo all'Astorina (ovviamente su "Diabolik") e agli storici Les Humanoides Associèes francesi.
Una parabola in costante ascesa, quindi, costellata qua e là dall'apparizione della cometa
Desdy Metus, che pare proprio non volerlo lasciare in pace: la prima serie de "L'Insonne" è targata BBD Presse/Fenix e risale al 1994, l'ultima è per la Free Books e dopo il classico "Numero 0" distribuito a Lucca si appresta ad uscire nel prossimo Marzo; nel mezzo, tante apparizioni per Titivillus e altri editori , o anche solo come comparsa nelle illustrazioni per la "Gazzetta di Clerville", l'organo ufficiale del Diabolik Club

mdb: Allora, Giuseppe, prima che ci accusino di nepotismo, ti giro per una volta la domanda che mi sento sempre fare quando si parla di te: sei mica mio parente? Non credo… per il calcolo delle probabilità, un appassionato di fumetto in famiglia è anche troppo! Bene, allora cominciamo pure: delle tue produzioni fumettistiche ho accennato qualcosa sopra, per permetterti di parlare di quelle che ritieni le esperienze più significative o formative di questa tua ormai più che decennale esperienza nel mondo del fumetto. Da dove vuoi cominciare?

Giuseppe Di Bernardo Dal "culo incredibile" che ho avuto… si può dire "incredibile" in questa intervista? Ovviamente la passione c'è sempre stata, ma mi sono trovato, ad un certo punto della mia vita a dover lavorare per forza. Non avevo alternative, o mangiavo con quello che facevo o finivo di corsa in falegnameria… Sobillato da parenti (che come spesso accade non perdono occasione di elemosinare consigli sulla vita altrui), mio padre, non aveva certo preso bene il fatto che non lo avessi seguito nella bottega di famiglia. Ma siccome un "Giuseppe falegname" c'era già, e piuttosto famoso, ho scelto una strada diversa. Certo non è stato facile, fortuna che all'epoca c'era una piccola casa editrice romana, la Fenix, che era attivissima sul mercato del porno e che aveva provato la strada del fumetto con una decina di immonde pubblicazioni. Tra questa c'era "Demon Story", una rivista contenitore, dove ho esordito con una storia breve dal titolo "Lo specchio", dopo essere arrivato terzo al Concorso per autori di fumetto di Prato. Ma andiamo per ordine… Parlavo di "incredibile fortuna" perché il mio primo lavoretto furono delle illustrazioni dedicate a Dylan Dog per una piccolissima fumetteria di Firenze. La sorte volle che da quel negozio passasse uno degli editori della DAS, la casa editrice che stava preparando "Il gioco di ruolo di Dylan Dog". Fabrizio, l'editore, apprezzò i disegni, e mi fece fare delle illustrazioni per il gioco. Dylan Dog fu il grimaldello per aprire la porta della Fenix, che mi notò e decise addirittura di affidarmi la stesura di una serie dal titolo "Desdy Metus, l'Insonne" … Questo nome vi dice qualcosa?
mdb: Qualcosina, in effetti… quindi tutto "incredibile culo"? Non sei un po' riduttivo?

Giuseppe Di Bernardo Onestamente, in questi anni ho visto autori bravissimi che stentano a pubblicare, disegnatori che smettono distrutti da quella macchina infernale che è l'editoria. Queste persone non sono meno brave di me, forse sono solo meno fortunate o meno motivate. Sta di fatto che per arrivare a certi livelli è indispensabile una gran dose di fortuna e di determinazione.
mdb: Chiami "Fortuna" anche aver incontrato la Fenix? La storia editoriale de "L'Insonne" da loro pubblicata non è stata lunghissima…
Giuseppe Di Bernardo La Fenix era più un bordello che una casa editrice. Abbiamo sempre sospettato che l'operazione relativa ai fumetti fosse servita solo a portare al fallimento una società di comodo. Ma ovviamente non ci sono prove e la mia è solo una supposizione infondata (N.B. Cari editori della Fenix… inutile cercare di denunciarmi per questa frase, non c'ho 'na lira! E già che ci siete rendeteci gli originali delle tavole di Desdy!!!).
Comunque si, fortuna anche lì, perché mi ha permesso di iniziare a pubblicare, di farmi vedere.

mdb: Bè, da quel punto di vista direi che ci sei riuscito! Insomma, hai collaborato con un numero considerevole di case editrici di primaria importanza: così a memoria mi vengono in mente Sergio Bonelli (su "Mister No"), la Star Comics con "Lazarus Ledd" e "Samuel Sand" e l'Astorina con "Diabolik", di cui mi pare sia tuo anche l'albo attualmente in edicola. Tutto questo senza contare le diverse incarnazioni editoriali di "Desdy Metus, l'insonne", cui abbiamo già accennato.

Giuseppe Di Bernardo Si. Chiusa la Fenix, ho iniziato a collaborare con Marco Bianchini per "Mister No". E' stata un'esperienza molto importante e formativa. Il problema è che ero giovane e avevo voglia di testarmi come autore completo. Alla Star Comics, Ade Capone stava preparando "Samuel Sand", che aveva tematiche più congeniali al mio gusto: ho sempre amato l'horror e il mistery. In più Ade mi lusingava, chiedendomi di lasciare Bianchini e lavorare per Samuel. Avrei fatto meglio a farmi legare all'albero maestro per non sentire il richiamo delle sirene. Perché solo di sirene si parlava: Samuel, pur essendo un buon prodotto durò sette numeri, perché non vendeva le cifre che l'editore si aspettava. L'esperienza su "Lazarus Ledd" durò soltanto un episodio, il numero 60 dal "L'armatura nera". Jacopo Brandi e io disegnammo quella storia in meno di quattro mesi. Perché ho lasciato anche la Star Comics? Francamente non l'ho capito. Ade era entusiasta del nostro albo, poi un bel giorno ricevemmo una mail che ci annunciava l'intenzione di puntare su disegnatori esordienti e più motivati (e che forse costavano meno, aggiungo io).

mdb: Una bella doccia fredda, immagino.

Giuseppe Di Bernardo Abbastanza. Ma intendiamoci, io ringrazio comunque la Star Comics e Ade Capone per avermi dato la possibilità di lavorare e di fare esperienza, perché credo che sia importantissimo per un giovane autore. Dopo l'esperienza con la Star Comics ho passato quattro anni cercando di arrangiarmi. I fumetti li facevo solo per il grande Trentini, sulle pagine di "Selen". Per il resto era soprattutto pubblicità: una marea di storyboard per gli spot della GIG e della Giochi Preziosi, qualche fumetto promozionale (in collaborazione con Jacopo Brandi), come "Eva e Chris"e "Mamaboy" (fumetti con l'inserimento di messaggi promozionali), e il "Progetto Tetha", che aveva lo stesso concetto promozionale ma era un cartoon. Fu addirittura presentato a Cartoon on the bay (il festival italiano del cinema di animazione di Positano, ndr).
Ah?! Abbiamo fatto anche una storia erotica dedicata a Eva Henger, la moglie di Riccardo Schicchi. S'intitolava "Le avventure ermetiche di Eva Henger"; l'ermetismo era solo nel
titolo :-). Così tra una tetta e uno storyboard, arrivò il 2001 e io decisi di mollare il fumetto.

mdb: Mollare il fumetto? E a "Diabolik" come ci sei arrivato?

Giuseppe Di Bernardo Non ne potevo più… Io e Jacopo facevamo le prove per Bonelli (ne abbiamo fatte più di 40) e tutti ci dicevano che erano belle, ma nessuno ci prendeva. Evidentemente non erano così belle, o c'erano delle altre priorità nella scelta degli autori. Era frustrante. Poi un bel giorno, ho conosciuto Giancarlo Malagutti, disegnatore e sceneggiatore di Mantova e sono approdato a "Diabolik"… Ancora adesso, dopo quattro numeri, non ci credo! E' molto stimolante interpretare un personaggio che ha attraversato quasi mezzo secolo di cultura popolare italiana. Avevo sempre pensato che "Diabolik" avesse uno staff chiuso ermeticamente a nuovi disegnatori, e quindi, anche per un senso di riverenza verso un personaggio così importante, non avevo mai pensato di propormi. Poi conobbi Giancarlo che fece vedere le mie matite al maestro Giorgio Montorio, il quale mi spinse a fare delle prove. Mi furono affidate le prime dieci tavole dell'albo "Relazioni pericolose", se fossero andate bene sarei stato inserito nella serie. Inutile dirvi che mi tremava letteralmente la mano, ma grazie alla disponibilità di Mario Gomboli e Brenno Fiumali sono ancora qua! Per adesso ho realizzato quattro episodi e uno speciale: rispettivamente "Relazioni pericolose, "La guardia del corpo", "Doppia trappola" e "Amnesia". I primi due sono stati inchiostrati dal trio Paludetti, Del Vecchio e Fiumali, il terzo da Merati, mentre il quarto, finalmente, mi ha visto accanto a Giorgio. Lo speciale dal titolo "Colpo a Rimini", pubblicato nell'ambito di Rimini Comics, è stato inchiostrato da Jacopo Brandi, che lavora su "Jonathan Steele". La cosa più complessa, ma anche più divertente, è cercare di integrare la figura classica del personaggio con nuovi elementi, sia grafici, come per esempio nelle inquadrature, sia nel modo di raccontare. Vorrei che "Diabolik" si avvicinasse graficamente alle nuove generazioni senza scontentare i lettori fedeli. Quindi il mio obiettivo è quello di cercare di mediare, nei limiti del possibile e sotto la vigile sorveglianza del grande capo Mario Gomboli, il classicissimo "Diabolik" con un po' di innovazione.

mdb: Sempre a proposito di "Diabolik", ormai sei in pianta stabile all'interno dello staff di disegnatori, di cui direi che contribuisci ad abbassare l'età media. Personalmente mi pare che si parli sempre molto poco dell'Astorina, anche i lavori di Palumbo (tanto per citare un autore noto e apprezzato al di fuori del mondo di "Diabolik") per loro passano in secondo piano rispetto agli altri suoi progetti: è solo una mia impressione, o trovi che ci sia del vero?

Giuseppe Di Bernardo Si, credo che ci sia un po' di snobismo nei confronti di "Diabolik"… lo vedo quando dico ai colleghi che faccio parte dello staff. La risposta di norma è: "Ah?! "Diabolik", davvero? Ah, bene, però, sai…io non lo leggo!". Perché succede questo non l'ho ancora ben capito, le vendite sono alte, gli autori, Zaniboni, Barison e Palumbo, per non citare gli altri, sono bravissimi. Credo che in generale i lettori di "Diabolik", con i quali ho un bellissimo rapporto attraverso il mitico "Diabolik Club", non siano lettori di fumetto in genere (a parte le eccezioni, ovviamente), ma lettori esclusivi del personaggio. Credo che Mario Gomboli stia facendo un grande lavoro per "sdoganare" il re del terrore e rilanciarlo dopo quarant'anni di avventure. A questo servono gli albi speciali di Palumbo, le interpretazioni dell'albo "Diabolik visto da lontano" etc. Spero che prima o poi Mario dia anche a me la possibilità di interpretare liberamente il personaggio delle compiante sorelle Giussani, in qualche albo speciale.

mdb: Che differenze hai riscontrato tra le diverse realtà editoriali con cui hai collaborato? Non sono poche, e sono tutte di primaria importanza: Bonelli, Star Comics, Astorina…

Giuseppe Di Bernardo Preferirei limitarmi al presente, visto che degli altri un po' ho già parlato. Dal punto di vista editoriale, l'Astorina è una casa editrice modello. Direi una banalità a definirla una famiglia. Tutti sono disponibili, simpatici e soprattutto umani e rispettosi della sensibilità dei collaboratori. Questa è un pregio che non ho trovato spesso, e che probabilmente è merito di Mario Gomboli. Per quanto riguarda la Free Books… beh, è un po' presto per parlare. La casa editrice è giovane… le possiamo perdonare degli errori, o no?

mdb: Direi di si, poi bisogna vedere che cosa ne pensano gli appassionati di comics e di Alan Moore, visti i loro esordi un po' incerti… Tornando però a te, nel corso dei tuoi pellegrinaggi editoriali sei approdato anche in Francia, dove ti sei fatto conoscere grazie agli Humanoides Associés. Che cosa ci puoi dire?

Giuseppe Di Bernardo Anche in questo caso ho la fortuna di lavorare con una vera icona del fumetto mondiale! Jacopo Brandi e io avevamo consegnato il nostro book a Katja Centomo, che stava iniziando il suo lavoro di agente per le case editrici francesi. Dopo quasi due anni, ci hanno chiamato a sostituire Loic Malnati sulla serie di fantascienza "L'Ancentre Programmè". Oggi stiamo lavorando al nostro secondo albo, e ad una recente riunione con gli editori, ci hanno chiesto di lavorare anche ai prossimi quattro albi di "Le silence de la terre". In più, stiamo progettando una serie tutta nostra, ma questo, oltre ad essere assolutamente top secret, è estremamente prematuro…

mdb: Allora torniamo in Italia: nell'ultimo periodo si è verificato un fatto inedito per il mercato degli albi popolari made in Italy: Bonelli ha ridotto sensibilmente il parco testate, girando "Jonathan Steele" alla Star Comics e chiudendo (o annunciando la chiusura) di qualche serie, mentre altri editori si sono fatti avanti, come la Eura con "John Doe", la stessa Star (che contemporaneamente però riduce a bimestrale l'ormai storico "Lazarus Ledd") o la Free Books con il tuo "L'Insonne". Pare quasi che sia finita una situazione di mercato che poteva somigliare ad una sorta di monopolio bonelliano. Che cosa ci puoi dire di questa evoluzione del mercato vista dalla parte degli autori? Rivoluzione o involuzione?

Giuseppe Di Bernardo Quando sul mercato compaiono nuovi soggetti è sempre un bene. Il monopolio (purtroppo) lasciamolo alla televisione. In più, anche se le case editrici alternative hanno budget limitatissimi e fanno fumetti a basso costo, danno ai giovani disegnatori l'indispensabile spazio per fare esperienza. Personalmente, posso dire che alla Free Books abbiamo degli autori quasi esordienti ma che sono di sicuro avvenire.
Il fatto invece che Bonelli abbia passato "Jonathan Steele" alla Star Comics, credo sia stato principalmente un bel gesto nei confronti di Federico Memola, che ha così potuto continuare il suo progetto. E devo dire la verità, mi pare la cosa più normale del mondo… se una testata non funziona per una casa editrice può darsi che funzioni con un'altra che ha spese e politiche editoriali diverse. Per quanto ne so, tra l'altro, Jonathan sta andando piuttosto bene. Io faccio il tifo per Federico ;-)
mdb: Casualmente proprio in questo periodo riproponete "L'Insonne", che possiamo dire fu un'antesignana dei cosiddetti "bonellidi", insieme a "Lazarus Ledd": come è rinato questo progetto?

Giuseppe Di Bernardo Non credo che il mio amico Ade sia contento di sentirsi accomunato a Desdy ;P Non gli è mai piaciuta, diceva che volevamo scrivere "la commedia umana", cosa molto complessa, che si può fare solo con tanta esperienza. L'esperienza che aveva lui. Io non sono mai stato d'accordo. Credo che il vero punto sia la sensibilità, ma ovviamente non è detto che ne siamo in possesso. Desdemona è stata il primo vero grande amore, nata principalmente dalla mia militanza in una radio privata fiorentina. Il mondo della radio notturna è incredibilmente affascinante. Mi riferisco alla radio parlata, non quella solo musicale. La radio è ben diversa dalla TV dove l'imperativo è apparire. In radio devi ESSERE. Forse è proprio questo il segreto della sua seconda giovinezza. Io e Andrea J. Polidori non avevamo accettato di buon grado che ci avessero chiuso la serie per motivi non dipendenti dalla qualità del personaggio, così abbiamo iniziato una lungo cammino che ci ha portato a bussare alle case editrici di tutta Italia, e non solo, se pensi che Desdy è stata pubblicata a strisce su un quotidiano rumeno! In Italia, appena gli editori sentivano parlare di seriale svenivano letteralmente. Andare in edicola è veramente un salto nel buio, solo chi è veramente attrezzato ci riesce. In questi anni il solo Larry c'è riuscito, grazie ad Ade e ad una politica di gestione dei costi, magari non condivisibile, ma oculata e redditizia.

mdb: Desdemona primo amore, quindi, viste le difficoltà affrontate per farla tornare in edicola. Hai dichiarato: "(…) mi ritrovo pessimo disegnatore e incapace sceneggiatore ;-) (…) Per diventare uno dei disegnatori di Diabolik ho venduto l'anima, per collaborare con gli Umanoidi non so cosa mi sono venduto... Speriamo bene, non mi è rimasto molto (…) " Bé, fegato, reni, pancreas, una cornea… che cosa impegneresti per Desdy?

Giuseppe Di Bernardo 'Azz… Gli occhi non sono messi molto bene con il lavoro che faccio… Quelle cose che dico le penso veramente, non credo di essere più bravo di altri… Facendo un paragone calcistico, mi sento come quei mediani ruvidi, brutti e cattivi, che sbavano in campo inseguendo i giocatori più dotati tecnicamente, corteggiati dalle telecamere e fidanzati con le veline… Insomma "Una vita da mediano /a recuperar palloni /nato senza i piedi buoni /lavorare sui polmoni (…)" . Sicuramente Desdemona è il fumetto che emozionalmente mi prende di più... Ho provato a scrivere altro, e ci proverò ancora, ma finché non sarò sicuro di aver detto tutto con "L'Insonne" sarà difficile intraprendere altre strade.
mdb: Ed ora "L'Insonne" è pronta a rinascere dalle sue ceneri (scusami, pensavo alla Fenix): come mai la Free Books? Come sei entrato in contatto con loro? Come si articola la collaborazione?

Giuseppe Di Bernardo Stavo "stringendo" con un altro editore, molto importante e conosciuto, ma sarebbe servito almeno un anno, prima di iniziare a parlare della serie. Proprio in quel periodo mi chiamò Marco Bianchini, che stava cercando di aiutare Adriano Cerboni, il patron della Free Books, a mettere insieme del materiale italiano da pubblicare. Io non nego di essere stato per un mesetto indeciso, ma mi veniva offerta la possibilità di iniziare a lavorare sulla nuova serie da subito. La ragione mi diceva di aspettare l'altro editore, ma il cuore invece mi portava alla casa editrice di Cerbara. Come al solito ha vinto il cuore. Dopo alcuni mesi di tira e molla è stato stilato un contratto per una serie, così mi sono messo al lavoro per raccogliere i disegnatori. Ci sono veramente tanti bravi giovani autori in Italia, ed è un'enorme spreco di materiale umano, di fantasia e creatività lasciarli a spasso. Ovviamente la nostra è una miniserie, quindi lo spazio è limitato, ma siamo attentissimi a valutare ogni proposta che ci arriva. Ci sono però dei problemi: per esempio, la redazione non esiste, o meglio è casa mia. All'inizio è stato un vero salasso di energie di ogni tipo, contattare gli autori, scrivere le sceneggiature, correggere quelle degli altri, tenere i rapporti con l'Editore… addirittura pagare per conto dell'Editore! Insomma, un inferno!
Però… però… però è bellissimo poter gestire questa cosa. Vedere la felicità nei ragazzi quando gli dici che hanno fatto un buon lavoro, ricevere le mail che ti dicono "Finalmente Desdy è tornata!"… certe volte penso che qualcuno se lo aspettasse davvero…

mdb: Bè, ti risponderei "io", ma poi penserebbero tutti che dico così perché forse siamo parenti. Comunque, fermo restando che il sito di Desdy Metus sito di Desdy Metus è ricchissimo di anticipazioni e contributi artistici del work in progress, e che potremmo riservarci di tornare sull'argomento in futuro, dopo l'uscita della serie regolare, ci puoi anticipare qualcosa del progetto editoriale? Da serie a miniserie, senza considerare il formato, mi pare che di cambiamenti in corsa ce ne siano stati…
Giuseppe Di Bernardo Nel progetto DEFINITIVO, "L'Insonne" è formata da quattro miniserie di sei numeri ciascuna. Ogni miniserie avrà una linea narrativa a sé stante, ed elemento formante "dell'Opera"… Di cosa sto parlando? Nel linguaggio alchemico, l'Opera è l'insieme del processo il cui scopo è ottenere il trapasso di coscienza a una maggiore illuminazione. Ora, la vita di ognuno di noi è un viaggio… che ci porta a capire e scoprire qualcosa che è dentro noi stessi (e questa storia l'abbiamo sentita tutti). Desdemona attraverserà quattro fasi della sua vita che noi identifichiamo metaforicamente con le fasi della trasformazione alchemica (Nigredo, Putrefaccio, Albedo e Rubedo) e con le fasi lunari. Desdy sarà molto legata alla luna, mutevole e misteriosa come lei. Mutevole, perché ognuno di noi cambia: fa degli errori, sceglie strade sbagliate, cerca di scoprire qualcosa di più della sua vita e di darsi un obiettivo. Questo capita anche alla nostra dee-jay, che è sempre voluta essere una persona normale che vive vicende al di fuori della normalità.

mdb: Come hai selezionato i disegnatori?

Giuseppe Di Bernardo Ho chiesto a vecchi amici come Stefano Natali e Marco Turini (che ha fatto il frontespizio) di darmi una mano. Poi Federico Memola mi ha "ceduto" momentaneamente i suoi gioiellini Marco Checchetto e Antonio Menin, mentre io sono andato a pescare Michela Da Sacco dell'Eden Studio e Michele Benevento, già collaboratore di Palumbo. Tutta gente con "duepallecosì". Alle sceneggiature sono coadiuvato da Andrea J. Polidori e Francesco Matteuzzi.
In stand by ci sono anche due episodi che serviranno nel caso la serie abbia fortuna: sono stati scritti da Pierfrancesco Prosperi ("Martin Mystere" e "Diabolik") e Marco di Grazie, e disegnati rispettivamente da Daniele Statela e Marco Guerrieri (ex "John Doe").
Una citazione anche per il carissimo amico Fabio D'Agata che non ha potuto finire il suo albo perché spedito in Libano come Carabiniere, a servire la Patria in una operazione di peace-keeping.
mdb: E' un caso che i primi numeri non prevedano il tuo apporto per quanto riguarda i disegni?

Giuseppe Di Bernardo Beh, ho fatto il numero zero, non basta? Anche l'editore avrebbe voluto che realizzassi un albo, ma i miei impegni con "Diabolik" e con gli Umanoidi mi impedivano ogni forma di collaborazione alternativa. Devo dire che comunque sono molto soddisfatto di come i disegnatori stanno interpretando Desdemona. L'hanno resa più moderna e accattivante. Io forse ero troppo legato al personaggio di dieci anni fa!
mdb: Nel corso della collaborazione con la Free Books ti sei trovato a collaborare con Andrea Materia, una vecchia conoscenza per gli appassionati di comics di una certa età, che sta cercando di migliorare gli incerti esordi della Free Books per quanto riguarda le sue pubblicazioni anglofone. Come si articola la collaborazione? Te lo chiedo perché Andrea Materia in questa intervista ha dichiarato: "(...) Con il Di B. litigo di continuo. Ci rimpalliamo e-mail di fuoco magari anche per giorni e giorni. Poi lui se ne esce con qualche nuovo twist narrativo geniale, io rimango a bocca aperta e intanto "L'Insonne" prosegue a macinare tavole…(...)"

Giuseppe Di Bernardo Io avevo firmato un contratto con la Free Books per una serie mensile regolare. Poi è arrivato Andrea, che mi ha "convinto" a cercare un'altra strada, anche narrativa. Mi auguro che abbia ragione. Il rapporto con il mio Editor è stato difficile, soprattutto all'inizio. Io mi sentivo rapinato, mentre lui non si riconosceva nella vecchia stesura di Desdemona. Ora le cose vanno meglio, anche se tra me e lui c'è un modo contrapposto di vedere il mondo… Forse non ci troviamo d'accordo neppure sulle ragazze ;-)

mdb: Se ti riferisci a Desdemona, anche a me è sempre piaciuta… non è che magari siamo parenti?

Giuseppe Di Bernardo Mi pareva di avere già risposto…
mdb: A Lucca 2004 eri presente allo stand di RAISAT, dove si tenevano dei laboratori di fumetti per ragazzi in collaborazione con la Scuola del Fumetto di Firenze; in precedenza avevi collaborato anche con una scuola di computer grafica…

Giuseppe Di Bernardo Si, sono stato Direttore Artistico (Uh! Fa figo dire così!!! E non ho detto Art Director, perché non mi piace chi infioretta i propri discordi con termini anglofoni tanto per fare ;-) ) di Noetica, una scuola di computer grafica e fumetto di Bologna. Poi la distanza mi ha sfiancato, ma ho lasciato tutto nelle ottime mani di Palumbo, che vive lì. Invece le collaborazioni con la Scuola Internazionale di Comics di Firenze sono piuttosto occasionali, ma a loro sono legato da una vecchia amicizia.
mdb: Quindi, ricapitolando: radio, disegno, scrittura, laboratori per la Scuola Internazionale di Comics, pubblicità, animazione, computer grafica … C'è qualcosa che ancora non hai fatto, e in cui ti piacerebbe cimentarti?

Giuseppe Di Bernardo Sono un grande appassionato di ufologia e mi piacerebbe, prima o poi fare una miniserie dedicata allo strano mondo dei "contattati". Un po' quello che Spielberg ha fatto con "Taken". Ho anche avuto una piccola esperienza su "U.F.O. Notiziario" con una storia breve dedicata alle M.A.M., le "Mutilazioni Animali Misteriose"… Quello è un mondo oscuro, ben lontano dall'immagine che dà all'esterno ai non addetti ai lavori. Per il soggetto ho alcune idee in mente, sono con me da tanti anni, ma affrontare l'argomento in maniera matura e "commestibile" per il grande pubblico è un grosso problema. Come sogno nel cassetto, beh… un giorno, prima o poi, mi piacerebbe disegnare un episodio di Dylan Dog… Io vengo da lì, e lì vorrei tornare.
mdb: Bè, allora non mi resta che farti i canonici "in bocca al lupo"… Ma sei proprio sicuro di non essere mio parente?

Giuseppe Di Bernardo A questo punto spero proprio di no.

mdb