martedì 9 giugno 2009

Giorgio Cantu': intervista esclusiva - gennaio 2005


Dossier Rat-Man & Friends / 2

Giorgio Cantù è un bel ragazzo, molto ammodino, uno di quelle che le mamme vorrebbero come figli, ed è anche un tipo intraprendente, indipendente e coerente, tutte doti rare, al giorno d’oggi.
L’Italia è la patria del mugugno, del “Piove governo ladro!”, de “Ah, se potessi, me ne andrei domani!”, salvo poi lasciare tutto a livello di chiacchiere, tranne una sempre sparuta minoranza.
Lui invece no: non era contento di come andavano le cose, ha fatto le valigie (Samsonite, al passo con i tempi, che è anche un ragazzo elegante e distinto, e la valigia di cartone era passata di moda) e se ne è andato davvero.
Siccome non è mica stupido e il sogno americano è tramontato da un pezzo, se ne è andato a Stoccolma, a saggiare di persona pregi e limiti delle socialdemocrazie nordiche, a testare il funzionamento di uno stato sociale al servizio del cittadino, a verificare miti e leggende sulle ragazze scandinave e (dato che non c’è rosa senza spine) a rimpiangere il sole mediterraneo.
Per questo, quando può, ogni tanto se ne torna qui, mentre per il resto del tempo se ne sta su, incazzandosi, sbeffeggiandoci (sempre con affetto) e pagando sulla sua pelle di emigrato le conseguenze per il ridicolo con cui riusciamo spesso a coprirci a livello internazionale, dagli sputi di Totti, agli scandali finanziari, alle esternazioni di qualche Presidente del Consiglio, tanto per fare qualche esempio in ordine rigorosamente casuale.
Giorgio Cantù ha un difetto, forse due: è juventino (ma essendo torinese, in fondo ha qualche attenuante) e ha sempre avuto quel pallino per i fumetti. Anche adesso, per vivere, disegna (anche bene, dicono), e quindi a Stoccolma lavora in uno studio di illustrazioni e animazioni prevalentemente pubblicitarie, ma quel pallino per i fumetti non gli è mai passato.
Ha pubblicato qualcosa con “Alta Fedeltà”e poi, siccome dicono che con i fumetti non se la cava mica male, l’hanno contattato per vedere se riusciva a disegnare una storia di Rat-man: lui ha detto si, ci ha provato e ci è riuscito anche, e così su “Rat-Man” #48 ci sarà anche una storia disegnata da lui, che è convinto di farla franca perché, dice “tanto non mi conosce nessuno”.

mdb: Allora, Giorgio, come è successo? Come sei arrivato in contatto con Panini?

Giorgio Cantù: Andrea Plazzi, che conosco per caso già da un po’ di anni, mi ha mandato una e-mail a fine luglio chiedendomi un recapito telefonico perché "mi doveva parlare".
Dopo i "ciao come stai" è passato subito al sodo con un secco "Hai voglia di provare a fare Rat-Man? Leo ha visto le cose che hai fatto per la pubblicità e dice che sei un kirbyano".
mdb: Facciamo un passo indietro. Sei un appassionato di fumetti: come hai iniziato? Come sei entrato nel tunnel?

Giorgio Cantù: Leggere fumetti? Da sempre. Compravo “Topolino” e “Il Corriere dei Piccoli” (la versione bella anni ‘70 con le pagine frastagliate ai lati)

mdb: Quello con i disegni di Miguel Paiva, Capitan Arcobaleno (si chiamava così?), la Pimpa di Altan. la Nidasio…

Giorgio Cantù: Si, poi sono passato a “Il Giornalino”: mia mamma mi proibiva di comprare “Topolino” perché era per metà fatto di redazionali da cerebrolesi, finte interviste a sportivi o cantanti dell'epoca e pubblicità di giocattoli Mattel, mentre “Il Corriere dei Piccoli” aveva cambiato formato e pubblicava solo più fumetti ricavati dai fotogrammi sgranati dei cartoni animati giapponesi e pubblicità, pubblicità e solo pubblicità.
Poi passai ad “Asterix”, “Tin Tin” e da, me lo ricordo ancora, marzo 1990 ai fumetti USA e giapponesi. I primi tre albi che comprai furono “X-Marvel” numero 1, “Iron Man” e “Wolverine” di John Buscema.
Poi comprai “Justice League” numero 1 della Play Press e mi "innamorai" di John Byrne.

mdb: Che tipo di formazione professionale/artistica hai?

Giorgio Cantù: Io ho la maturità scientifica. Mi sono fatto 5 anni belli secchi a studiare latino, filosofia e chimica.
Mi è servito veramente, veramente tanto. Ho anche studiato molto bene l'inglese. Facevamo letteratura inglese.
Poi sono passato a studiare Pittura all'Accademia di Belle Arti di Torino. Sono uscito con 110 e Lode nel 2000 portando una Tesi su “Norman Rockwell e gli illustratori americani”.

mdb: ’Azz… Quali autori hanno pesato di più sulla tua formazione?

Giorgio Cantù: Parli di autori di fumetti?
Beh ... mmmm... vediamo: Kirby, Byrne, Madureira, Arthur Adams per quanto riguarda i supereroistici.
Mi piaceva un sacco Barry Windsor-Smith ma quando ho poi scoperto che letteralmente tracopia i Preraffaelliti, mi e' scaduto un po’. Resta comunque tecnicamente bravo ma un po’... fine a se stesso, ecco.
Hanna & Barbera hanno avuto un’influenza importantissima. Hanno inventato l'animazione parziale, hanno un gusto nel designi (sfondi e personaggi) che è insuperata.
Altri non so... Chuck Jones senza dubbio. E poi tutto il gruppo Warner: da Bruce Timm per finire a Tartakovsky, quello delle “Powerpuff Girls>” (le Superchicche qui da noi, ndr) e “Samurai Jack”.
Dal punto di vista arty- furty invece ... Norman Rockwell, NC Wyeth, Earl Oliver Hurst, Vermeer e Zorn.
Ah?! E Jordi Labanda.

mdb: E a livello professionale, che esperienze hai? Anche in campo extra-fumettistico, intendo…

Giorgio Cantù: Azz’...ti devo dire tutti i lavori che ho fatto? Ma pure quelli che non c’entrano nulla con arte/fumetti/pubblicità?

mdb: Bè, solo se ti va, anche a livello superficiale, quelli che ritieni i più importanti… magari sorvoliamo su quel periodo come cubista nei locali notturni di Stoccolma…
Giorgio Cantù: Non so di cosa tu stia parlando. Ah... già, sei milanista. Voi milanisti cercate tutti di fare come il vostro patron: mentire. :)

mdb: Ah! Ah! Questo è un colpo basso… Paragonarmi al patron, intendo…

Giorgio Cantù: Vediamo...
A livello extra fumettistico... Bé è 95% del mio lavoro. Ho lavorato 5 anni fa per Lanterna Magica/Medusa Film al cartone animato “Aida degli alberi”.
Se non l'hai visto ti capisco perché è orrendo. Io mi salvo perché ho lavorato agli sfondi...!
Nel 2002 mi sono trasferito a Stoccolma dove sono stato per 3 mesi nella redazione di un giornale svedese femminile, dopo di che sono passato a rithuset, dove lavoro tuttora.
Ho fatto di tutto: da illustrazioni per riviste e giornali a storyboards a campagne pubblicitarie internazionali.
Tra le ultime cose di cui vado fiero c'è un cartone animato per il lancio di Snakes 3D per i cellulari Nokia e poi ho contribuito al design di un nuovo paio di scarpe Adidas che usciranno credo nella primavera 2005.

mdb: Vuoi dire qualcosa sulle tue esperienze editoriali italiane?

Giorgio Cantù: Certo, tanto ci metto due secondi :)
Ho fatto nel 2000 un’illustrazione per “PSM”versione Play Press. Dopo di che la licenza per pubblicare la rivista è passata alla Future Media Italy di Milano. Un loro editor mi contattò e incominciai una collaborazione stabile con la rivista come illustratore per le copertine.
Ho illustrato, dopo una lunga gestazione di 2 anni (gestazione di tutto il progetto, intendo), il numero 3 della miniserie “Arcana Mater”scritta e ideata da Manfredi Toraldo per Lo Scarabeo di Torino. Devo dire che il risultato non è perfetto, ma come esordio non è affatto male: a distanza di 3 anni sono ancora abbastanza soddisfatto quando lo sfoglio.
Tramite Scarabeo ho poi conosciuto Marco Schiavone che in quell'anno stava aprendo l'etichetta insieme all'editore di tarocchi torinese (sempre Lo Scarabeo, ndr). Da allora abbiamo inaugurato un sodalizio creativo che per ora ha partorito soltanto, di cose ufficiali ovviamente, “Still Life Preview”uscito su “AF Volume 1”.
Per l'etichetta Alta Fedeltà, che nel mentre e' passata alla BD, ho collaborato come suggeritore/ grafico/ cover artist/ spacca palle e... non so... ma c'è ancora qualcos'altro che non ricordo.

mdb: Per le cover, ho presente soprattutto quella (bella!) di “Milano Criminale”, scritto da Cajelli… Programmi futuri, sempre in ambito fumettistico?

Giorgio Cantù: Adesso Marco ha aperto un service per case editrici che si chiama ... Alta Fedelta' srl. Con loro, proprio in questi giorni, sto lavorando ad un sacco di progetti importanti per "grossi editori ad alte tirature" (questa definizione l'ho letta su internet nel profilo di qualche autore e mi fa troppo ridere).

mdb: Ah! Ah! Ah! Progetti di cui ovviamente, nella migliore tradizione di riservatezza, non puoi anticipare niente, suppongo; come sempre, quando ci sono di mezzo di “grossi editori ad alte tirature”…

Giorgio Cantù: Più che altro i "grossi editori ad alte tirature" tirano di tutto se parli. E se non sono loro a farlo, ci pensa Marco (che per di più , essendo interista, ha un 16 anni di frustrazione da liberare).

mdb: Ah! Ah! Ah! Quindi dici che per il momento è meglio non approfondire? Magari faremo quattro chiacchiere anche con Marco, a tempo debito, sperando che l’Inter nel frattempo vinca qualcosa, almeno qualche partita, diciamo… Torniamo a noi: adesso è arrivato questo progetto speciale di Rat-man. So che sembrerà una domanda stupida, ma conoscevi già il personaggio?
Giorgio Cantù: Si certo. Lo leggevo da amici, anche se essendo da 3 anni in Svezia sono uscito un po’ dal giro dei fumetti nostrani.

mdb: Che tipo di approccio hai avuto con il “personaggio Rat-man”?

Giorgio Cantù: E' difficile lavorare su un personaggio che è nato ed è stato disegnato, scritto e perfino pastrocchiato sempre e solo dallo stesso autore.
Se si parla di "omaggio" o "interpretazione personale" la cosa viene più facile. Ma quando ti chiedono "cerca di fare un tuo Rat-man ma che mantenga le caratteristiche originali, le espressioni che lo caratterizzano senza però scimmiottare o tracopiare lo stile di Leo"…. Bè, devo dire che non è stato facile. Spero che Leo non si incazzi.

mdb: Ah! Ah! Bè, Plazzi ha detto che comunque Leo non vuole sapere niente, vuole avere per una volta la soddisfazione di comprarsi un numero di “Rat-man” in edicola senza sapere già come va a finire, quindi hai un po’ di tempo ancora… e poi sei a distanza di sicurezza, credo. Passiamo alla storia che ti hanno affidato: di chi è? C’è qualcosa che ci puoi dire?

Giorgio Cantù: La storia e' scritta da Marcello Cavalli, che e' già noto ai rattofili.
Sul contenuto che posso dirvi... e' come se mia nonna incontrasse Galactus al mercato.

mdb: Conoscevi già Cavalli?

Giorgio Cantù: No. E Lui non conosceva me. quindi è un pareggio.

mdb: Come è stato lavorare con lui?

Giorgio Cantù: E' troppo buono e non si incazza MAI per i miei perenni ritardi. Quando ci siamo incontrati ai primi di gennaio a Milano (mentre ero in Italia per le Feste) gli ho detto di essere più bastardo. Ci sta provando ....

mdb: Ti sei attenuto scrupolosamente al testo originario, o hai contribuito/sono intervenute “variazioni in corso d’opera”? Insomma, vista la tua esperienza come “suggeritore/ grafico/ cover artist/ spacca palle”…

Giorgio Cantù: Un paio di cose forse, ma diciamo che al 99% mi sono attenuto all'idea e alla sceneggiatura di Marcello. E' anche una mia tecnica di scarica barile... No scherzo dai...!

mdb: Spassionatamente, e sapendo di essere di parte: come ti sembra il risultato finale?

Giorgio Cantù: Non è malaccio, devo dire. Spero con tutto il cuore che Leo non si incazzi o si penta di avermi messo dentro. Per i fans di Rat-man imbestialiti non mi preoccupo perchè sono abbastanza fuori mano. Poi, come fumettista non mi conosce quasi nessuno quindi....;)
mdb