domenica 21 giugno 2009

Freedom Force - dicembre 2005


Videogiochi e fumetti: Freedom Force

Freedom Force – 2002; Piattaforma: Pc
Freedom Force Versus the Third Reich – 2005; Piattaforma: Pc e MAC)

Credits: Irrational Games – Team di Sviluppo; EA Games – Distributore

“Vendiamo pochi fumetti perché i giovani sono più interessati alla Playstation ed ad internet”.
Quante volte abbiamo letto queste parole nelle interviste all’editor di turno? Davvero troppe: i videogiochi, infatti, sono diventati il capro espiatorio per spiegare la crisi di vendite dei fumetti, una scusa per mascherare quelle che sono incapacità spesso oggettive nel sapere attirare del nuovo pubblico. Ma, cosa ancora peggiore, dalla sinergia tra il mondo dei fumetti e quello dei videogiochi ha da guadagnarci soprattutto il primo: la possibilità di poter fare interpretare direttamente al lettore il proprio eroe preferito, se usato nel modo giusto, è davvero uno strumento eccezionale per creare affezione. In più le nuove tecnologie possono permettere di narrare storie in modi fino a questo momento inimmaginabili, creando potenzialità davvero infinite, che però non sono quasi mai state sfruttate appieno. Salvo rari casi, infatti, i videogiochi basati sui personaggi dei fumetti non sono riusciti a fornire un’esperienza che davvero aggiungesse qualcosa alla lettura e che coinvolgesse pienamente il lettore/giocatore.
Stupisce quindi che sia stato un videogioco non direttamente ispirato ad alcun fumetto a sfruttare al meglio le potenzialità della sinergia fumetto/videogioco, ovvero l’ottimo Freedom Force. Non entrerò nei dettagli tecnici, che lascio a gente sicuramente più competente del sottoscritto, ma il gioco creato dagli Irrational Games Studios si è rivelato un’esperienza fenomenale, coinvolgente come poche altre cose. Il merito è del team creativo, che ha voluto realizzare, prima di tutto, un enorme omaggio alla Silver Age ed in particolare un tributo al genio di Jack “The King” Kirby ed alle invenzioni di Stan “The Man” Lee. Il character design, i costumi, i poteri, le origini: tutto è fatto seguendo lo stile dei due grandi autori. Ogni singolo personaggio nasconde riferimenti, neanche troppo velati, alle controparti della DC e della Marvel, tali da instaurare immediatamente una sorta di divertita complicità col lettore di fumetti.
Ma non si tratta solo di un tributo formale, nella cura con cui è stata realizzata la storia di base, le caratterizzazioni ed i colpi di scena si nota un amore infinito verso i fumetti e verso un periodo incredibile come la Silver Age, il tutto con un’atmosfera divertita e goliardica, ma rispettosa. Tanto per capire fino a che punto arriva questo amore, le animazioni tra un quadro e l’altro sono realizzate esattamente come i vecchi cartoni animati della Marvel, con le vignette statiche e con quelle voci assurde, ma al tempo stesso irresistibili.
Freedom Force, ancora più che con il gioco stesso, (ben realizzato, anche se con qualche difettuccio di troppo nel gameplay) riesce a conquistare il giocatore grazie alla sua storia coinvolgente ed ai continui ed espliciti inside jokes pensati appunto per il lettore di fumetti più scafato. Si instaura immediatamente così un meccanismo quasi assurdo che porta a finire al più presto i vari quadri pur di poter vedere le animazioni e scoprire come si evolverà la storia e quali omaggi e quali personaggi (ognuno con la sua origine segreta) arriveranno. Si crea un vero e proprio senso di attesa, come se si aspettasse davanti all’edicola il nuovo numero del proprio fumetto preferito. Chiedetevi con quanti fumetti vi capita un’attesa simile adesso e capirete quanto sia stato grande il risultato raggiunto dagli Irrational Games Studios.
Come se non bastasse, il gioco regala la possibilità di creare i propri supereroi, di poter modificare i costumi e di poter creare veri e propri quadri personalizzati, che ha fatto nascere immediatamente delle comunità che hanno realizzato dei veri e propri Unofficial Pack con i più famosi supereroi. Oltre a tutto questo gli Irrational Games Studios hanno annunciato la volontà di produrre dei veri e propri fumetti per narrare nuove storie sui personaggi: se saranno realizzate con la cura, l’amore e la passione del videogioco, saranno davvero imperdibili.
Insomma, Freedom Force è un’esperienza unica ed imperdibile per chiunque ami i fumetti della Silver Age e, nonostante sconvolgimenti e cattive gestioni, ha ancora nel cuore quei fantasiosi personaggi e rimpiange ogni giorno la mancanza del genio assoluto di Jack Kirby.
A ben pensarci è molto più probabile che sia stato un videogioco come questo ad attirare nuovi lettori al fumetto piuttosto che uno dei tanti strombazzati e sconvolgenti “eventi” che periodicamente infestano il mercato americano.
Com’era quella storia dei giovani che non leggono i fumetti per colpa dei videogiochi?
Albyrinth