giovedì 11 giugno 2009

"F" come "FORUM"


Dizionario “sentimentale”, si diceva. E i sentimenti non sempre sono positivi o negativi; anzi, sovente sono un miscuglio agrodolce di sensazioni. Ed è proprio questo miscuglio che provo se penso ai forum fumettistici, o perlomeno alla mia esperienza in essi.
Ma andiamo con ordine. Doveva essere la fine degli anni ’90, o forse l’inizio del 2000. La diffusione di internet non era paragonabile a quella odierna, e ancor meno diffuse erano le connessioni veloci: si navigava a 56 K, quando andava bene. Io avevo da poco riscoperto la passione per i fumetti, a quel tempo indirizzandomi pressochè esclusivamente sul mio vecchio amore, i Comics Marvel. Conseguentemente il primo forum a cui mi iscrissi fu quello della Marvel Italia (all’epoca non ancora Panini Comics).
Fu davvero una bella esperienza. Per certi versi, se non temessi di scadere nel retorico o nell’iperbolico, direi che fu “una rivelazione”. Per molti, se non per tutti, si trattava del primo luogo dove ci si poteva confrontare con altre persone superando distanze geografiche, parlando NON SOLO delle novità editoriali, ma pure di fumetti letti tanti anni prima, sui quali magari non si era mai riusciti a scambiare opinioni, se non nella propria ristretta cerchia di amici.
Erano anche gli anni in cui andavano consolidandosi la presenza dei supereroi Marvel in edicola e (senza per questo stabilire nessi causali fra le due cose) la realtà delle fumetterie.
Limitatamente al discorso sui comics Marvel, dopo il limbo seguito al crollo dell’Editoriale Corno e dopo la parentesi del ritorno frazionato fra varie case editrici, la prospettiva di avere di nuovo l’universo creato da Stan Lee riunito sotto un’unica etichetta accendeva speranze. Non so quante di quelle speranze siano state realizzate e quante disattese. NON è mia intenzione parlare di cosa è stato fatto, di eventuali omissioni, di scelte editoriali sbagliate, inadeguate o intempestive: qui parlo solo delle mie sensazioni, cercando di recuperare quelle risalenti ad ormai 6/7 anni fa, con gli ovvi limiti della memoria e di quella involontaria “disonestà intellettuale” che spinge a definire gli anni passati “bei tempi” IN QUANTO “tempi passati”…
Le discussioni sul forum spaziavano: chi sperava nella ristampa dei classici, chi nel recupero di anni di storie saltate, chi chiedeva una riflessione sui cicli immortali degli anni ‘60/’70, chi voleva confrontare la propria con le altrui opinioni su Born Again… Vecchi lettori dispensavano consigli a giovani lettori che conoscevano come “classico” il ciclo dei Fantastici Quattro di John Byrne, ed avrebbero voluto sapere cosa aveva di magico il ciclo di Stan Lee e Jack Kirby.
Nascevano i primi tormentoni, le prime “cordate” di utenti: anche questo un modo di fare comunità, di sentirsi parte di qualcosa che andava oltre la dimensione virtuale. Si affacciavano timidamente argomenti extrafumettistici (politica, società, affetti, sesso) e così pure i fumetti non Marvel o comunque non legati al mondo dei supereroi. Con le prime polemiche, nasceva la necessità di una moderazione super partes.
Nei messaggi non si potevano inserire le “faccine”, oggi ormai consuete anche nel forum più sgangherato: le si costruiva con i segni della punteggiatura, cercando di ammorbidire o di sottolineare il tono dei propri interventi. Gli utenti dotati delle prime connessioni rapide cominciavano a inserire le immagini. Lo facevano in buona fede, ma attirandosi l’ira di chi vedeva la pagina stentare a caricarsi e poi impiantarsi…
Era un paradiso, dunque? No. C’erano i “disturbatori”, chi non tollerava idee diverse dalle proprie, chi si esprimeva con eccessiva irruenza (magari semplicemente non conoscendo o dimenticando limiti e peculiarità della “parola scritta”, a volte più lacerante di quella pronunciata, che s’accompagna a tono e mimica facciale). C’era chi sembrava intento a costruirsi un personaggio, chi magari non t’avrebbe mai detto certe cose in faccia, ma superava le inibizioni grazie al filtro di un monitor e di una tastiera.
No, non era un paradiso in terra, ma io non ne ho mai trovati, né mi sono mai sbattuto troppo per cercarli; e, per dirla tutta, neppure credo ne possano esistere: era una comunità di uomini e donne. Esseri umani imperfetti, ingenui e cinici, sinceri e bugiardi, timidi e spacconi. Comunque appassionati.
Ricordo che l’aumento del numero di utenti, unito all’esplosione su internet di altre comunità virtuali (analoghe, ma dotate di software gestionali più efficaci ed accattivanti graficamente) portò ad un’interruzione tecnica di alcune settimane nel forum Marvel Italia (forse all’epoca già diventato Panini Comics, ora non ricordo). Gli utenti però non restarono in astinenza da forum: ComicUs li ospitò per quelle settimane, e anche lì si ricostituì una bella comunità.
Nel frattempo le potenzialità del mezzo diventavano sempre più evidenti a tutti. Fiorivano i siti di critica fumettistica, amatoriali ma non per questo contraddistinti da scarsa competenza, anzi…
Gli addetti ai lavori si mescolavano agli utenti normali, dimostrandosi un valore aggiunto di quelle comunità, ma pure una sorta di pericolo vagante e incombente.
Il mio non vuole essere un giudizio, positivo o negativo lo si voglia intendere: gli addetti ai lavori portavano competenza, professionalità, conoscenze di aspetti tecnici e di retroscena che spesso potevano sfuggire anche al più competente degli appassionati. E, nella maggior parte dei casi, a questo bagaglio di conoscenze univano una passione analoga a quella degli altri utenti. Certo è che anche loro si scontravano coi limiti del mezzo espressivo. A volte consciamente, a volte inconsapevolmente le polemiche fioccavano; tra gli stessi professionisti del settore e fra questi e gli altri utenti.
Oggi guardo ancora con affetto al forum della Panini Comics, ma non vi partecipo più. Seguo con più passione quello di Comicus (è forse quello più completo se si vuole essere informati sulle novità in uscita) e, ovviamente, il forum dell'Elite, ma questo non vuole essere un giudizio di merito, ma solo una valutazione legata alla mia esperienza personale.
In generale, quali sono gli scogli da superare per chiunque, su un forum fumettistico? Più o meno gli stessi della vita reale. Una parola detta di troppo o una taciuta quando la si poteva scrivere; le incomprensioni; le cose “scappate dalla tastiera” (per rabbia, superficialità, momentanea dimenticanza delle diverse sensibilità altrui).
Anche con i migliori propositi credo che tutti si scontreranno prima o poi con qualche problema di questo tipo.
Ciò non toglie che, attualmente, per un appassionato di fumetti la “via del forum” possa essere un modo per tenere vivo e alimentare il proprio interesse. Sicuramente un’esperienza che non lascia indifferenti e in cui i lati positivi sono superiori a quelli negativi.
Francesco "Baro" Barilli