mercoledì 10 giugno 2009

Diego Cajelli - Roberto Recchioni: faccia@faccia n. 2 - 2004

Intraprendenti, dotati, brillanti, versatili: quattro ottimi modi per definire, in sintesi, Diego Cajelli e Roberto Recchioni.
Enfant prodige o (ex-)giovani rampanti, indipendentemente da come si voglia considerarli, hanno cominciato decisamente presto, sono passati attraverso molteplici esperienze, anche coraggiose, come la Factory (piccola etichetta indipendente da loro fondata insieme - tra gli altri - a Luca Bertelè, Stefano Piccoli, Walter Venturi, e successivamente Maurizio Rosenzweig) e si sono ritagliati uno spazio di tutto rispetto nel panorama fumettistico nazionale, di cui risultano oggi esponenti di spicco.

Roberto Recchioni, classe 1974, rockstar in incognito, talvolta bizzoso e capriccioso come ogni rockstar che si rispetti, in attesa di svelare al mondo i suoi talenti musicali “si accontenta” di scrivere e disegnare.
Dal 1993 ad oggi ha pubblicato e collaborato con BDPress, StarShop, Comic Art, Rizzoli, Magic Press e ha pubblicato un paio di storielle sull'edizione americana di “Heavy Metal”; è stato redattore delle riviste “X-Files”, “CineAttack!”, “Fiction” e “Pc Zeta”; ha curato le riviste “Resident Evil Magazine”, “Cliffhanger” e “Wildstorm”; ha collaborato ad un saggio sulle arti marziali edito dalla ADN Kronos, e ha lavorato nell'ambito di riviste dedicate a i videogiochi, al cinema e alla musica.
Approdato all’Eura Editoriale ha creato e realizzato, da solo o in coppia con Lorenzo Bartoli, svariati racconti e serie per “Skorpio” e “Lanciostory”, tra cui “Napoli Ground Zero” e “Logan”, oltre a "John Doe”, che da un annetto e mezzo vive vita propria (con grande sconforto di Morte) in tutte le edicole italiane.

Per non essere da meno, Diego Cajelli ha deciso di nascere prima ed è stato allievo e poi docente di sceneggiatura alla Scuola del Fumetto di Milano, cabarettista allo Zelig, conduttore radiofonico per Radiopopolare (“Strane storie”), dove ha contribuito ad importare clandestinamente il cabaret con l’esperienza del “Gruppo Scaldasole”, nonché eterna promessa del porno nostrano.
Tutto questo senza ovviamente tralasciare il fumetto, campo in cui ha esordito poco più che ventenne con “Virtual Heroes” e “Demon Hunter”, prima di uscire con “Pulp Stories” (per la sua Troglocomics).
Ha pubblicato o collaborato con “Selen”, "Touring Junior”, “Il Sole 24 ore”, Puntozero (il saggio “Scrivere fumetti”), Magic Press e altri ancora.
La consacrazione a “noto scrittore di fumetti” è arrivata con la chiamata di Sergio Bonelli Editore (per bocca di Carlo Ambrosini) che l’ha voluto ai testi di “Napoleone”; da lì in poi è storia recente, con “Legs”, “Dampyr” e “Zagor”, senza perdere di vista le piccole realtà indipendenti come l’Alta Fedeltà per cui torna alle origini con alcuni racconti e “Milano criminale”.

Entrambi restano fondamentalmente dei simpatici cazzoni, e sono qui per ribadirlo:

Come ti chiami?
Diè: Diego Cajelli
Rrobe: Roberto Recchioni

Quando e dove sei nato?
Diè: Sono nato a Milano, il 31 Luglio 1971.
Rrobe: Il 13 gennaio del 1974, a Roma.

Dove vivi?
Diè: Vivo a Milano, in zona Navigli, con l’unica donna al mondo che mi sopporta.
Rrobe: A Roma in un appartamento al sesto piano, senza ascensore.

Dove vorresti vivere?
Diè: Mi piacerebbe vivere dove vivo adesso, però in una casa più grande e non in affitto!
Rrobe: A Roma, in un appartamento al sesto piano, con l'ascensore... Oppure nel paesino dei miei zii, in Lucania.

I FUMETTI:

A che età e con chi la prima volta (che hai letto un fumetto, ovviamente)?
Diè: A cinque anni, con mia zia; il fumetto era “L’Uomo Ragno”.
Rrobe: Tre anni e con mia mamma. Lei leggeva io sbavavo. Era un “Topolino”, credo.
Il primo fumetto che però presi di mia spontanea volontà era l’“Uomo Ragno Gigante” numero 28... C'era il ritorno di Goblin e non ci capii nulla (nemmeno mia madre se è per questo).
Però ne rimasi affascinato.

l tuo "muso ispiratore"?
Diè: Troppi, di musi ispiratori ne ho uno stadio pieno…
Rrobe: Se parliamo di fumetti e basta, direi Frank Miller e Go Nagai.

Il fumetto che più ti è piaciuto, o un fumetto che vorresti aver realizzato tu?
Diè: Credo “Sin City” di Miller… Ma anche “Preacher”, o il numero uno di “Dylan Dog” …
Rrobe: “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” di Miller .

Un fumetto (o un autore) che non ti è mai piaciuto?
Diè: Tutti i manga tranne tre.
Rrobe: “Sandman” di Neil Gaiman.

L'ALTRO:

Che cosa pensi dell'altro?
Diè: A parte tutto il bene possibile, penso che se coltivasse di più il suo lato di disegnatore diventerebbe un ENORME autore completo.
Rrobe: Che è un figo. Lo conosco da quasi dieci anni e l'ho sempre pensato.
Se parliamo di lavoro... penso che Diego sia uno dei sceneggiatori più tecnicamente preparati che conosco, in special modo sulla struttura della storia. E penso pure che negli ultimi anni sia un poco ingabbiato in un meccanismo che non gli permette di mettere i luce le sue peculiarità.

L'ultimo fumetto dell’altro che hai letto?
Diè: Paradossalmente, l’altro ieri ho letto il numero uno e il numero due di “Dark Side”, mi mancavano e li ho trovati a Lucca!
Rrobe: Lo speciale di “Zagor”, ma aspetto che esca qualcosa di interamente suo e di recente.

L'ultimo fumetto dell’altro che ti è piaciuto?
Diè: In assoluto, il numero 6 di "John Doe”.
Recentemente, “Regine di Cuori” (JD#17, ndr), ha un montaggio favoloso.
Rrobe: Le storie brevi su “Alta Fedeltà” e “Milano Criminale”.
In assoluto comunque, ho una passione per il vecchio “Pulp Stories” (non vedo l'ora che lo ristampino) e per “Lele, Sabry e Tobia”.

La donna ideale di Recchioni, secondo te:
Diè: Quella che lo rende felice!
Rrobe: La mia ragazza ha finalmente scoperto il mondo di internet. Cosa vuoi che ti risponda? La mia ragazza, ovviamente. Se "la mia ragazza" non fosse una risposta valida... direi che la mia donna ideale è una donna paziente (e con un bel sedere).

La donna ideale di Cajelli, secondo te:
Diè: In questo momento è di là che dorme, si chiama Federica.
Rrobe: Federica, ovviamente! (anche la ragazza di Diego ha scoperto internet). Se Federica non fosse una risposta valida... io Cajelli me lo sono sempre immaginato come il fidanzato di
She-Hulk. Sarebbero una coppia perfetta.

Che cosa hai pensato, la prima volta che hai visto l’altro?
Diè: “Ma come cazzo cammina questo qui?!”
Rrobe: "Minchia come se la tira questo!" Era una fiera di Lucca, ormai tanti anni fa e Diego aveva appena presentato il primo numero di “Pulp Stories” mentre io ero appena uscito con “Battaglia” (quello dello Star Shop, non quello della Factory).

Che cosa hai pensato, l’ultima volta che hai visto l’altro?
Diè: “Troppe cose da dirsi e troppo poco tempo per farlo.”
Rrobe: "Cazzo, m'hai salvato la vita" Non scherzo: se non fosse stato per il Cajelli, ora avreste un Recchioni di meno sulla piazza.

Sei più bravo tu o è più bravo lui?
Diè: Secondo me finisce pari!
Rrobe: Dipende da quello che ci tocca scrivere. A parità di libertà creativa, è più bravo lui.
Fortunatamente (per me), per il momento il Dieguzzo è imbrigliato nelle pastoie di universi narrativi creati da altri mentre io posso fare, più o meno, quello che voglio.

DOMANDE A RAFFICA:

La parolaccia che dici più spesso?
Diè: Cazzo!
Rrobe: Cazzo... Ma ogni tanto mi scappa anche di dire Berlusconi.

Bianco/Nero o colore?
Diè: Bianco e Nero.
Rrobe: Bianco e Nero.

Cani o gatti?
Diè: Lupi.
Rrobe: Ho quattro gatti e una cane distribuiti su due case. Direi che i Gatti battono il Cane per 4 a 1. Del resto è con il cane che passo la maggior parte del tempo.

Panna o cioccolato?
Diè: Vaffanculo, sono intollerante al lattosio!
Rrobe: Cioccolato.

Dio, Patria o Famiglia?
Diè: Famigghia!
Rrobe: Famiglia. Che razza di domanda è?

Fede o Feltri?
Diè: Feltri, ho molto rispetto per i maligni.
Rrobe: Spararsi sui coglioni invece? Se proprio devo scegliere... Fede che almeno mi fa ridere ed è innocuo.

SALUTI:

Un saluto a chi ti vuol bene:
Diè: Baci a raffica!
Rrobe: Ciao mamma!

Un saluto a chi ti vuol male:
Diè: (ditomedio)
Rrobe: Nessuno mi vuole male. Al massimo un malcelato disprezzo.

mdb