venerdì 12 giugno 2009

Detective Dante n. 1 - giugno 2005


Detective Dante # 1: Paradise City - sogg.: Lorenzo Bartoli & Roberto Recchioni; scenegg.: Roberto Recchioni; disegni: Elisabetta Barletta; copertina: Leomacs - giugno '05, mensile, bross., b/n, 98 pag., 2,60 euro - Eura Editoriale

"...Piombo e cemento nella città del Paradiso. Angeli con la faccia sporca e diavoli tentatori, proiettili ad alzo zero e pezzi di vetro sui muri di cinta. Lasciate ogni speranza, o voi ch'entrate..."
Non credo, mi spiace ma non ci credo, alla perfetta buona fede di quelli che dicono: "Come puoi giudicare una serie dal primo numero! Aspetta di aver letto un po' di albi...".
Certo, le eccezioni ci sono sempre in qualsiasi campo del reale (e dell'irreale...), ma chissà perché mi vengono in mente dozzine di serie che mi hanno catturato subito, senza dover aspettare-per-giudicare; perché qui stiamo parlando di storie e le storie sono fatte per incantare, divertire, intrattenere, far riflettere, godere, spaventarsi, commuoversi e tanti altri "eccetera" (mettete voi l'ordine che preferite) e se una storia non parte col piede giusto c'è caso che - per me - non parta mai più.
Il tempo è poco e i soldi, per noi comuni mortali, sono ancor meno del tempo, quindi perché - mi si spieghi - dovrei dare altre possibilità a chi non è riuscito nel giro di 24 o 48 o 98 o 128 pagine a intrattenermi come si deve, a catturare la mia attenzione e a invogliarmi all'attesa del numero successivo?
Ci sono sempre i forum, i siti internet, gli amici e le poche riviste ancora di carta per informarmi su quando la storia comincerà a girare per il verso giusto, allora forse spenderò del denaro e magari, chissà, potrò anche cambiare idea.
...sapete cosa penso davvero di quelli che dicono che "non si può giudicare dal primo numero ecc. ecc."? Che sono troppo buoni, ecco cosa penso; eccesso di "democrazia verbale". Che sono affezionati all'autore o al team di autori e non possono credere di essere stati delusi. Se invece mi si dice "a me è piaciuto!" allora massimo rispetto, che diamine! De gustibus etc.
Ma voi continuate a guardarlo un film se dopo la prima mezzora non vi ha preso? Lo continuate a leggere un libro se dopo le prime 100 pagine non vi ha ancora comunicato nulla? Beh, fortuna vostra: avete un sacco di tempo (e di soldi) da perdere. Io no.
Ma basta parlare di Brad Barron :-)))
Non lo si fosse ancora capito, comprerò e leggerò molto volentieri il prossimo, secondo numero di Detective Dante, nuova serie del dinamico duo Bartoli & Recchioni, autori che col loro lavoro stanno conquistando sempre più fans. E mica per niente, dico: questi due sanno raccontarle le storie! In ogni loro creazione, grazie al cielo!, ci ficcano dentro a piene mani quello che amano, quello che piace loro della cultura (pop o meno che sia), e rimandi, citazioni, invenzioni, magia, pistole, pupe, bastardi & pallottole. E anche altro, certo. Mi piace quello che fanno e come lo fanno, quasi me li immagino, questi due, che (grazie al cielo # 2!) si divertono a creare i loro personaggi, le situazioni, le storie...
Seguendo un modello già dimostratosi vincente, cioè la serialità con un inizio e una fine - vedi John Doe - Detective Dante sarà una miniserie di 24 numeri, suddivisa in tre cicli narrativi di otto numeri ciascuno (Inferno, Purgatorio e Paradiso?...); cicli nei quali potremo leggere le avventure del detective Henry Dante in diverse epoche della sua vita.
Credo che la scelta della miniserie sia una strategia vincente, sia a livello di, come possiamo dire... test di mercato, sia perchè non c'è una legge che dice che un personaggio, una storia, un ciclo debbano essere lunghi come le ere geologiche.
Altrettanto credo che se un personaggio, una serie, cresce e fa breccia nel cuore degli appassionati, nulla vieta agli autori di riproporne altri cicli. Inoltre continua a frullarmi per la testa l'ingenua idea che in una miniserie che si rispetti, gli autori debbano necessariamente sforzarsi di più per proporre un buon prodotto, dare il meglio di se stessi. Sono cosciente dell'ingenuità di questa mia idea, ma mi piace pansarla così.
Torniamo all'albo. Henry Dante è un detective newyorchese... o meglio era, dato che sin dalle prime pagine assistiamo al suo trasferimento in un'altra metropoli americana dove fa subito la conoscenza di quella che spero sia la coprotagonista fissa della serie: Meridiana Cortez, adorabile signora dal nome improbabile, personaggio che ha immediatamente riscosso la mia simpatia!
Questo primo numero non ci dice ancora molto su Henry Dante, ma le sue strane visioni (sono davvero visioni?...), la tragedia che l'ha colpito in prima persona e il suo carattere apparentemente tutto-d'un-pezzo lo rendono un personaggio interessante e con ottime potenzialità e la storia in cui si getta a capofitto in questo primo numero - azione, azione e azione! - fa riporre buone speranze per gli sviluppi successivi, stimolando nel lettore abbondante curiosità.
Davvero una buona prima uscita!
I disegni di Elisabetta Barletta (già conosciuta e apprezzata per il suo lavoro su John Doe, premio Anafi come giovane emergente...), pur non essendo ancora esenti da imperfezioni, rendono bene sia le atmosfere che i personaggi e dimostrano una qualità generale buona, anche se devo confessare che l'ho apprezzata maggiormente su John Doe. Ho trovato davvero molto belle le prime tre pagine, pervase da un grigio opprimente, cupe e livide, la città immersa in una fredda pioggia battente... davvero belle tavole. Ho anche adorato i labbroni alla Vartàn di Meridiana Cortez e del "traditore" della gang, José (nostalgie di gioventù, lo so...). Insomma, brava la Barletta, ma spero ci prometta di metterci ancora più impegno nei suoi prossimi lavori su Detective Dante, specialmente per quanto riguarda gli ambienti interni.
La copertina di questo albo di Detective Dante è di Leomacs, pseudonimo di Leonardo Massimiliano (Napoli Ground Zero, Battaglia, collaborazioni con Bonelli per Magico Vento, Nick Raider...) ed ha un effetto molto pulp, sia nei colori che nelle pose dei personaggi, che ho davvero apprezzato. Così come mi son piaciuti moltissimo gli "strilli" in copertina, che mi hanno ricordato la Marvel o la DC dei vecchi tempi.
Io il secondo numero di Detective Dante lo prendo.
Orlando Furioso

Nessun commento: