sabato 13 giugno 2009

Dec. Dante n. 3 "Le Arpie" - agosto 2005


sogg: Lorenzo Bartoli - Roberto Recchioni; scenegg: Roberto Recchioni; disegni: Werther Dell'Edera; copertina: Leomacs - agosto '05, mensile, brossura, b/n - euro 2,60 - Eura Editoriale

"Fammi indovinare... Andiamo a mettere di nuovo il naso negli affari sporchi della città alta?" "Bingo." (Henry Dante e Meridiana Cortez - Detective Dante # 3)

Henry Dante, il detective newyorchese in trasferta nella CIttà degli Angeli, cresce, e cresce bene. Detective Dante è partito col botto in "Paradise City", cui è seguito un bel numero 2 - "Uomini di fango" - nel quale abbiamo cominciato ad approfondire la conoscenza di Dante e degli altri personaggi - la bellissima collega Meridiana Cortez in primis, poi l'ex giornalista, tossico Chuk Langella (che speriamo ardentemente di rivedere presto!), Jordan & Foster della Scientifica, la moglie di Henry (ma non era morta? Certo che è morta!)...
Ora Henry è alla sua terza avventura: A Los Angeles, più che altrove, coesistono realtà diversissime e inconciliabili, nemiche mortali: il mondo scintillante del potere e dello spettacolo da un lato, i ghetti suburbani dall'altro. In entrambi i mondi regnano criminalità, violenza, sopraffazione, squallore; solo che nella "città alta" tutto è verniciato con una patina di (apparente) rispettabilità.
Ed è proprio in questo privilegiato ambiente di ricchezza che si svolge questa storia, che comincia col ritrovamento di un cadavere. Un cadavere di lusso, torturato e ucciso brutalmente. Già, perché non solo la sovrabbondanza di denaro non è garanzia per una lunga e serena vita, ma anzi è spesso il miglior passaporto per una morte violenta, come ha appreso nella sua ultima lezione il nostro neo-cadavere...
Henry Dante e Meridiana Cortez cominciano le indagini e anche questa volta seguiranno metodi non proprio ortodossi per districare la sanguinosa matassa. Ed è proprio questo uno dei motivi principali per cui proviamo simpatia per i due sbirri: rischiano del loro, non si lasciano ostacolare da regole astratte create per proteggere chi è già ampiamente protetto dalla collusione col potere e dalla corruzione.
Le Arpie volano basse nei gironi infernali della Città degli Angeli, almeno fino a quando qualcuno non le abbatterà.
Questo terzo numero di Detective Dante della premiata ditta Bartoli & Recchioni si fa leggere d'un fiato, quasi con frenesia, perché la storia è intrigante assai, ottimamente congegnata, dinamica, molto divertente.
Nei due numeri precedenti - ottimi - c'erano, com'è ovvio e naturale, alcune cosette da limare come ad esempio certe forzature nei dialoghi che se nulla toglievano alla bellezza della storia, potevano però rendere un po' farraginosa la lettura di certi passaggi.
Bene: Le Arpie gode di una sceneggiatura davvero felice, scorrevolissima, credibile.
Se questi sono i risultati di una terza uscita c'è da ben sperare per il prosieguo della miniserie!
Altro piatto forte de Le Arpie sono i disegni di Werther Dell'Edera, intensi ed espressivi. Dell'Edera sfoggia un tratto che per certi versi mi ha ricordato la lezione di Munoz (Alack Sinner), per altri certe soluzioni underground che dànno al tratto un carattere "sporco" e piacevolissimo al tempo stesso. Il tutto mixato in un tratto personale e di grande effetto.
Henry Dante, Meridiana e gli altri personaggi sono sempre riconoscibili nonostante le diverse espressioni, prospettive, inquadrature. Non è da tutti questa abilità, anzi una delle critiche che vengono fatte più frequentemente a certi disegnatori è proprio quella di non essere in grado di mantenere gli stessi lineamenti dei characters, vignetta dopo vignetta. Beh: Dell'Edera non ha certo questo problema. La sua rappresentazione grafica di Henry Dante è a tutt'oggi la mia preferita e mi auguro di rivederlo spesso su Detective Dante.
Menzione anche per la copertina di Leomacs, copertinista ufficiale della miniserie, che rende perfettamente le atmosfere corrotte e violente che troveremo all'interno dell'albo. Personalmente poi adoro gli strilli di copertina!
Insomma, ho provato a cercare un difetto in questo terzo numero di Detective Dante, ma... niente da fare!
Orlando Furioso