venerdì 19 giugno 2009

DC: The New Frontier - novembre 2005


testi e disegni: Darwyn Cooke; colori: Dave Stewart - Vol. 1: 208pg. colori, Softcover $19.95 US - Vol. 2: 208pg. colori, Softcover $19.99 US - DC Comics - Pubblicato in Italia su tre TP da Play Press Publishing

Quasi per ogni genere, sia esso letterario o musicale o relativo a qualsiasi forma d’arte, esiste un periodo storico più creativo degli altri, che segna gli standard e pone dei punti fermi da cui raramente ci si discosterà da lì in poi.
Per i comics di supereroi, questo periodo storico è sicuramente la Silver Age, il ventennio che ha convenzionalmente inizio nel 1955, con la nascita del nuovo Flash sul numero 4 dell’antologico Showcase; un evento che dà il via al ritorno dei supereroi dopo un lungo periodo in cui, con le sole eccezioni di Superman, Batman e Wonder Woman, erano spariti dalle edicole americane. La Silver Age è da sempre un mito per i veri appassionati, perché ogni lettore dotato di senso critico non può non accorgersi di come ancora oggi il fumetto americano viva sulla base di quelle intuizioni, di quelle invenzioni e, soprattutto, di quei personaggi.
La miniserie DC: The New Frontier di Darwyn Cooke, straordinario autore completo proveniente dalla scuderia di Paul Dini e Bruce Timm (e quindi dai fantastici cartoni animati DC degli ultimi anni), è un omaggio a quegli anni favolosi che non ha paura di confrontarsi con tale glorioso passato, di tributargli il dovuto rispetto ma allo stesso tempo di guardare avanti, in un raro esempio di perfetta alchimia di classico e moderno.
DC: The New Frontier racconta, nei sei capitoli extra-long della sua mini, la storia della nascita della Silver Age della DC Comics collocando i suoi personaggi nel contesto storico in cui realmente videro la luce, ossia gli anni ’50. Dopo il prologo dedicato alle imprese belliche dei Perdenti, protagonisti di quei fumetti di guerra che prosperarono nel periodo di eclisse dei supereroi, Cooke ci presenta, uno per uno, i personaggi che nella Silver Age fecero la storia dei comics della DC, influenzando anche la nascita degli altri grandi eroi dei fumetti americani di quegli anni, quelli della Marvel. Martian Manhunter, Flash/Barry Allen, Green Lantern/Hal Jordan, Aquaman, i Challengers of the Unknown, nell'opera di Cooke c’è tutta la storia DC di quegli anni… E non solo: c’è anche una bella fetta di storia americana. Le vicende degli eroi si intrecciano infatti con gli eventi storici, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale alle violenze del Ku-Klux-Klan, passando per il Maccartismo e i pionieri dei voli nello spazio.
La storia si dipana quindi davanti agli occhi del lettore in una summa perfetta di quello che possono essere i comics: avventura, fantascienza, magia, eroismo, un pizzico di soap... Il tutto splendidamente illustrato dalle matite magiche di Cooke, il vero valore aggiunto di tutta la mini.
Darwyn Cooke è al momento uno dei migliori disegnatore sulla piazza (per me, personalmente, il migliore); il suo stile è una miscela esplosiva di Jack “The King” Kirby (la presenza dei Challengers non è di certo casuale!), Bruce Timm e Mike Allred, con quel tocco di personalità che è indispensabile per emergere davvero. Cooke ha un senso della costruzione della tavola, della spettacolarità delle inquadrature, della regia, di un livello veramente altissimo, che lo rende un vero e proprio mago del fumetto d’avventura, e ne fa probabilmente l’artista più vicino a potersi fregiare dell’ingombrante titolo di “erede del Re” senza esserne schiacciato.
E accanto a questi splendidi disegni Cooke piazza anche una storia interessante, con alcuni momenti davvero ricchi di emozione e pathos. L’ultima tavola (anche grazie al mondo in cui è stata fin lì preparata, ovviamente) non mancherà di toccare profondamente chiunque abbia un minimo di affetto nei confronti della Justice League della Silver Age, così come le prime pagine faranno la felicità degli appassionati dei fumetti di guerra “di una volta”. Il tutto, giova ribadirlo, accompagnato da uno stile narrativo che tanto appare retrò quanto è, invece, assolutamente moderno.
E’ difficile trovare le parole quando stai commentando quella che, per te, è una delle due cose più belle prodotte dalla scena americana da anni a questa parte… E forse ne ho usate già troppe per descrivere un fumetto che va soltanto letto. Letto e amato.
Grazie, Mr. Cooke, per averci dimostrato per l’ennesima volta che i sogni non muoiono mai.
Dario Beretta