domenica 7 giugno 2009

Cosplayer: dietro il costume - Intervista a Angel Hitomi - agosto 2005


Dietro il costume, piccolo viaggio nel mondo del Cosplay - Intervista esclusiva a ANGEL HITOMI

Ormai da qualche anno, una delle presenze fisse più caratteristiche e più vivaci alle manifestazioni legate al mondo dei fumetti è quella dei cosplayer . Il Cosplay (abbreviazione di Costume Play , cioè “Vestirsi per Gioco” ) nasce in Giappone, ma ben presto i cosplayers sono cominciati a spuntare un po’ in tutto il mondo. Ovviamente sono soprattutto gli appassionati della produzione della terra del Sol Levante ad aver introdotto questo nuovo modo di esprimersi qui in Italia, anche se ormai sempre più spesso fanno capolino personaggi legati anche al mondo del cinema e a quello delle produzioni americane ed italiane.
Per dare un’occhiata più da vicino a questo fenomeno, davanti ad un cocktail e ad un bicchiere di vino, ho intervistato per voi una delle cosplayer italiane più famose, nella foto lei è quella carina!
Il suo sito www.angelhitomi.com (la cui homepage è in inglese, a confermare l’internazionalità di questo fenomeno, ma ovviamente c’è anche la versione in italiano) è frequentatissimo da ragazzi e ragazze di ogni parte del mondo, signore e signori ecco a voi Angel Hitomi .

Denny Colt - Per prima cosa chi sei? Ci fai una breve presentazione?

Angel Hitomi: Ciao a tutti, mi chiamo Laura, ma nel mondo del cosplay sono conosciuta come Angel Hitomi. Ho 26 anni, studio Lingue e civiltà orientali con specializzazione in Giapponese all’università Ca’ Foscari di Venezia, nel frattempo lavoro part-time in un’azienda come contabile e do lezioni private di inglese.
Il mio hobby principale, come già sapete, è fare cosplay, ma non mi limito a questo, penso di essere una persona abbastanza eclettica e mi piace portare avanti più passioni possibili.
Amo la musica metal, prendo lezioni di canto (un giorno formerò un gruppo!), leggo libri, fumetti, mi piace disegnare (con ottimi risultati, come potete vedere! NdR), mi piacciono i videogiochi (survival horror, rhytm&games e rpg soprattutto), passo parecchio tempo al computer (cosa che mi ha aiutato molto al momento di creare il mio sito) e amo andare al cinema, soprattutto a vedere quei “bellissimi” horror trash che piacciono tanto anche al mio intervistatore, vero Stefano!?
Quello che sicuramente mi manca è la vena culinaria, in cucina sono negata. Fortunatamente a cucinare ci pensa il mio ragazzo!

Denny Colt - Hai appena infranto le speranze di molti lettori! Ma passiamo al tema portante di questa intervista, da quanto tempo sei una cosplayer?

Angel Hitomi: Faccio cosplay dal 1998, il mio primo costume è stato quello di Rei Ayanami tratto da Neon Genesis Evangelion.

Denny Colt - Chi te lo fa fare? Ovvero qual è la molla che ti spinge? E com’è nata questa passione?

Angel Hitomi: Fin da ragazzina ho sempre avuto una grande passione per i fumetti, i cartoni animati ed i videogiochi.
Il primo tentativo che ho fatto di concretizzare questa passione è stato il murale che ho dipinto sulla parete della mia camera quando avevo 17 anni.
In seguito, quando sono stata per la prima volta ad una fiera ed ho visto alcuni ragazzi vestiti come i loro personaggi preferiti, ho deciso di provare anch’io.
Ora posso dire che poter interpretare i personaggi che preferisco mi da veramente una grande soddisfazione.

Denny Colt - È solo esibizionismo, o c'è altro sotto a questo crescente "costume"?

Angel Hitomi: No, non si tratta solo di questo. Prima viene la voglia impersonare i propri idoli, di mettersi alla prova realizzando gli abiti e gli accessori, che spesso sono totalmente eccentrici ed improbabili, cercando di imitare al massimo il personaggio che si è scelto.
Poi però ci vuole il coraggio per mostrarsi in pubblico e per fare questo un po’ di esibizionismo non guasta mai.

Denny Colt - Alle mostre di fumetti siete sempre più numerosi, e fioriscono siti internet dedicati e/o individuali: hai delle stime su quanti siano i cosplayers "abituali"?

Angel Hitomi: Basandomi sulle iscrizioni della mostra che raduna il maggior numero di cosplayers italiani, Lucca Comics & Games, penso chi in Italia ci siano almeno 400 cosplayers . Poi sicuramente ce ne sono molti altri che frequentano altre mostre a cui io non vado per motivi di tempo.

Denny Colt - Siete in qualche modo organizzati (per evitare doppioni, coordinarsi, etc.)?

Angel Hitomi: No, ognuno è libero di proporre il personaggio che vuole e che si sente di interpretare. È vero che in questo modo ad una fiera è possibile trovare parecchi ragazzi che impersonano i protagonisti del fumetto o del cartone animato che in quel momento va per la maggiore, ma fa parte del gioco, è anche interessante confrontare le varie soluzioni scelte da ognuno per realizzare il costume dello stesso personaggio.

Denny Colt - C’è molta rivalità?

Angel Hitomi: Dal mio punto di vista no. Porto avanti il mio hobby con i miei tempi e le mie possibilità, conosco la maggior parte dei cosplayers italiani e con loro ho buoni rapporti. Certo possono nascere delle rivalità, ma fa parte del cosiddetto “sano agonismo” che anima ogni competizione, dove non è così?

Denny Colt - Quante delle tue amicizie sono legate a questo mondo?

Angel Hitomi: Grazie al cosplay e al mio sito ho conosciuto molti ragazzi e ragazze che condividono la mia passione. Con alcuni di loro ho stretto legami che vanno al di là della semplice conoscenza, tanto che ci frequentiamo quando è possibile.
Forse chi non lo conosce non sa che quest’hobby accomuna persone in tutto il mondo, ad esempio conosco ragazze francesi, giapponesi, messicane, americane, tedesche ecc. e a parte qualche caso particolare in cui ci siamo incontrate durante le fiere, è naturale che i contatti avvengano soprattutto grazie alla rete.

Denny Colt - Che "aspettative" ha un cosplayer? Insomma, spera che questa passione lo/la porti da qualche parte? Intendo per te individualmente e per quello che percepisci dai tuoi "colleghi"?

Angel Hitomi: Quando ho iniziato a fare cosplay, non avevo aspettative al di fuori dell’andare in costume ad una fiera a cercare di divertirmi il più possibile. Noi cosplayers partecipiamo a delle gare, anche perché la maggior parte degli eventi è strutturata così, ma per me la gara non è mai stata davvero importante, non è mai stata la molla che mi spingeva a preparare un costume.
Per molti indubbiamente invece è una bella attrattiva, i vari premi ma soprattutto il riconoscimento per il miglior costume fa da catalizzatore per molti.
È comunque vero che anche io ho ricevuto dei premi e riconoscimenti, tra i quali il più importante: un invito completamente spesato di una settimana, per il World Cosplay Summit 2004 di Nagoya organizzato dall’emittente giapponese Aichi Television (purtroppo il sito è in giapponese, fortunatamente per vedere le foto non c’è bisogno di conoscere la lingua, clikkando in giro si trovano facilmente NdR).

Denny Colt – In base a che criterio scegli i costumi da realizzare?

Angel Hitomi: Scelgo i miei costumi in base a tre criteri: il primo è il feeling col personaggio, e quindi con l’opera da cui è tratto, il personaggio deve piacermi, sia che si tratti di un fumetto, cartone animato o videogioco; il secondo è il riuscire a vedermi nei panni del personaggio, deve calzarmi addosso il più possibile; infine il terzo è la effettiva possibilità di realizzazione dell’abito, spesso si trovano costumi difficili da realizzare, come le armature, o abiti le cui stoffe sono troppo costose ecc.

Denny Colt - Quanto tempo dedichi alla loro realizzazione?

Angel Hitomi: Per realizzare un abito di solito mi occorre un mese circa. Questo perché lavorando, studiando e portando avanti i miei altri impegni, il tempo che posso dedicare a lavorare agli abiti è limitato a qualche mattinata e al dopocena.

Denny Colt - Qual è la parte più divertente dell’essere un cosplayer?

Angel Hitomi: Sicuramente la realizzazione dei costumi, che comprende anche la scelta delle stoffe giuste, l’impegno per trovare i materiali adatti, ed il vedere gradualmente realizzarsi cose che normalmente non esistono se non su carta o su schermo. Molto del divertimento inoltre consiste nel ritrovarsi alle fiere assieme ai “colleghi” che spesso si ha la possibilità di incontrare solo una o due volte l’anno.

Denny Colt - Quanta parte della tua vita è dedicata a questa passione (tra preparazione, sfilate, sito ecc.)?

Angel Hitomi: Buona parte del mio tempo libero, soprattutto in prossimità delle fiere, mentre al sito ovviamente dedico un po’ di tempo quasi quotidianamente.

Denny Colt - Il tuo sito internet è molto visitato, che feedback ricevi dai tuoi visitatori e/o ammiratori? Quanti e che tipo di persone sono?

Angel Hitomi: Principalmente ricevo mail e messaggi di approvazione, difficilmente mi capita di leggere commenti negativi. Chi mi scrive sono sia ragazzi che ragazze.
I ragazzi di solito apprezzano i costumi, le foto e non posso negare i commenti sull’aspetto fisico.
Dalla parte delle ragazze è un po’ lo stesso, con l'aggiunta che spesso mi trovo a dare consigli sulla realizzazione degli abiti e la scelta dei tessuti.

Denny Colt - Come per tutti i fenomeni (specie per quelli nati in Giappone), pian piano anche il mondo del cosplay sta venendo alla ribalta, tant’è che anche i programmi televisivi cominciano a dedicargli qualche servizio. Inevitabilmente ci sono dei fraintendimenti, quali sono gli equivoci più comuni sul cosplay?

Angel Hitomi: Sì, i media si stanno interessando al fenomeno, anche se devo ammettere che il più delle volte il cosplay viene presentato come una specie di “carnevalata” senza considerare il background che c’è dietro.
Ogni cosplayer è di fondo un buon conoscitore della cultura giapponese, anche se a volte solo in modo parziale, e grande appassionato di manga, anime o altro. Molti di noi sono cresciuti a pane e cartoni animati e per noi è del tutto naturale esprimere la nostra passione anche in questo modo.

Denny Colt - Hai qualche aneddoto che vorresti raccontare?

Angel Hitomi: La cosa più curiosa e spiazzante mi è capitata un paio d’anni fa, in un centro commerciale di Prato.
Vidi un ragazzo che mi guardava in modo strano, continuai il mio giro tra gli scaffali degli accessori per il computer, facendo finta di niente, quando ad un tratto mi fermò chiedendomi un po’ timido: “Scusa ma tu per caso sei Angel Hitomi? ”
Era la prima persona che mi riconosceva fuori dall’ambito di una fiera!

Denny Colt - Raccontaci del tuo viaggio in Giappone...

Angel Hitomi: È stata un’esperienza straordinaria, ma per favore non parlatemi più di sushi! Scherzi a parte, è stato il coronamento di un sogno e potrei parlarne per ore ed ore, se volete saperne di più date un’occhiata al reportage sul mio sito.

Denny Colt – Un vero tour de force a quanto pare! Tu sei una delle cosplayers italiane più famose, sei stata in tv, sei stata intervistata più volte da vari media, che effetto fa? Ti senti in qualche modo un “personaggio”?

Angel Hitomi: Quando ero in Giappone sicuramente ci facevano sentire quasi delle piccole star, sempre con lo staff della tv dietro, interviste, foto, cene con gli sponsor, alberghi di lusso e tutti i confort possibili.
Quella però è stata solo una parentesi, anche se molto bella.
Sono abbastanza conosciuta nel mondo del cosplay, mi hanno fatto interviste ed articoli è vero, ma al di fuori di questo mondo non mi sento assolutamente di essere altro che una ragazza con un hobby un po’ particolare.

Denny Colt - Con questo è tutto, sei stata gentilissima, buona fortuna per i tuoi prossimi lavori.

Angel Hitomi: Grazie a te Stefano, ed un bacio a tutti i lettori di Fumetti di Carta! :*

Stefano "Denny Colt" Menchetti