giovedì 11 giugno 2009

THE COMPLETE PEANUTS 1950 - 1952


THE COMPLETE PEANUTS 1950 - 1952, volume rilegato con sovracoperta, 320 pag
Panini Comics, euro 25,00

Spinto dal mio amore per i Peanuts, questi fantastici bambini che con le loro gesta mi hanno accompagnato durante tutta la mia vita, ho speso 25 eurini ini ini ed ho acquistato The Complete Peanuts Vol. I, edito dalla Panini Comics, che raccoglie (ma che ve lo dico a fare) tutte le strisce, anche quelle domenicali, pubblicate dal 1950 al 1952.
Cosa posso dirvi di questo bel volumetto? Che è bello, bellino, ciccino, ciccinino visto le sue dimensioni 21 X 16 cm con 320 pagine con sovracopertina a colori.
La Panini ci ha iniziato a presentare con questo primo volume, la raccolta cronologica e completa originariamente prodotta negli Stati Uniti (ancora in corso di pubblicazione) dalla Fantagraphics; questo è un giusto tributo ed un’operazione di consacrazione (sempre se ce ne fosse bisogno) al papà dei Peantus: Charles M. Schultz. La grafica dell’edizione è curata dal fumettista canadese Seth….e pure qua che ve lo dico a fare chi è….se non lo sapete siete delle bestie, va bene vi vengo incontro: Seth è lo pseudonimo di Gregory Gallant, è uno degli esponenti di spicco della “New Wave canadese”, e della prestigiosa casa editrice Drawn & Quarterly, che lo pubblica regolarmente. In italia lo conosciamo principalemente per due sue opere: Il commesso viaggiatore Vol I. e La vita non è male, malgrado tutto edititi dalla Coconino Press. Le traduzioni delle strips sono ad opera di Andrea Toscani, già traduttore di Liberty Meadows pubblicato in italia dalla Saldapress mentre i redazionali e la lunga e bella intervista all’autore in coda al volume di Federica Sarti del gruppo Max Studios.
E’ tanto bello sto volumetto che profuma di buono (io i fumetti gli annuso, sarò un po’ feticista…misteri da nerd), appena acquistato il volume mi son fiondato subito a leggere le strips scoprendo che i personaggi, dal punto di vista grafico, come li conosciamo noi sono diversisimi li ricordano nelle forme (come una zebra può ricordare un cavallo) ma non hanno quella impronta grafica riconoscibilissima (tipo la maglietta di Charlie con il zig-zag nero o il suo caratteristico ciuffetto di capelli sporgente sulla fronte.
Snoopy camminava a quattro zampe, non andava a caccia del barone rosso, non lumava le pupe e non scriveva racconti, qui di seguito la prima strip in cui compare, vi invito a fermarvi un’attimo a guardarla…a me personalmente ha lasciato senza parole.
I caratteri dei personaggi erano molto mooolto diversi, Charlie Brown non è il bambino pieno zeppo fino al midollo di insicurezze, ma un bimbo a cui piace divertirsi e fare dispetti, magari Sparky (nomignolo di Schulz) all'inizio cercava più la battuta ed il tempo comico a discapito della caratterizzazione del personaggio (forse esigenza sua giunta dopo) e devo dire che non si capisce tanto chi fosse il padrone di Snoopy era un pò il cane di tutti. All'inizio era tutta campagna...scherzo all'inizio c'erano Charlie Brown, Patty, Shermy, Violet e Snoopy.
Shermy chi è Shermy? Beata ignoranza (la mia) mi è stato spiegato che innanzi tutto la Patty non è la Piperita nazionale e che tutti e due (lei e Shermy) scompariranno. Solo successivamente vengono introdotti Schroeder (30 maggio 1951) inizialmente non diceva nulla era solo un bebè ma presto (solo qualche mese dopo, 26 settembre 1951) inizia a suonare il piano, Lucy (3 marzo 1952) che subitissimo da del filo da torcere a Charlie battendolo sempre a dama e questo sarà uno dei primi tormentoni che hanno reso famoso i Peanuts; un altro di questi è il classico pallone da rugby sottratto a Charlie Brown un attimo prima che lui potessecalciarlo facendolo capitolare in malo modo a terra….bene una prima versione la si vede il il 14 novembre del 1951 però a posto di Lucy troviamo Violet o come le ripetute sconfitte subite a baseball. Troviamo i nostri impegnati anche in altri sport come il golf (lo stesso Schultz ne era un praticante) giocato nei campi o in casa trasformando ogni zona in possibili parti di campo, la bellissima striscia domenicale del 13 luglio 1952 ne è un esempio.
Per ultimo, almeno in questo biennio di strisce fa la sua comparsa Linus, ancora senza coperta, non parlava ma era lì che con la sua presenza era causa di situazioni e battute divertenti.
Questo è quello che vi ho voluto segnalare riguardante le strisce presenti, spero di avervi un po’ incuriosito. Altrettanto importante è la parte dei redazionali e dell’intervista che ci mostra a 360° Schultz e scopriamo che a lui il fatto che la strip si chiamasse Peanuts non e mai andata giù lo trovava un nome brutto e gli venne imposto dal Sindacate (ente che gestisce parecchie strip in America) quello che più volte ha sottolineato e che i Peanuts lui non li creava per gli altri, non li ha creati perché dovessero esplodere nel fenomeno commerciale che sono oggi (e lo saranno sicuramente anche nel futuro), lui scriveva per se, scriveva per gli adulti e si infastidiva se qualcuno lo spingeva magari a rivolgersi ad un pubblico di bambini, odiava viaggiare, era schivo, non sopportava la morbosità di alcuni suoi fans, gradiva ricevere le loro lettere ma gli davano fastidio le loro rischiestwe e consigli.
Suo malgrado Charles M. Schultz, che lui lo voglia o no, ha ispirato con il suo lavoro altri cartoonist e non solo.
Durante la stesura di questa piccola recensione ho fatto alcune ricerche su internet, tramite i motori di ricerca si hanno inifiniti link che portano ad una miriade di siti, forse quelli più rappresentativi sono: http://www.snoopy.com e http://www.schulzmuseum.org.
Sapere che quest’uomo nella sua vita ha subito perdite dolorose come la morte della madre poco prima della sua partenza per la seconda guerra mondiale, ha subito a 58 anni un quadruplo bypass, si è separato dalla prima moglie ma nonostante tutto non si è mai arreso, ha trasformato i suoi sensi di alienazione, insicurezza ed inferiorità (lo dice lui stesso più volte nella sua intervista) in strips che parlano molte volte di argomenti scomodi come fede, intolleranza e depressione, con una leggerezza ed una semplicità rendendo fruibile a tutti, grandi e piccini, quello che aveva da dire, lo rendono di diritto un grande del fumetto.
Pensare poi a come ha concluso la sua carriera, si è ritirato dalle scene nel 2000 con un’ultima vignetta prima di morire (http://www.snoopy.com/comics/peanuts/history/last_original_strips.html) che riassume in poche righe il rispetto che aveva dei lettori e quanto volesse bene alle sue creature.
Sentry

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