mercoledì 10 giugno 2009

Chaz Truog: intervista esclusiva


La prima intervista esclusiva di Fumetti di Carta, dopo avervi presentato la versione italiana di una lunga chiacchierata con Grant Morrison ed una con Alan Moore, è dedicata a CHAZ TRUOG, un disegnatore conosciutissimo in Italia nonostante di lui sia stata pubblicata una sola opera.
Chaz Truog è infatti il disegnatore dei primi 26 numeri di ANIMAL MAN, capolavoro di un giovane Grant Morrison pubblicato anni fa sulla rivista Play Press AMERICAN HEROES ed ora in corso di ristampa in tre volumi per la Magic Press.
Anche negli USA, prima e dopo ANIMAL MAN, Truog ha realizzato opere minori, tra le quali spicca comunque la mini-serie in 10 albi CHIAROSCURO: THE PRIVATE LIVES OF LEONARDO DA VINCI, un fumetto storico dedicato al genio toscano – uno degli idoli dell’autore americano - e pubblicato per l’etichetta Vertigo della DC Comics.
Truog nasce nel 1959 in un paesino del Minnesota, e dopo essersi laureato in arti nel 1982, viene contattato dalla Marvel Comics per disegnare la serie COYOTE per la Epic, la linea matura della Marvel. Il suo lavoro successivo è appunto ANIMAL MAN, scritto dal quasi sconosciuto (all’epoca) Grant Morrison. Negli anni successivi si dedica alla pittura, alla scultura (le sue influenze artistiche spaziano dagli antichi scultori greci a Rodin, Bernini, Michelangelo e soprattutto Leonardo Da Vinci), e sporadicamente ai comics, con un albo su JURASSIC PARK pubblicato dalla Topps Comics e con la mini su Da Vinci per la Vertigo.
Negli ultimi anni si è interessato molto alla storia e alla cultura dei nativi americani, e questo suo interesse si sta riversando su un comic book in preparazione per la Moonstone.
Ma lasciamo parlare Truog, ringraziando Danilo “Darkhawk” Guarino per aver realizzato l’intervista, ed mdb per averla tradotta.


"IL VANGELO DI CHAZ TRUOG"

D: Ciao Chaz, passiamo subito alle domande: come è nata in te la passione per i fumetti? Qual'è stato il primo fumetto che hai letto, e perchè hai deciso di fare questo mestiere?

Chaz Truog: Ho cominciato leggendo "Casper" da bambino. Verso i tredici anni vidi un documentario sul "making of" de "Il viaggio fantastico di Sinbad" di Ray Harryhausen, che mi spinse ad acquistare la versione a fumetti pubblicata dalla Marvel. Ne fui affascinato!
Più tardi mi appassionai ad alcuni titoli Marvel, come "John Carter, Warlord of Mars", dalla serie di Edgar Rice Burroughs e a "Conan the barbarian", e un po' più tardi ancora scoprii "Heavy Metal", la versione americana della rivista francese "Metal Hurlant", che mi fece conoscere grandi autori di fumetti come Moebius e Milo Manara.

D: Il tuo nome, per gli appassionati di fumetti, è associato alle tue storie di "Animal Man" con Grant Morrison, ma un sacco di gente si chiede "Che fine ha fatto Chaz Truog?", quindi ti giro la domanda: che cosa hai fatto dopo la fine del ciclo di "Animal Man" con Grant Morrison?

Chaz Truog: Il progetto principale a cui ho lavorato per quanto riguarda i fumetti è stato una miniserie in dieci parti per la Vertigo intitolato "Chiaroscuro: the Private lives of Leonardo da Vinci", che ho creato con Dave Rawson e Pat McGreal. Leonardo da Vinci è un eroe della mia giovinezza, e volevo fare della fiction storica, un po' come Milo Manara. E' stato il più stimolante e al tempo stesso frustrante progetto su cui abbia mai lavorato, una sfida entusiasmante. Lavorare su di un soggetto collocato in una differente epoca storica richiede davvero molto lavoro di ricerca e documentazione, e molto più tempo di quanto ne richieda, per fare un esempio, un normale progetto su Batman.

D.: Anche se molti non lo sanno, prima di "Animal Man" avevi lavorato in una serie Epic intitolata "Coyote". Che cosa ricordi/ci puoi dire di questa esperienza con lo scrittore Steve Engleheart?

Chaz Truog: Una delle cose che non mi sono mai spiegato in vita mia è per quale motivo mi avessero assegnato "Coyote". A quell'epoca (1982-83) la Marvel si stava espandendo con la linea "Epic". Erano fumetti stampati su carta qualitativamente superiore, con una colorazione migliore, e presentavano storie più "adulte", per così dire. Il primo albo era una serie di Jim Starlin di cui al momento non ricordo il titolo ("Dreadstar" ndmdb)
Seguì "Coyote", inizialmente disegnato da Steve Leialoha, che però lasciò dopo due uscite. Bret Blevins disegnò un fill-in e la serie fu sospesa in attesa di trovare un sostituto stabile, che saltò fuori essere il sottoscritto. Avevo finito il college da meno di un anno, ero praticamente senza alcuna esperienza, e mi veniva proposto improvvisamente un lavoro prestigioso per cui non ero assolutamente pronto. Se guardo la qualità di quei disegni, che divennero poi i provini per quel lavoro, ancora oggi mi domando: "Ma che cosa credevano...?!". Erano terribili, e probabilmente è ancora un complimento. Nonostante ciò mi fu assegnato il lavoro, così l'albo tirò avanti per un po' con vendite scarse e poi fu cancellato. E io non ebbi mai più un lavoro dalla Marvel.

D.: "Animal Man" è stato sicuramente uno dei fumetti più divertenti che io abbia mai letto; grandi emozioni, concetti astratti resi perfettamente dai tuoi disegni. Ho sempre impressa nella mente la scena in cui Buddy perde il braccio, davvero stupefacente. Oppure la prima scena con il coyote ne "Il vangelo del coyote". Che cosa pensavi prima di disegnare, di fronte alla pagina bianca? Preferivi lavorare su testi più o meno dettagliati? E in questo senso, com'era il lavoro con Morrison?

Chaz Truog: Quando ricevo una sceneggiatura, e guardo alla pagina singola, cerco di buttarla giù suddividendola in elementi che devono raccontare chiaramente la storia. Il personaggio "A" deve fare questo, questo e quest'altro per trasmettere questa azione o questa idea. Questa tavola deve essere bene in evidenza, questa emozione deve essere chiaramente espressa e così via. Dopo diventa tutto una questione di immagini, e a quel punto il disegno scorre via tavola dopo tavola.
Preferisco lavorare su sceneggiature dettagliate, se lavoro su un testo abbozzato mi sembra sempre di fare metà del lavoro dello scrittore al posto suo.
I testi di Grant erano sempre molto dettagliati, ha davvero un fortissimo senso di visualizzazione.
D: Qual'è l'episodio di "Animal Man" che ti ha dato più soddisfazione realizzare, e per quale motivo?

Chaz Truog: Ho amato "Il vangelo del Coyote" ("Animal Man" numero 5). Era l'estate in cui era uscito "Chi ha incastrato Roger Rabbit?", così me lo andai a vedere, e osservai i vecchi cartoni animati come punto di riferimento. Ricordo ancora il brivido che mi prese alla spina dorsale quando lessi la fine della sceneggiatura la prima volta.
Tutto quello che Grant avrebbe sviluppato su quella serie era tracciato in quella storia.
D: Dopo tutti questi anni hai sentito ancora Morrison per lavorarci insieme?

Chaz Truog: A dire la verità, non ho letto nulla dei lavori di Grant dopo l'ultimo numero di "Animal Man". All'epoca in cui aveva terminato il suo ciclo sulla serie ero davvero un po' esaurito dai suoi testi.
D: Se avessi l'opportunità di scegliere un grande personaggio o un grande scrittore con cui lavorare, chi preferiresti e perchè?

Chaz Truog: Mi piacerebbe molto disegnare "Conan", o uno qualsiasi dei personaggi di Robert E. Howard. Per quanto riguarda gli scrittori, mi sarebbe piaciuto molto poter lavorare con Neil Gaiman, su "Sandman".
D: Parlando di lavoro, attualmente sei all'opera su un nuovo albo per la Moonstone, intitolato "Geronimo". Ce ne puoi parlare?

Chaz Truog: Sto facendo le matite, gli inchiostri e il lettering per questa serie. E' un po' come lavorare ancora su "Chiaroscuro", ambientato in un'epoca e una civiltà differenti. Sto cercando di dare una versione non stereotipata sul modello hollywoodiano degli Indiani d'America, di essere storicamente accurato, e allo stesso tempo di essere puntuale con le scadenze. Una bella sfida!
Comunque potete vedere un'anticipazione del lavoro sul mio sito web: www.chaztruog.com
D: Com'è lavorare con Eric Griffin e lo staff della Moonstone?

Chaz Truog: I testi di Eric sono fenomenali, molto visivi! Come editor poi c'è Jim Gentile, che è davvero molto collaborativo e di grande aiuto.
D: Progetti in vista dopo "Geronimo"?

Chaz Truog: Aspettatevi un grande ritorno nel 2005!

Danilo Guarino