lunedì 15 giugno 2009

Cacciatori di Sogni - ottobre 2005


Cacciatori di Sogni, di Neil Gaiman, testi - Yoshitaka Amano, illustrazioni - edizione italiana: Magic Press

Albo nato in occasione del decimo anniversario della nascita di Sandman (in cui Neil Gaiman ha dato origine ad un mondo lirico, fatato, ma al tempo stesso anche sfuggente e letale) ed ispirata alla novella giapponese: La volpe, il Monaco e il Mikado dei Sogni di tutte le Notti, questo Dream Hunters si caratterizza come un’opera di altissima qualità intrinseca e non piatta e pianificata marchetta celebrativa.
Adatto anzi ottimale per apprezzare questo “mondo parallelo” al lettore che vi si avvicina per la prima volta. L’autore britannico ha scritto questo racconto dopo aver trovato molte analogie tra la sua creatura Dream (l'incarnazione in Natura del Sogno), il Mikado nipponico e gli universi che ospitano.
Cacciatori di Sogni è il racconto (illustrato) di una sfida, di un amore, di un oscuro sortilegio, di un viaggio nella Terra del Sogno e di una punizione/vendetta, il tutto fuso in un magistrale epilogo conclusivo.
Riportare o classificare la trama però sarebbe limitativo per una storia che va apprezzata per quali e quanti simboli, sottotesti e sensazioni riesce ad evocare con il determinante ausilio dell’ illustratore Yoshitaka Amano, diventato famoso per aver creato visivamente il videogame Final Fantasy.
Le sue sono tavole davvero mozzafiato. Sembrerò banale, ma è così.
Sensuali, visionarie, ma al tempo stesso sobrie ed eleganti come nella tradizione giapponese miscelando sapientemente figure del teatro Kabuki ad influenze occidentali.
In due parole: da vedere!
Gaiman si conferma grandissimo storyteller per come riesce a far fluire le vicende con ritmi tipicamente occidentali, perfettamente a proprio agio nello spirito del “racconto buddhista” favola per adulti con un forte ed imprescindibile messaggio finale.
Il suo mondo dei sogni si riconferma affascinante ma altrettanto pericoloso, sensuale ma altrettanto spietato e la bravura del grande Neil sta nel fatto che ce lo fa preferire al nostro dimostrandone però, quasi geometricamente, la fondamentale somiglianza.
Fluire della narrazione come gli intarsi sulle scale del tempio che, a seconda del ritmo e della velocità di salita, offrivano all'ospite uno spettacolo ed una gamma di emozioni diversi.
Leggere il racconto tutto d'un fiato gettando qua e là uno sguardo alle figure ed entrare in empatia quasi totale con il quieto monaco e la sfuggente donna-volpe oppure soffermarsi ad ammirare le splendide illustrazioni di Amano e provare a dare un senso al tutto.
A voi la scelta.
Per quanto mi riguarda ho amato talmente i personaggi che ho salutato con grande tenerezza la presenza della donna-volpe anche se per una manciata di righe soltanto, in American Gods.
Emblematico l’intervento conclusivo del Signore dei Sogni, deus ex machina neutrale solo in apparenza e con un senso etico quasi assoluto da risultare insondabile alla mente umana. Anche lui però, obbbligato a rispettare volontà ancor più potenti ed antiche della propria.
Anche lui, di nuovo, pedina del “gioco della vita”.
James not Jemas