giovedì 11 giugno 2009

Bernvenuto all'inferno, Henry Dante - Detective Dante n. 1 - giugno 2005


Il detective Henry Dante ha iniziato la sua personale Commedia apparendo nelle edicole col n. 1 di una maxi-serie di 24 albi proposta dall’Eura. Ogni 8 albi della maxi-serie comporranno una delle tre “cantiche” che racconteranno la saga di questo eroe moderno: Inferno, Purgatorio e, ovviamente, Paradiso.
Il nuovo personaggio realizzato dall’immarcescibile duo di sceneggiatori Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli è un poliziotto al quale hanno ucciso la moglie, che si è fatto trasferire per dimenticare un passato che invece continua ad ossessionarlo. Come recita uno degli strilli di copertina, si ritroverà subito in una ripida discesa nell’Inferno metropolitano di Paradise City, guidato da un moderno Virgilio sexy e pericoloso come la sua nuova collega Meridiana Cortez.
Così nel corso della prima storia veniamo a sapere che Dante è un poliziotto dai modi spicci, prontissimo ad usare la pistola nelle situazioni pericolose, quasi in una sorta di ricerca della morte, che Paradise City è una città dove la violenza regna sovrana e dove la polizia non ha neanche accesso in determinate zone controllate dalla malavita, e… poco altro.
L’azione la fa da padrona in questo numero, dapprima con una rapina in un fast food e poi con un lungo assedio coi protagonisti asserragliati all’interno di un mini-market. E la storia corre via che è un piacere, dura, intensa, violenta, con personaggi che sanno un po’ (molto) di “già visto” ma che gli appassionati di action movies rivedono sempre volentieri: il poliziotto indurito dalle vicissitudini private, la poliziotta bella e letale, i malviventi di colore dal look gangsta e dai dialoghi “cool”.
I disegni di Elisabetta Barletta mi hanno ricordato in alcuni momenti un Risso con meno ombre ma non per questo sono meno efficaci, e sono adattissimi ad illustrare l’ambiente in cui si muoveranno Dante e i co-protagonisti della maxi-serie.
Durante la lettura non riuscivo però a non associare il protagonista della storia di Bartoli e Recchioni a quello della nuova serie di Tito Faraci per Bonelli: Brad Barron.
Entrambi partono da caratteristiche “stereotipate” (lo scienziato ex-eroe di guerra in grado di risolvere sia con il cervello che coi muscoli le situazioni che si trova di fronte nel caso di Barron, il poliziotto in crisi dopo la morte della moglie nel caso di Dante) e da situazioni altrettanto già viste (un invasione di alieni e la ricerca dei propri cari per il personaggio di Faraci, il trasferimento in un nuovo dipartimento e la ricerca dell’assassino della moglie il personaggio di Bartoli e Recchioni), ma promettono di muoversi all’interno di questi scenari noti al pubblico in direzioni nuove, o perlomeno non banali come si potrebbe pensare dalle premesse.
In entrambi i casi, alla chiusura degli albi rimane per il lettore la curiosità di sapere come continueranno le vicende narrate. Non è poco, soprattutto di questi tempi, per un albo a fumetti.
Lorenzo Corti