giovedì 11 giugno 2009

Barbara Barbieri - Stefano Bonfanti (DenTiBlù): faccia@faccia n. 6 - gennaio 2005


Barbara Barbieri e Stefano Bonfanti, in arte più semplicemente “DenTiBlù” (per la somma disperazione del loro dentista, che sperava in un ritorno di immagine un po’ migliore), si sono affacciati alla ribalta fumettistica verso la fine del secolo scorso.
Toscani, e quindi (secondo i migliori luoghi comuni secondo cui “i negri hanno il ritmo nel sangue”, etc. etc.) salaci e irriverenti, hanno fatto di tutto per avvalorare questo
Empolesi, e quindi (seguendo l’onda dei luoghi comuni) appassionati di carciofi (no, non quelli , che si sa che ad Empoli “tutti quelli seduti in Piazza dei Leoni son drogati!”), entrambe classe 1976, stanno insieme dai tempi del liceo o quasi, e pare abbiano deciso di convolare finalmente a giuste nozze, spezzando anche il cuore dei fans più focosi di Barbara, dopo che Stefano aveva riservato lo stesso trattamento ai loro arti.
Di alcune delle fans più focose di Stefano, invece, non sanno più nulla nemmeno i genitori, che non disperano, prima o poi, di poter dare degna sepoltura ai poveri resti delle loro incaute figliole.
Quale migliore occasione per presentare un Faccia @ Faccia in tema con la ricorrenza più commerciale e sfruttata del mondo? No, non Helloween!
Non aspettatevi sdolcinatezze, cuori e cioccolatini, ma al limite simpatia e cinghiali, visto che dopo un fugace esordio sul Vernacoliere con un personaggio adatto alle raffinate tematiche del Livornocronaca, nella strip «Le avventure di Culo», si sono dedicati anima (di Barbara) e corpo (di Stefano) al suiniforme Zannablù, che hanno reso protagonista di svariate parodie, da «Harry Porker» a «Il Signore dei Porcelli».
Non hanno lesinato qualche incursione nell’universo supereroistico, ovviamente trattato a modo loro, con l’improbabile «Bath-man», e non abbiamo idea (più o meno, ndr) di quali siano i loro programmi attuali né futuri, visto che è praticamente impossibile farli rispondere seriamente a qualsiasi domanda.
Forse.

Come ti chiami?
Barbara Barbieri: Io Barbara, grazie. E tu?
Stefano Bonfanti: Ehi! Questa la so! Questa la so! Ehr... uhm... un aiutino?
Quando e dove sei nato/a?
Barbara Barbieri: 28 anni abbondanti fa ad Empoli (FI).
Stefano Bonfanti: Nel ventesimo secolo, in un ospedale.
Dove vivi?
Barbara Barbieri: In un paesino sull’Arno, tra i ranocchi che gracidano notte e giorno, etc...
Stefano Bonfanti: A Empoli, città nota al mondo per i suoi... Empolesi.

Dove vorresti vivere?
Barbara Barbieri: In un paesino sull’Arno, tra i ranocchi che gracidano soltanto il giorno, etc...
Stefano Bonfanti: A Hollywood, ma solo se la trasferiscono attorno a casa mia.

I FUMETTI:
A che età e con chi la prima volta (che hai letto un fumetto, ovviamente)?
Barbara Barbieri: Non lo so. Ho sempre letto pochi fumetti. Ho cominciato seriamente a leggerli quando ho iniziato a farli.
Stefano Bonfanti: Avevo sei anni, era un giornaletto che si chiamava «Più», un raccoglitore che conteneva numerose storie a fumetti, anche di autori di un certo livello. Lo comperai perché aveva un gadget in allegato: le Uova di Artemia Salina, piccoli crostacei che mai vidi nascere. Tutt’ora mi chiedo se non fosse solo una bustina di sale grosso. Prima di allora, niente di serio... tutte avventurette (coi fumetti, ovviamente).

Il tuo "muso ispiratore"?
Barbara Barbieri: Il muso... anzi il grugno di Zannablù.
Stefano Bonfanti: Beh, Carlo Peroni. Oddìo, di solito lo definisco “Maestro”, ma spero non si offenda a sentirsi chiamare “muso”... Ehi, Carlo, se mi stai leggendo: non sono stato io, è colpa sua!
Il fumetto che più ti è piaciuto, o un fumetto che vorresti aver realizzato tu?
Barbara Barbieri: «Bone» come soggetto, «Sky Doll» tecnicamente.
Stefano Bonfanti: Troppi, per troppi motivi. Che poi, se li avessi veramente realizzati io, chissà che schifezze!

Un fumetto (o un autore) che non ti è mai piaciuto?
Barbara Barbieri: Stefano Bonfanti, sia a livello personale che professionale. Il fatto che stiamo per sposarci non dimostra affatto il contrario, vero?
Stefano Bonfanti: Ma non me lo avevi già chiesto come mi chiamavo?

L'ALTRO/A:
Che cosa pensi dell'altro/a?
Barbara Barbieri: L’altro chi? Il mio ganzo? E me lo chiedete davanti a Stefano così sfacciatamente? Via! Un po’ di pudore!
Stefano Bonfanti: Penso che a volte non mi prende sul serio. Ma lo sto pensando adesso, magari fra un po’ penserò che a volte mi prende troppo sul serio. E forse più tardi ancora penserò che...

Meglio viverci assieme o lavorarci insieme?
Barbara Barbieri: Viverci assieme, credo. Anche se mi resta davvero molto difficile scindere le due realtà.
Stefano Bonfanti: Ehm... dici che ci sia differenza?

Un difetto di Barbara, secondo te:
Barbara Barbieri: Il fatto che Barbara propenda per l’ammazzare Stefano se non risponde “nessuno” a questa domanda.
Stefano Bonfanti: Non è ninfomane.

Un difetto di Stefano, secondo te:
Barbara Barbieri: Oddìo! Tutto e niente. Non lo vorrei che così. Andiamo sul tecnico: ha dei capelli impettinabili! No, ecco! Ne ha uno: è disorganizzato e disordinato! Sì, ok. No aspetta ne ha un altro, anzi due, anzi... Scherzo!
Stefano Bonfanti: Sono monogamo.

Un pregio di Barbara, secondo te:
Barbara Barbieri: Uno sooloooo? Come faccio a scegliere tra tutte le mie fantastiche doti???
Stefano Bonfanti: Ambisce a conquistare il mondo.

Un pregio di Stefano, secondo te:
Barbara Barbieri: E’ alto un metro e novanta. Ahahahhahahhahahahah! Scusate.
Stefano Bonfanti: A sedici anni stappavo le bottiglie coi denti.

La donna ideale di Stefano, secondo te:
Barbara Barbieri: E’ troppo concreto per avere una donna “ideale”. La sua donna ideale è quella che lo conosce alla perfezione, lo capisce ed ha condiviso con lui tanti tanti momenti belli e brutti. Niente di ideale, quindi. Io e basta.
Stefano Bonfanti: Senza dubbio Suor Paola. Il mio sogno è farle dismettere gli abiti sacri ed andare con lei allo stadio. Oppure farle dismettere la sciarpa della Lazio ed andare con lei in chiesa. Fa lo stesso.

L’uomo ideale di Barbara, secondo te:
Barbara Barbieri: Stefano. Ho un ideale astratto di uomo perfetto e non è troppo diverso da lui. Inoltre lui è concreto e questo lo fa vincere su qualunque astrazione.
Stefano Bonfanti: Gandalf il Grigio, senz’altro.

Che cosa hai pensato, la prima volta che hai visto l’altra/o?
Barbara Barbieri: Primo giorno di scuola. Terza liceo. “Quello lì non è granché ma ci ha la faccia intelligente”. Giuro.
Stefano Bonfanti: “Begli orecchini. Chissà se me la dà”.

Che cosa hai pensato, l’ultima volta che hai visto l’altra/o?
Barbara Barbieri: Cinque minuti fa. “Ma perché poi avrà comprato dieci confezioni da cinque di Kinder Cereali se ha detto che vuole dimagrire?” Giuro.
Stefano Bonfanti: “Bel computer. Chissà se mi cede l’uso della tastiera”.

Sei più simpatica/o tu o lei/lui?
Barbara Barbieri: Essi.
Stefano Bonfanti: Senza/o dubbio/a lei/lui.

Sei più permalosa/o tu o lei/lui?
Barbara Barbieri: Io. Di sicuro. Ma sto migliorando.
Stefano Bonfanti: Eh no, questo mi sembra offensivo!

Che cosa dirà l’altra/o quando leggerà le risposte?
Barbara Barbieri: Dirà: “Ah?!”
Stefano Bonfanti: “Avada!” (simile all’Avada Kedavra, formula magica per far cadere stecchite le persone nella saga di Harry Potter, ma qui usata come forma deferenziale Avada Kagar). Oppure dirà “Ke skifo!”, con l’accento portoghese. Oppure dirà...
DOMANDE A RAFFICA:
La parolaccia che dici più spesso?
Barbara Barbieri: Non lo so... “Culo”, credo. Anche solo per parlare del nostro personaggio.
Stefano Bonfanti: Non dico parolacce... ’fanculo, pensi che non sia vero?

La parolaccia che dice più spesso l’altra/o?
Barbara Barbieri: Culo anche lui? Boh...
Stefano Bonfanti: Matrimonio.

Bianco/nero o colore?
Barbara Barbieri: Nero su nero. Così non si vedono i difetti.
Stefano Bonfanti: Colore, se proprio non c’è fretta...

Cani o gatti?
Barbara Barbieri: Cani.
Stefano Bonfanti: Cani, decisamente cani. Mi piace la fiducia reciproca.

Panna o cioccolato?
Barbara Barbieri: Cioccolato.
Stefano Bonfanti: Una cioccolata con panna, grazie!

Dio, Patria o Famiglia?
Barbara Barbieri: La famìgghia, ah!
Stefano Bonfanti: Famiglia, mi piacciono le cose concrete.

Fede o Feltri?
Barbara Barbieri: Scelgo la FEDE nel fatto che i FELTRI impediscono alle sedie di graffiare il pavimento.
Stefano Bonfanti: Feltri, o meglio, Feltrinelli, che così mi leggo qualche libro, va’.


SALUTI:
Un saluto a chi ti vuol bene:
Barbara Barbieri: Ciao a voi che spero siate tanti.
Stefano Bonfanti: Ciao Gauguin! No... no... buono, a cuccia, a cuccia che se no mi macchi il vestito con le zampe!

Un saluto a chi ti vuol male:
Barbara Barbieri: Ciao a voi che spero siate pochi.
Stefano Bonfanti: Ciao gente!

mdb