martedì 9 giugno 2009

Andrea Plazzi: intervista esclusiva - gennaio 2005


Dossier Rat-Man n. 48

Sono passati pochi mesi da quando, terminata la mostra di Lucca, avevamo pubblicato (in collaborazione con MADE IN U.S.A. ) una lunga chiacchierata con Andrea Plazzi: si era parlato di «Rat-man», del «Signore dei Ratti» e del fumetto in generale, e ne era uscita una di quelle simpatiche interviste dove "le domande sono così belle che ti devi spostare un paio di volte sulla sedia, mentre rispondi" (Leo Ortolani), e che pare sia risultata perfino interessante e divertente.
Tra le altre cose, il buon Plazzi si era lasciato sfuggire un paio di anticipazioni, per esempio sul fatto che a maggio 2005 è prevista l'uscita dell'attesissimo «STAR RATS II» (by Ortolani, ovviamente), e che «Rat-Man» numero 48, previsto in contemporanea, NON sarà, invece, farina del sacco del Leo nazionale.
L'occasione di tornare sull'argomento era troppo ghiotta, e la sedia evidentemente non era tanto scomoda, e così, una volta confermata ufficialmente la notizia, eccoci di nuovo qui ad assillare il povero Andrea, che si fa per dire, tanto poi lo sappiamo che parlare del ratto a lui fa solo piacere (ci ha fatto anche un libro, in caso vi fosse sfuggito), e poi così non rompiamo le scatole direttamente a Leo, che non perde tempo e può continuare a lavorare per la gioia dei suoi fans, e magari si diverte anche un po' a leggere l'intervista dato che, come dice lui stesso, "mi piace quando Andrea fa l'equilibrista e volteggia da una domanda all'altra con grazia e leggiadria insospettabili!".


mdb: Allora, Andrea, cominciamo con questo annunciato «Rat-man #48» realizzato da altri autori: come è nata l'idea?

Andrea Plazzi: Soprattutto dalle frequentazioni di Leo con amici fumettari, come Massimo "Bonfa" Bonfatti e Claudio "Clod" Onesti. Con quest'ultimo, la cosa è di vecchia data, perché assieme a Leo aveva prodotto una serie di strisce post-Bonvi delle STURMTRUPPEN, quasi dieci anni fa, e mi corre l'obbligo di avvisarvi che l'unico posto dove trovate la cronologia completa ed ESATTA di questi tesori sconosciuti è l'insostituibile (Mattia, ti scoccia rimettere il link al libro? Dai, così Coniglio è contento. E anch'io) «LEO ORTOLANI: CUORE DI RATTO»
mdb: Perché proprio il numero 48? Non poteva essere una degna celebrazione per le prossime cinquanta uscite? Aldilà dei tradizionali centenari bonelliani a colori, negli USA la «SHE HULK» di John Byrne aveva fatto scuola con il numero 50 realizzato a coppie di tavole da altri celeberrimi autori, ed era stato ripreso paro paro da «LEGS WEAVER» qualche annetto fa, tra l'altro con la partecipazione del Leo stesso.

Andrea Plazzi: A un certo punto il progetto è andato a massa critica (che di solito si dice delle reazioni nucleari; fate un po' voi...) per una serie di concause: Leo, a forza di baloccarsi con quest'idea di storie di Rat-Man fatte da altri (cosa che in passato non lo aveva mai interessato) ha concluso che poteva essere un esperimento interessante; il 2005 è uno dei possibili decennali del ratto, visto che il primo numero della serie autoprodotta uscì a Lucca, nel novembre del 1995 (c'erano - in ordine di altezza - la moglie di John Romita Jr., io, John Romita Jr. e un mio amico di Budrio, un comune in provincia di Bologna, che non è un brutto posto ma ci è nato Stefano Accorsi; quello che si ricorda che è «Rat-Man» però sono solo io, ma si sa che John Romita Jr. è un tipo distratto); infine, le dure leggi della fisica: nel maggio del 2005, per una serie di congiunzioni astral-editoriali DEVE uscire anche «STAR RATS 2», una storia ovviamente e come sempre tutta di Leo, che quindi non riuscirebbe a scrivere e a disegnare anche il numero di «Rat-man» di quel mese (che è appunto il 48) perché la fisica ci insegna che una giornata ha 24 ore (c'è da dire che già in passato, dopo un duro periodo di allenamento a base di dosi massicce di Star Trek e olofilm di Stephen Hawking, Leo aveva sfidato le leggi della fisica, producendo il primo «STAR RATS » e «IL SIGNORE DEI RATTI» in contemporanea con la serie regolare, uscendone vincitore; ma anche parecchio suonato).

mdb: Quindi una scelta "salutare", per Leo almeno. Come avete scelto gli autori?
Andrea Plazzi: A Bonfatti e Clod, da cui tutto è partito, si è aggiunto "naturalmente" Donald Soffritti, che oltre a un superbo disneyano (ma l'etichetta comincia ad andargli stretta, vista la varietà delle sue produzioni) è amico di Clod e anche di Gianni Fantoni, che come lui è di Ferrara e amico di Leo.
Le pagine a disposizione permettevano di inserire una quarta storia e dal mio coniglio personale ho estratto il cappello di Giorgio Cantù. E' un autore che fino a oggi, nonostante la grande passione, ha lavorato poco nel fumetto vero e proprio e di cui si è visto ancora meno, preso com'è da un'attività di grafico e designer ormai molto avviata. In realtà, le influenze e le ispirazioni più interessanti che porta al suo stile e al suo lavoro di grafico provengono proprio dal fumetto e dal cinema d'animazione e mi sembrava interessante vedere come avrebbe preso un ritorno al suo primo amore sulle pagine del secondo amore (non l'ho ancora detto, ma tutti gli autori coinvolti, sono "ovviamente" grandi appassionati e soprattutto lettori di «Rat-man» e di Leo).
Dimenticavo (ma solo perché tendo a darli per scontati, come la pioggia, il sole, Will Eisner e gli altri elementi della natura): il Ragguardevole Duo Ampollini & Cavalli (soli depositari dell'ortodossia Rat-maniana in assenza di Leo) ci hanno dato una mano consistente accoppiandosi a Cantù e Soffritti, per ciascuno dei quali hanno scritto una storia.
I veterani Bonfatti e Clod, invece, con uno sguardo di paterna e accondiscendente sufficienza, hanno prodotto l'opera per partenogenesi, senza accoppiamenti equivoci.

mdb: Tra gli appassionati del ratto (e magari anche in generale, per questioni di prestigio e visibilità) pare si sarebbe preferito qualche autore più famoso, tipo Silver o Cavazzano, tanto per non fare nomi. Speranze deluse per il momento, anche se per giudizi assennati bisognerebbe almeno aspettare il prodotto finito: scelta editoriale o ripiego obbligato?

Andrea Plazzi: Ovviamente in QUALSIASI progetto i grandi nomi aiutano, anche perché spesso - ed è sicuramente così per i nomi che hai fatto tu - i grandi nomi appartengono a grandi autori, artisti in grado di scrivere e disegnare grandi storie.
Non c'è evidentemente nessuna controindicazione (se non economica, eventualmente: potrebbero costare troppo) a questi o altri autori di fama, semplicemente il progetto non è partito come una decisione editoriale del tipo di quella che ha portato alla storia Faraci/Cavazzano dell'Uomo Ragno («L’Uomo Ragno. Il segreto del vetro», ndr) e che evidentemente doveva puntare il più in alto possibile, ma "dal basso", quasi per caso. La Panini l'ha poi approvata su proposta di Leo, proposta che includeva già i nomi degli autori.
Ovviamente la qualità e la riuscita delle storie sono un discorso completamente a parte e ne possiamo parlare dopo la pubblicazione...

mdb: Perfettamente d'accordo. Quindi il tutto è partito comunque da Leo. Come si è articolato il lavoro? Che ruolo ha avuto Leo nella realizzazione di questa iniziativa? Insomma, che grado di coinvolgimento (aldilà di quello emotivo) ha avuto nella lavorazione?
Andrea Plazzi: Sin dall'inizio, Leo ha dato carta bianca in maniera incondizionata (persino eccessiva - se devo fare l'avvocato del diavolo - in un autore che ha in mano un personaggio così forte e importante). Ha dichiarato "Voglio comprarmi una storia di Rat-Man in edicola senza sapere già come va a finire" e non si è fatto più sentire: idea iniziale, soggetto, sceneggiatura, bozzetti, schizzi, layout, matite, chine, lettering, etc. sono stati quindi lasciati al 100% agli autori e, in second'ordine, al sottoscritto.

mdb: Quindi la palla dal punto di vista editoriale è passata a te. Che difficoltà hai trovato rispetto al solito? Mi spiego: «Rat-man» è un "one man comic book": Leo cura tutto, dalla copertina alla posta dei lettori, e mi risulta abbia quasi carta bianca. Come è stato dover coordinare il lavoro degli autori? Per di più tutti per forza di cose esordienti sul personaggio, visto che si tratta di una novità assoluta avere altre mani all'opera sul ratto.
Andrea Plazzi: Mi sono semplicemente messo a disposizione degli autori che volessero confrontarsi lungo la strada, nel prendere le mille decisioni che bisogna prendere lungo il cammino che va dall'idea alla pagina finita.
Vecchie volpi come Clod e Bonfatti si sono mossi in completa autonomia (anche se solo pochi giorni fa Bonfa si è arreso al fatto che la storia l'aveva già scritta e disegnata almeno due volte, che andava benissimo e quindi tanto valeva smetterla di macerarsi nei dubbi e consegnarla).
Giovani leoni come Ampollini & Cavalli hanno fatto finta di tenere molto a un giudizio di cui non avevano bisogno (gratificando queste mie stanche ossa di editor), anche se ad assisterli avevano un disegnatore già navigato come Donald (che non è un semplice esecutore e che nel corso della realizzazione ha dato suoi contributi alla storia) e un giovane outsider come Cantù, motivatissimo a rendere il massimo.

mdb: "Vecchie volpi" e "giovani leoni" alle prese con il Ratto, ed è filato tutto liscio?

Andrea Plazzi: Mi rendo conto che detto così sembra tutto molto idilliaco e improbabile, e ovviamente ci sono state discussioni e idee diverse. Ma, in realtà, per un progetto talmente strano, difficile e delicato come questo (NESSUNO - compresi gli autori, prima di cominciare a lavorarci - riusciva a immaginarsi Rat-Man NON fatto da Leo), è così: tutto è andato sorprendentemente liscio. Persino le scadenze sono state sforate "ragionevolmente" (lo dico incrociando le dita, perché manca ancora qualcosa all'appello...).
Alla fine, posso dire che i problemi, e gli interventi da parte mia, sono stati minimi.
Secondo gli standard del caso, sono tenuto a dire - ma lo penso veramente - che se alla fine le storie piaceranno, il merito sarà degli autori, mentre i problemi, gli svarioni o le sviste competono a me.
Non sto neanche a parlare di cose che fanno parte di lavori come questo ma di nessun interesse per i lettori e che ovviamente competono al curatore, ovvero l'infinita trafila di beghe e formalità per cui è necessaria una cinghia di trasmissione tra l'autore (che quasi sempre è un normale essere umano) e una struttura come quella della Panini: dati sensibili, contrattualistica, etc. (hai idea di quante mail ci si può scambiare per un codice fiscale errato? Su, prova... dì un numero. L'hai detto? Sbagliato: di più).

mdb: Eh, il lato oscuro del tuo lavoro, per il quale dubito che qualcuno ti invidierebbe. Tornando alle storie, ci puoi dare qualche anteprima? Intendo dire: che approccio hanno avuto in generale gli autori al personaggio? C'è stata una linea comune, o ciascuno ha fatto a modo suo?
Andrea Plazzi: Libertà totale: ciascuno ha dato del personaggio la propria interpretazione.
Come ci si poteva aspettare, i due autori più esperti - Clod e Bonfa – hanno dato versioni personali, veri e propri omaggi a Rat-Man (in particolare, mi ha molto colpito la storia di Bonfatti), mentre le storie di Ampollini & Cavalli sono due vere e proprie storie di Rat-Man, come potrebbe pensarle e realizzarle Leo, come hanno imparato a fare così bene tutti e tre insieme sceneggiando le puntate del serial animato, negli ultimi due-tre anni. Graficamente, sono tutte storie tra loro diversissime e molto personali. Spero che piacciano tutte ma di certo a sfogliare l'albo l'occhio non si annoierà.

mdb: Quindi (lasciando da parte il perfido riferimento alla serie animata, per cui verranno probabilmente bersagliati di domande i diretti interessati) ci sarà anche un certo "equilibrio", per così dire, tra storie più vicine all'impostazione "classica" e interpretazioni completamente fuori dai canoni normali.. Una scelta "editoriale", per evitare di farne un puro albo di omaggi, o è uscito così?
Andrea Plazzi: Sono uscite così perché, come dicevo, agli autori non sono state date direttive di nessun tipo, se non la lunghezza: 12 pagine.

mdb: Bonfatti ha una lunga militanza nel fumetto umoristico, ed è stato quasi un pioniere moderno, nella tradizione di Bonvi e Silver; Soffritti è di scuola Disney; Clod è l'unico ad avere avuto qualche esperienza diretta a fianco del Leo, sempre grazie al mai dimenticato (e mai troppo compianto) Bonvi; Cantù è semisconosciuto al grande pubblico; Ampollini & Cavalli hanno rapporti con il Leo e sono stati i primi "esterni" a collaborare con «Rat-man» con materiale loro (indipendente e che non fosse un complemento redazionale all'albo, intendo). A qualche scettico potrebbe sembrare un po' un'Armata Brancaleone. Ci puoi dire qualcosa di dettagliato su di loro?
Andrea Plazzi: Armata Brancaleone...?

mdb: In senso buono, ovviamente…
Andrea Plazzi: Be', non è un progetto nato a tavolino, col metro e la squadra. Poi - spero di essere chiaro, dicendo questo - la differenza tra un'Armata Brancaleone e una truppa molto (ma bene) assortita è nei risultati, perciò stiamo a vedere.
Anzi, guarda, domande così puoi anche andare a farle a loro, così io non devo essere diplomatico. Che dici? It's a deal.

mdb: Ah! Ah! Ah! Dico che mi inviti a nozze: fissa pure la data per la cerimonia. Intanto però andiamo avanti, con un giudizio complessivo. Lo sappiamo tutti che sei di parte, ma fa niente, o magari fai finta di essere imparziale: il risultato dell'esperimento com'è, secondo te?
Andrea Plazzi: Ottimo. Non potrà piacere a tutti.

mdb: Conciso, equilibrato ed esauriente. Ti farò sapere se iscrivermi nella lista di quelli che rotolano o di quelli che crollano. Resterà un caso isolato, o potrebbe avere un seguito, sotto altre forme? Per chiarire (ed evitando titoli sensazionalistici Gazzettastyle tipo "LA PANINI PENSA AL DOPO-ORTOLANI!" su cui avevamo già scherzato, ma che metterebbero a repentaglio la tua incolumità), ci possiamo aspettare magari storie "di contorno" NON realizzate da Leo, in un futuro prossimo?

Andrea Plazzi: In programma non c'è nulla. Per il resto, l'unico limite è il cielo, o comunque Leo. Dovresti chiedere a lui...

mdb: Eh, ma già ha il suo bel daffare a cercare di trarre ispirazioni divertenti dalla tristezza generale della nuova trilogia di Lucas. Sai mica a che punto è, per caso?

Andrea Plazzi: Oggi fa molto freddo, ma proprio molto; c'è il sole, sai, una di quelle giornate d'inverno freddissime proprio perché c'è il sole, che se piovesse sarebbe meno freddo, hai presente no? Più freddo di ieri di sicuro ma forse meno di domani perché in TV dicono che arriva un'alta pressione (o forse bassa adesso non ricordo) e dovrebbe scendere la temperatura, per via dell'aria fredda dal polo, che poi di 'sta stagione è anche normale, insomma un tempaccio che fa passare proprio la voglia di tutto anche di menare il can per l'aia.
Bienvenido a Puerto Rico, señor Di Bernardo, sarà una grande annata per il melone. mdb