venerdì 19 giugno 2009

Alessandro Bilotta - Carmine Di Giandomenico - faccia@faccia - 2005


Su Carmine Di Giandomenico dovreste già avere le idee chiare, se seguite un po’ il panorama fumettistico nazionale o americano, o anche solo il nostro sito, visto che è già stato nostro graditissimo ospite sia in un precedente faccia@faccia in coppia con il Cammo nazionale. e in una successiva intervista, e se non le avete lette avete ora un’ottima occasione per rimediare a questa gravissima lacuna.
Certo, contando che Carmine Di Giandomenico è anche il primo autore a bissare la sua partecipazione a queste interviste doppie, potrebbe anche sorgere il ragionevole dubbio che noi si stia facendo qualche preferenza, o che si stia cominciando a grattare il fondo del barile, riproponendo cose in parte già viste.
Bè, non è così, (non del tutto, almeno, visto che non abbiamo certo la coda di autori alla porta bramosi di sottoporsi ai nostri minisupplizi incrociati); il fatto è che il 2005 è stato per CarmineOudeis”, è approdato alla Marvel, dove ha lavorato a “Vegas” e ad un “What if…?!” su Capitan America, mentre in Italia la Free Books ha riproposto in volume “Le Strabilianti Avventure di Giulio Maraviglia, Inventore”, straconsigliato anche solo per il rapporto qualità prezzo della riedizione.
Come se non bastasse, è in dirittura di arrivo il terzo volume dell’attesissimo (nel vero senso della parola) “La Dottrina” targato Magic Press.
E passiamo ad Alessandro Bilotta: scrittore, romano, ha collaborato con Bonelli, per cui ha realizzato un paio di episodi di Martin Mystere e si è poi distinto per la versatilità delle altre proposte, dalla rivisitazione della fiaba di Collodi con “Povero Pinocchio”, alle atmosfere più cupe de “Il Dono Nero”, entrambe edite da Montego, della cui avventura è stato tra i promotori e che ha pubblicato anche la prima serie del già citato “Giulio Maraviglia”, in team, appunto con Carmine Di Giandomenico, il quale ha dato anche forma anche al progetto de “La Dottrina”, come già detto in procinto di tornare in libreria con il terzo volume.
Alla luce dei ripetuti ed attuali incroci tra le loro carriere, e considerando anche che da qualche tempo abbiamo cercato di mettere a punto la formula dei Faccia @ Faccia rendendola un po’ meno ripetitiva con l’inserimento di una sezione “a tema” caratterizzata dalle opere che accomunino i due intervistati (da “Killer Elite” a “L’Insonne”, da “L’Ultima Battaglia”, a “Dylan Dog”), capirete bene che era un’occasione troppo ghiotta per non proporne uno tra Carmine e Alessandro incentrato anche a modo nostro su “La Dottrina”, e chi se ne frega se si rischia di essere minimamente ripetitivi!
E poi, volete mettere la soddisfazione di poter verificare quante risposte ha cambiato CarmineFaccia @ Faccia?!

Come ti chiami?
Alessandro Bilotta: Bilotta.
Carmine Di Giandomenico: Carmine.

Quando e dove sei nato?
Alessandro Bilotta: Un giorno d’estate del ‘77 a Roma.
Carmine Di Giandomenico: Nel venerdì 13 aprile del 1973.

Dove vivi?
Alessandro Bilotta: Al quinto piano di una via di questa città.
Carmine Di Giandomenico: Teramo.

Dove vorresti vivere?
Alessandro Bilotta: Nella colonia di Las Peras
Carmine Di Giandomenico: Teramo.


I FUMETTI:
A che età e con chi la prima volta? (Che hai letto un fumetto, ovviamente)
Alessandro Bilotta: All’asilo, con una bambina più grande. Lei lo teneva in mano e io sfogliavo.
Carmine Di Giandomenico: A v..... AH! No avevo 8 anni ed ero in spiaggia.

Il tuo “muso ispiratore”?
Alessandro Bilotta: Quel tale hidalgo di cinquant'anni, forte di costituzione, adusto, asciutto di viso, che si alzava di buon mattino ed era amico della caccia. Vogliono alcuni che portasse il soprannome di Don Chisciotte della Mancia.
Carmine Di Giandomenico: Preferisco la musa, la mia ragazza "Raffaella".

Il fumetto che più ti è piaciuto, o un fumetto che vorresti aver realizzato tu?
Alessandro Bilotta: Avrei voluto essere Bill Walsh quando ha scritto quelle sceneggiature immortali di Topolino per Floyd Gottfredson.
Carmine Di Giandomenico: Troppo assurdo pensarci e troppo assurdo come concetto, non ci ho mai pensato, non ha senso.

Un fumetto (o un autore) che non ti è mai piaciuto?
Alessandro Bilotta: Non mi sono mai piaciuti pseudofumetti con pretese pseudoeducative come “Storia d’Italia a Fumetti” di Enzo Biagi e “I Grandi Miti Greci a Fumetti” di Luciano de Crescenzo.
Carmine Di Giandomenico: I manga tratti dai cartoni anni settanta ottanta, preferisco ricordami l'animazione.

Fumetto italiano o americano?
Alessandro Bilotta: Giulio Maraviglia” e “La Dottrina” sono fumetti italiani, ma mi piacerebbe che questo mercato offrisse le stesse possibilità di essere esportati che offrono Francia, Giappone e America.
Carmine Di Giandomenico: Una puntina quello americano ma entrambi principalmente.

Fumetto d’autore o popolare?
Alessandro Bilotta: Io sinceramente non ho mai capito le specifiche che caratterizzano l’uno o l’altro.
Carmine Di Giandomenico: Entrambi, visto che miscelonano spesso in questo periodo.

”Giulio Maraviglia” o “La Dottrina”?
Alessandro Bilotta: Bilotta & di Giandomenico premiata ditta.
Carmine Di Giandomenico: ‘Azz’.. Qua è dura. Forse per una puntina dettata per via della dinamicità... preferisco Maraviglia! un anno cruciale: dopo aver completato il suo esordio da autore completo con il secondo volume di “ dal primo

L’ALTRO:
Che cosa pensi dell'altro?
Alessandro Bilotta: È il disegnatore più importante della mia vita.
Carmine Di Giandomenico: Che è un gran pignolo, puntiglioso... scass... romp... No, scherzo! EHEHEHEHEH! Personalmente penso che sia uno dei più grandi giovani sceneggiatori italiani degli ultimi anni, e devo dire che mi diverto molto a creare con lui questi immaginari.

L’ultimo fumetto dell’altro che hai letto?
Alessandro Bilotta: La Dottrina terzo volume.
Carmine Di Giandomenico: La Dottrina 3”.

L’ultimo fumetto dell’altro che ti è piaciuto?
Alessandro Bilotta: Invito caldamente alla lettura di "Oudeis" e a lasciarsi abbandonare dolcemente all’interpretazione personale, come quando si legge una poesia.
Carmine Di Giandomenico: La Dottrina 3”.

Che cosa hai pensato la prima volta hai incontrato l’altro?
Alessandro Bilotta: La prima volta che ho visto Carmine stava raccontando nei minimi dettagli tutta la trama e i significati di "Oudeis", una scena a cui negli anni avrei assistito almeno un’altra decina di volte. Mi colpì e mi colpisce ancora il sentimento con cui parla di qualcosa che lo tocca. Mi ha dato un grande insegnamento sul lasciarmi emozionare.
Carmine Di Giandomenico: Ammazza, che c’ha da fissarmi questo? Vabbè che sono arrivato in fiera con la corriera... Avrò forse i capelli sconvolti o la faccia sformata?... Datemi uno specchio!

Che cosa hai pensato l’ultima volta che hai incontrato l’altro?
Alessandro Bilotta: "Questo mi riprende la corriera a quest’ora, è pure buio e il Gran Sasso è bloccato. Guarda te se mi deve far preoccupare… "
Carmine Di Giandomenico: Caspita ma è dimagrito in maniera allucinante ...Voglio il suo dietologo!

Chi è più simpatico? Alessandro Bilotta o Carmine di Giandomenico?
Alessandro Bilotta: È molto difficile per me trovarmi simpatico. Dietro le mie battute ci sento sempre un doppio fine, il desiderio di ottenere qualcosa, l’ironia usata come pistola. Carmine invece è proprio come lo vedi.
Carmine Di Giandomenico: Alessandro, perchè ha delle battute veramente esilaranti.

Chi è più permaloso? Alessandro Bilotta o Carmine di Giandomenico?
Alessandro Bilotta: Perché questa domanda? È una polemica?
Carmine Di Giandomenico: Tutti penseranno a me visto che Teramo è considerato sud (anche se è centro), ma secondo me mmh... Ale... Eheheheheheh!.

LA DOTTRINA:
Che cos’è per te “La Dottrina”?
Alessandro Bilotta: La serie che mi ha accompagnato per maggior tempo e che contiene il pezzo più grande della mia breve vita in salita.
Carmine Di Giandomenico: Una sperimentazione continua, fino a quando mi lasceranno libero di esprimermi come voglio.

Descrivi in due parole il lavoro di Alessandro Bilotta su “La Dottrina”
Alessandro Bilotta: È lo stesso che per ogni altra storia. Scavare dentro di me cercando quello che mi emoziona e provare a trasferirlo in una storia che invento vignetta per vignetta, pagine e capitoli.
Carmine Di Giandomenico: Grande ricerca storica, artistica e soprattutto una grande sensibilità e bravura nel mantenere i personaggi vivi; delle volte mi verrebbe voglia di far pubblicare soltanto la pagina della sceneggiatura, perchè è un romanzo vero e proprio.

Descrivi in due parole il lavoro di Carmine di Giandomenico su “La Dottrina”
Alessandro Bilotta: Una ricerca mai soddisfatta di stili e atmosfere in base a come la sua sensibilità viene impressionata da ogni scena. Un lavoro che ottiene l’effetto di sorprendere a ogni passo senza essere mai prevedibile.
Carmine Di Giandomenico: Come ho detto prima, “sperimentazione continua”.

Come è lavorare in team con l’altro?
Alessandro Bilotta: Due che cercano di spegnere un incendio passandosi il secchio di mano in mano.
Carmine Di Giandomenico: Lavorare insieme è bellissimo, ma non sempre rose e fiori, bisogna restare attenti a non soffocare la libertà espressiva dell'altro altrimenti la collaborazione è destinata ad estinguersi.
E per il momento questo equilibrio c’è, e la simbiosi sembra che arrivi anche a chi legge.
E poi non potrei fare più a meno delle grandi battute di Ale.

Di chi è la responsabilità delle interminabili attese per “La Dottrina”?
Alessandro Bilotta: Direi che è buon merito di entrambi lottare perché le attese siano il meno interminabili possibile.
Carmine Di Giandomenico: FIII FUUUU FFIIIII FUUUU FIIII FFUUUUU…

Di chi è il merito maggiore, se “la Dottrina” piacerà?
Alessandro Bilotta: Del lettore a cui piacerà, che sarà probabilmente sulla nostra stessa linea d’onda.
Carmine Di Giandomenico: Di Alessandro.

Di chi sarà la colpa se “La Dottrina” non piacerà?
Alessandro Bilotta: Non si può mai parlare di colpa. Entrambi lavoriamo perché il fumetto sia soprattutto come lo vogliamo, non abbiamo cercato di interpretare o prevedere i gusti di eventuali lettori.
Carmine Di Giandomenico: Mia.

Come giudichi il lavoro finito?
Alessandro Bilotta: È difficile guardare a distanza qualcosa che si è fatto. Cerco di definirlo come un’ “Opera futurista in sette capitoli e quattro intermezzi narrativi”.
Carmine Di Giandomenico: Personalmente mi è sempre difficile giudicare un mio lavoro, di solito aspetto che siano i lettori, ma per “La Dottrina 3” ho dato il massimo, e penso che questo volume sia il migliore.

Che augurio personale faresti a “La Dottrina”?
Alessandro Bilotta: Di emozionare quelli che la leggeranno e che il tempo sia buono con lei.
Carmine Di Giandomenico: Che non prenda manganellate da un regime che non esiste, perchè non viviamo in un regime giusto?

DOMANDE A RAFFICA:
La parolaccia che dici più spesso?
Alessandro Bilotta: Dannazione, siamo circondati!
Carmine Di Giandomenico: Cazzo!” alla maniera di Francesco Meo, e ultimamente anche “Vaffanculo!”.

Bianco e nero o colore?
Alessandro Bilotta: Adoro il fucsia.
Carmine Di Giandomenico: Entrambi.

Cani o gatti?
Alessandro Bilotta: Sono vegetariano.
Carmine Di Giandomenico: Sempre il cane!

Panna o cioccolato?
Alessandro Bilotta: Cioccocremolato Delizia al Triplosupergusto.
Carmine Di Giandomenico: Cioccolato!

Mare o montagna?
Alessandro Bilotta: Vanno bene entrambi, basta che non mi ci mandate da solo.
Carmine Di Giandomenico: Montagna.

Dio, patria o famiglia?
Alessandro Bilotta: Dio e famiglia, ma credo che entrambi mi abbiano rinnegato.
Carmine Di Giandomenico: Famiglia.

Fede o Feltri?
Alessandro Bilotta: L’autoironia di Fede e la determinazione di Feltri.
Carmine Di Giandomenico: Santoro?

SALUTI:
Un saluto a chi ti vuol bene:
Alessandro Bilotta: Ciao come stai? Mi spiace, non ho più di venti euro.
Carmine Di Giandomenico: VI HAAMOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!” (piangendo e con il braccio alzato che saluta... insomma alla Renato Zero).

Un saluto a chi ti vuol male:
Alessandro Bilotta: Ciao come stai? Smettila di dare fuoco a tutti i motorini di Roma, ora ho la macchina.
Carmine Di Giandomenico: Ciao anche loro ed è giusto che ci siano.
Poi spero che mi diciate che vi ho fatto un giorno, giusto per capire come la pensate, e soprattutto “perché”, visto che non vi frequento...