sabato 6 giugno 2009

30 Giorni di notte - 2002


30 Giorni di notte di Steve Niles: storia; Ben Templesmith: illustrazioni; Robbie Robins: design del volume - IDW/Magic Press - € 9,50


Si era sentito parlare molto di questo Steve Niles, fumettista indipendente americano diventato in breve una delle grandi promesse del genere horror, tanto da arrivare a scrivere una storia con Rob Zombie (cantante metal e da poco anche regista cinematografico); finalmente l’attesa è stata ripagata grazie alla Magic Press che con questo 30 Giorni di Notte presenta lo scrittore americano al pubblico italiano. Ed è un signor debutto. Steve Niles è l’erede di una tradizione cinematografica horror che non c’è più, inglobata dalla serie di thrillerini soprannaturali che il cinema americano ci propina mensilmente, più giocati sulle atmosfere sofisticate e sugli effetti sonori che sull’inventiva e sulla voglia di osare.
Lo dice anche Clive “scrivo l’introduzione a qualunque cosa, basta che mi paghiate” Barker : “Il fumetto che avete tra le mani possiede molta dell’energia cruda e quasi brutale che avevano gli horror dei bei tempi andati”; non si può che essere d’accordo, perché 30 Giorni di Notte ci presenta un classico canovaccio del genere, con dei vampiri in caccia che assediano un villaggio. Cambia l’ambientazione (in questo caso l’Alaska), ma il resto della storia si snoda su sentieri forse prevedibili, ma ancora di grande effetto e divertimento, il tutto tra evidentissimi e voluti omaggi a John Carpenter e soprattutto a George Romero, citato nella scena culmine del suo La Notte dei Morti Viventi.
Non è solo questione di omaggi, di atmosfera, di trama…c’è anche quell’ironia crudele e nera, quel ritmo trascinante, quei personaggi così irreali, eppure così vivi. Ma, a parte la storia, è proprio la sceneggiatura di Niles a funzionare, grazie a dialoghi secchi e taglienti, ad un ritmo vertiginoso ed ad una scansione della pagina sempre diversa, sempre molto dinamica.
L’unico grande difetto della storia sono però le illustrazioni (piuttosto ispirate da quelle di Ashley Wood) di Ben Templesmith, sicuramente estrose e di grande effetto, ma purtroppo poco chiare e non perfettamente collegate alla sceneggiatura: insomma, a fronte di una storia linearissima, spesso i disegni sono troppo ingarbugliati per risultare realmente efficaci. Un neo purtroppo rilevante, ma che comunque non oscura la bravura di Niles. In definitiva un volume decisamente valido che ha già ispirato un film che sta per arrivare nelle sale americane (e si spera anche in quelle italiane poi…). Consigliato a tutti i nostalgici del “vero” horror, ovviamente…
Albyrinth