lunedì 15 giugno 2009

1602


1602 # 1- 2 di Neil Gaiman – Storia; Andy Kubert – Disegni; Richard Isanove – Colori; Scott Mckowen - Copertine - Collezione 100% Marvel – Marvel Italia - 2004

Con la pubblicazione del secondo volume per fumetterie si è conclusa anche in Italia l’attesissima e controversa miniserie 1602 , prima incursione in assoluto di Neil Gaiman nei territori dell’universo Marvel.
La trama di base è tanto semplice, quanto affascinante: cosa sarebbe successo se i più famosi eroi della Marvel fossero nati nel diciassettesimo secolo?
Un’idea molto simile a quella dei progetti Elseworlds della DC o, se vogliamo rimanere in casa Marvel, dei What If? (anche se, è giusto ricordarlo, l’opera è in perfetta continuità con l’universo Marvel), su cui Gaiman innesta una storia solida e godibile, perfettamente incastonata nella realtà storica del tempo. E non c’è dubbio che il fascino primario di quest’opera sia proprio la curiosità di vedere gli amati supereroi agire in un contesto completamente diverso, un trucco che, soprattutto nella prima metà della miniserie prende quasi completamente il sopravvento sulla narrazione: il gioco delle citazioni è talmente forte (almeno per chi conosce ed ama questo universo fumettistico) da fare passare in secondo piano lo svolgimento della trama.
E’ lo stesso Gaiman a favorire questo processo, basando tutta la prima parte dell’opera sulla presentazione dei personaggi ed optando per uno svolgimento molto lento e contorto della trama. Una volta presentati (o meglio, ripresentati) ai lettori tutti i protagonisti, la trama può finalmente entrare nel vivo rivelandosi come una classica storia corale della Marvel con gli eroi uniti prima contro il cattivo di turno (ed in questo caso la scelta non poteva che cadere sul più affascinante dei villain della Casa delle Idee, ovvero il Dottor Destino), poi decisi a riparare l’anomalia spazio-temporale che rischia di spazzare via l’universo. Come appena detto, la più classica delle storie Marvel.
E’ forse questo fatto che ha portato alla miniserie la pioggia di critiche (tra cui quella del Times che ha definito 1602 il peggior fumetto dell’anno): perché la verità è che da uno scrittore della caratura di Gaiman ci si aspetta sempre e comunque il grande capolavoro e, in questo caso, in molti si aspettavano una storia che ridefinisse i più importanti personaggi della Marvel.
Più semplicemente lo scrittore inglese ha optato per un divertissement intelligente, un’opera di puro intrattenimento, godibile, ottimamente scritta e con molti piccoli spunti degni di nota.
Il tutto con l’aiuto di un Andy Kubert davvero ispirato ai disegni (nonostante qualche volta gli sfondi scomparissero misteriosamente) e di un Richard Isanove, ormai probabilmente il più bravo e creativo dei coloristi mainstream, qui capace di dare ai disegni di Kubert una buona profondità ed un’atmosfera perfetta al contesto. E non dimentichiamoci delle splendide copertine di Scott McKowen, bravissimo a ricreare famosi dipinti dell’epoca incastonandoci dentro i supereroi.
Detto questo è comunque ovvio che 1602 non sia certo esente da vari difetti, su tutti la eccessiva lentezza dei primi capitoli, alcuni salti logici, una certa banalità nella risoluzione finale della trama (che, tra l’altro, ricorda in maniera piuttosto curiosa, anche se in modo “rovesciato”, quella dell’ottimo crossover mutante L’Era di Apocalisse) ed il classico finale creato ad arte per eventuali seguiti e tie-in vari che, non certo sorprendentemente, sono già stati annunciati dalla Marvel e che, probabilmente, finiranno per svilire lo scenario creato da Gaiman. Comunque sia una miniserie di buona qualità, sicuramente valevole dei (parecchi) soldi che costa: certo, non è Sandman, non è American Gods, ma è semplicemente una affascinante e divertente storia di supereroi scritta e disegnata molto bene. Il che non è certo disprezzabile…
Albyrinth