sabato 30 maggio 2009

Una ragazza alla moda



Una ragazza alla moda:
Quel che accadde dopo


*di Waki Yamato

*Star Comics, Storie di Kappa n° 60

208 pagine, b/n, 6.000 lire, brossurato

Settembre 1999



Waki Yamato si è qui dimostrata, ancora una volta, un’autrice geniale, dalle mille e più risorse. Non è caduta, con questo epilogo, nel tranello sin troppo pigro e seducente di mostrarci la vita di coppia fra la stravagante Benio e il suo biondo tenentino: tutto quel che realmente sappiamo del futuro degli sposini novelli è che hanno avuto ben presto un pargoletto, che pare già possedere il fascino di Shinobu e il carattere della sua poco domabile mammina… 



Se non ci è dato conoscere il futuro dei due giovani, allora, che significato ha il sottotitolo “Quel che accadde dopo”? Non sarà, forse, un mero specchietto per le allodole? A leggere il primo racconto (Una ragazza alla moda ha inciampato), si direbbe proprio di sì. Il racconto, infatti, si svolge in linea temporale prima della serie regolare. Ma come, direte voi, anche questo è un sistema facile e fin troppo abusato per realizzare l’epilogo di una serie di successo!



E, invece, è proprio su un simile topos che sensei Yamato scatena tutta la propria fantasia: la storia è sì un antecedente, ma… è ambientata in un’altra dimensione! Catapultata chissà come su questo “altrove”, Benio si troverà infatti a dover indossare i panni di una principessa ma, come sanno benissimo tutti i suoi fan, mai ruolo si potrebbe rivelare più rovinoso per una fanciulla con un carattere come il suo! 

Stabilito, dunque, che per l’autrice la serie non sarebbe potuta finire in altro modo che con il matrimonio fra i due protagonisti, cerchiamo di capire in cosa consiste questo fantomatico “seguito”.



In sostanza, si tratta di colmare vuoti e lacune che la serie (con relativo finale) rischierebbe di creare, generalmente riferiti alle sorti dei comprimari delle avventure della nostra ragazza alla moda. Il secondo racconto, Una storia di Sagiso, narra dell’infanzia del brigante (poi sergente) Onijima: si ripercorrono qui le tappe della formazione del suo carattere solitario, e si scopre persino come si è procurato la terribile cicatrice che solca il suo volto. Sul finale, si sancisce definitivamente la sua unione con l’avvenente e leggiadra Tamaki. Nel terzo racconto, Una raccolta di candide poesie, veniamo a sapere che fine ha fatto il fedele Ranmaru: dimenticato il suo amore non ricambiato per Benio, pare finalmente essersi innamorato di un’altra ragazza, dal carattere completamente opposto a quello del suo primo amore… ma, si sa, è difficile che i gusti cambino in maniera tanto radicale! 



L’ultimo racconto, Un nebbioso mattino a Parigi, ci rivela il destino dell’affascinante caporedattore Tosei Aoe, attratto da Benio ma allergico alle altre donne: a Parigi per un viaggio di lavoro, la sua vita si intreccerà indissolubilmente con quella del giovane Palé, creando un legame se possibile ancora più profondo di quello puramente amoroso.

La tecnica narrativa di questo epilogo in grande stile è presto detta: si alternano due racconti parecchio divertenti (il primo e il terzo) a due di raffinato e quasi onirico lirismo; una gemma assai splendente, che corona degnamente lo shojo forse più divertente mai apparso nel nostro paese. Leggere per credere!

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Raffaele Ventrice - Aprile 2001




N.B. Questo scritto, così come Koibito Play, Poropmpompin e Kirara, sono tratti dall'ultimo numero di SUSHI, rivista di Fumetti e Animazione Giapponesi, che purtroppo non ha mai visto la luce in edicola e fumetteria. Mi sono stati inviati dai redattori (ex redattori...) di SUSHI. Peccato assai: era la migliore rivista "giapponese" in Italia, a insindacabile giudizio di chi redige questa noticina. (O.F.)
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