sabato 30 maggio 2009

Toto l'ornitorinco e il signore delle nebbie - giugno 2001



Toto l'ornitorinco
e il Signore delle Nebbie


di Eric Omond e Yoann

cartonato, colori , 34 pagg.

Edizioni Bande Dessinee

Lire 20.000




Si sente spesso dire, e si legge, che i prezzi alti dei cartonati allontanino potenziali lettori di fumetti. Può essere e non sarò certo io a difendere tali prezzi. 
E’ vero, però, che questo splendido Toto l'ornitorinco e il Signore delle Nebbie non avrebbe potuto rendere al suo meglio senza una lussuosa confezione, la cartonatura, gl’incantevoli colori, l’ottima carta, la cura estrema col quale è stato prodotto dalla Bande Dessinée di Sergio Rossi & Co. (che come i miei cinque lettori sanno, è uno dei miei critici preferiti). 


Sono dell’opinione che la lettura di questo volume mi abbia ben ripagato del denaro speso per il suo acquisto. E’ un volume dai molteplici usi: lo si può godere per poi, magari, regalarlo al figlio, al nipote, al diavoletto dell’appartamento di fronte, soprattutto a un amico o a un amica. Sì, perché questa lieve avventura può essere gustata a pieno dai bambini e dagli adulti, cambia solo il livello di lettura, non certo la bellezza di storia e disegni.

Ho trovato questo volume in una bella libreria per ragazzi (non in una fumetteria, dunque!), nella quale vado volentieri a curiosare e a sfogliar libri. La commessa mi ha chiesto: “Vuole un pacco regalo?” e al mio rispondere che il volume era per me e che l’avrei letto subito, ha sfoderato un sorriso complice e mi ha subito mostrato altri fumetti “per bambini” (?), commentandoli uno a uno con entusiasmo…


Toto e i suoi amici, e cioè Sciscì l’echidna, Wawa il koala, Riri il pipistrello e la graziosa signorina Fafa (una volpe volante, forse?), vivono un’avventura che li porterà fino alle nebbiose e magiche terre del Bunyip, un mostro molto grande, molto forte e con un pessimo carattere, almeno così pare! I nostri eroi si muovono in un paesaggio – l’Australia - qui non toccato da umani, rigoglioso e splendido e non esagero se affermo che durante la lettura può sembrare di sentire il profumo della vegetazione… Merito dei bellissimi disegni di Yoann Chivard che paiono dei dipinti, e della storia narrata da Eric Omond.


Yoann, trentenne, nato a Alencon dans l’Orne, ha cominciato a disegnare a cinque anni, ha studiato quindi alla scuola di Belle Arti di Angers e ha lavorato per un po’ come pubblicitario per varie aziende. Proprio alla scuola di Belle Arti, nel ’97, reincontra Eric Omond, col quale aveva già stretto amicizia tempo prima. Inizialmente TOTO era stato concepito sotto forma di libro illustrato, solo in seguito verrà magnificamente adattato a fumetti insieme a Eric Omond. All’uscita dei due primi volumi della serie di TOTO in Francia (per l’editore Delcourt), gli autori hanno ricevuto non solo le lodi della critica, ma anche quelle degli operatori per l'infanzia, ma ciò non induca ad affrettati giudizi, perché TOTO è una lettura deliziosa per qualsiasi adulto: basta mantenere un po’ di voglia di sognare! (Mai perderla, quella) 


Non ci troviamo davanti a una storiellina sciocca, tutt’altro; e comunque continuo e continuerò sempre a sostenere che la magia suscitata dai fumetti non ha età, mai. Yoann ha pubblicato anche le serie Phil Kaos e Dark Boris per le riviste inglesi Deadline e Inkling. Come influenze dichiara Franquin, Breccia, Moebius e molti altri. 
Eric Omond, trentatreenne nato a Cherbourg, ha realizzato il suo primo fumetto – una trentina di pagine - alla tenera età di sei anni. Durante i suoi studi di Belle Arti, partecipa a esposizioni, realizza port-folio, si occupa di scenografie e, anche lui, pubblica un fumetto per la rivista inglese Deadline.


Per elaborare le atmosfere e lo “scenario” di TOTO, Omond s’ispira alla mitologia aborigena australiana, che da sempre lo appassione moltissimo. Scrive sia per il fumetto adulto che per quello destinato all’infanzia, con egual piacere. Ai graziosissimi animaletti protagonisti di questa avventura di TOTO, Yoann ha dato una caratterizzazione molto buffa e tenera, pur nella loro “riconoscibilità animale”; i loro movimenti sono fluidi come il segno dell’artista e i colori derivano certamente da un paziente lavoro di sperimentazione: non mi spiego come altrimenti avrebbe potuto rendere così magiche e affascinanti le atmosfere della storia! Colori assolutamente luminosi, non-naturali (sia inteso come pregio!), simbolici… 


Un altro punto a favore di Yoann è sicuramente la sua bravura nel caratterizzare le espressioni dei protagonisti: si passa dalla drammaticità alla comicità più divertente e non è davvero possibile non affezionarsi al delizioso Toto e ai suoi amici …o nemici, come l’orribile Bunyip. Ogni ambiente, dalla foresta, alle terre nebbiose di Bunyip, agli interni (la casina di Fafa, la caverna-laboratorio del dottor Goanna, un lucertolone che cura tutti gli animali della foresta), ha una sua particolarissima luce, mai la stessa da vignetta a vignetta; ci sono giochi d’ombre che generano equivoci e l’effetto generale è quello di una tridimensionalità fantastica.

E’, questo, un volume da leggere e, dopo un po’, rileggere con piacere, anche se –lo ammetto- il tempo-lettura non è certo dei più lunghi. Ma, in fin dei conti, chi ha deciso che è “il tempo” il metro di valutazione di un’opera a fumetti (e non)?
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Orlando Furioso - Giugno 2001