sabato 30 maggio 2009

Sandman presenta: Il ragazzo perso


Sandman presenta: le Terre del Sogno
"Il ragazzo perso" 


di Peter Hogan, testi
Steve Parkhouse e Dick Giordano, disegni

(consulenza di Neil Gaiman)

brossurato, colori, un centinaio di pagine

Magic Press, 2001

Lire 15000




Conoscete tutti Hettie La Matta, non è vero? L'abbiamo vista in giro, ne abbiamo immaginato l'acre odore, abbiamo intuito qualcosa sui suoi strani poteri. Ma è in questo bel volume che scopriremo quanto possa davvero essere potente, Hettie La Matta. 

La sua parola pare sia ascoltata anche da Chi, per gli umani, non ha che compassione e forse disprezzo. Beh, Hettie ci sa davvero fare: conosce molti Regni, gioca col Tempo, custodisce Tesori... 

Questo nuovo volume della collana Sandman Presenta edito dalla sempre-più-amata Magic Press, oltre a essere molto bello e caldamente consigliato (lo si divora bene, è altamente digeribile e dopo se ne vuole ancora), ha un'importante peculiarità: può essere letto e ben fruito anche da chi poco bazzica per i sentieri di Sandman - o per quelli Vertigo in generale. 

Certo solo gli habitué ne godranno appieno i riferimenti e i rimandi; ma anche il lettore che - vivaddìo! - volesse occasionalmente accostarsi al mondo di Dreaming per la prima volta, non resterà spiazzato. Potrà godersi la storia, bellissima (anche se forse risolta un po' in fretta), senza patemi di continuity. Tutto ciò, ogni tanto, è una gran bella cosa, anche per noi fanatici della serialità. Eppoi chi non sente il fascino dei viaggi nel Tempo?... 

“Salmon. Brian Salmon. Come sono arrivato qui?” Già: come è arrivato fin qui Brian Salmon?
C’entra per forza Hettie La Matta, specialmente quando il “qui” non s’intende come luogo fisico, ma temporale; certo, sempre di strade e percorsi si tratta, anche se molto, molto pericolosi. Muriel Jenkins, dottoressa Jenkins, psicologa docente all’università e – come tiene a precisare - “non junghiana” (si sa, gli junghiani sono più, come dire, possibilisti?), dovrà fare i conti con realtà e mondi sconosciuti, si troverà suo malgrado a fare da guida a Brian, riconsidererà tutte le sue precedenti concezioni, la pecezione della realtà. La vera protagonista del racconto – oltre a Hettie, s’intende - è proprio lei, dottoressa Muriel Jenkins, un personaggio al quale viene istintivo affezionarsi e che, una volta finito di leggere la storia, non si potrà non desiderare di reincontrarla. Da qualche altra parte, in qualche altro tempo, in qualche altra storia.

Oltre a Muriel, Hettie e Brian (Il Ragazzo Perso), incontreremo di sfuggita un paio di Eterni, Fate, Magia, creature e locande incantate e, come consulente, Neil Gaiman che guarda e osserva – non visto - da dietro lo specchio. 
Tutto ciò dovrebbe essere garanzia di qualità e in questo specifico caso, lo è. Difficilmente la Magic Press delude le aspettative e se inavvertitamente prende qualche cantonata (ben poche, in verità), credo sia sempre in buona fede. D'altronde l’affezione, la stima e il vero e proprio amore che questa Casa Editrice è riuscita a suscitare tra i lettori è prova sufficiente della bontà e qualità delle sue proposte, anche se – purtroppo - non sempre elevata qualità fa rima con vendite stratosferiche.

Tornando alla storia: in realtà forse non è vero che “è risolta un po’ in fretta”, è solo che cento pagine non bastano mai ad accontentare la voglia di addentrarsi sempre più in quei mondi così affascinanti e incantati… Peter Hogan, comunque, ha fatto davvero un bel lavoro, tratteggiando con delicatezza e incredibile vitalità i personaggi de Il Ragazzo Perso, così come ha fatto per i comprimari, i luoghi e le emozioni. Sugli autori di questo volume ci vorrebbero pagine e pagine per essere anche solo un minimo esaustivi…

Peter Hogan (ma sarà lo stesso che scrive biografie musicali? Queen, R.E.M. ecc.?) ha già scritto per The Dreaming e vanta collaborazioni sparse per il mondo di Sandman
Ne Il Ragazzo Perso dimostra la sua ottima qualità di scrittura, spero di leggerlo ancora. 


L’inglese Steve Parkhouse può gloriarsi di lavori e collaborazioni molto eccellenti: scrittore e disegnatore per la serie Doctor Who, per la rivista 2000 AD e per la rivista Warrior; insieme ad Alan Moore ha avuto la nomination al 1994 Eisner Award per "Complete Bojeffries Saga", edito dalla Kitchen Sink. 
Amico personale del grande Barry Windsor Smith, Steve Parkhouse deve proprio a lui la decisione di lavorare per gli States e così la sua carriera si arricchisce di lavori per Hellblazer, The Invisibles, Sandman, Star Wars ecc. Certo, c’è anche una macchia nella carriera di Parkhouse: per la Marvel ha scritto alcuni numeri dei Transformers

Ne Il Ragazzo Perso Peter Parkhouse riesce molto bene a rendere le diverse epoche presentate nel racconto, sia a livello di architettura di esterni che di design e le sue caratterizzazioni dei protagonisti risultano credibili e umane (quando si tratta di umani, s’intende…).

Per Dick Giordano, invece, ci vorrebbero come minimo dieci pagine solo per un mero elenco dei suoi impeccabili lavori. Ha lavorato per le maggiori case editrici, la sua carriera nel mondo dei comics inizia nei lontani anni ’40 ed è giustamente considerato uno dei dieci migliori inchiostratori al mondo. Suo il motto: “Se non sai disegnare, non puoi inchiostrare”
Impossibile per qualsiasi lettore di comics non aver mai incrociato le sue magnifiche tavole inchiostrate e anche ne Il Ragazzo Perso è ammirabile il suo lavoro, specialmente nelle scene notturne: nulla è lasciato al caso e anche l’inchiostratura dei dettagli è mirabile. 
Daniel Vozzo colora “a la Sandman”: colori essenziali, piatti, molto efficaci. (d’altronde non tutti impazziscono per Alex Ross). Ottimi autori per un bellissimo volume, caldamente consigliato.
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Orlando Furioso - Giugno 2001