sabato 30 maggio 2009

Leo Pulp


Leo Pulp
La scomparsa di Amanda Cross


di Claudio Nizzi, testi
Massimo Bonfatti, disegni
Cesare Buffagni, colori

brossura, colore, 98 pagg.

Sergio Bonelli Editore

lire 7000





S’immagini uno di quei vecchi, film di gangster, in bianco e nero. Il loro fascino cresce col trascorrere del tempo e poco importa che la recitazione sia datata, pre-“Metodo”: restano film bellissimi. 
S’immagini ora lo stesso film che come per magia assume i mille colori della vita –o della fabula se si preferisce- e si avrà decuplicato l’effetto della bellezza. 

Questo è a grandi linee ciò che ho provato leggendo Leo Pulp. Mano a mano che si procede nella lettura di questo gioiello ci si dimentica del luogo in cui ci si trova, o meglio: si è catapultati nella Los Angeles bollente degli Anni Quaranta e pare di respirare l’aria carica di piombo, pupe e malavita. 
E Hollywood, naturalmente. Mi sono accostato a Leo Pulp con qualche pregiudizio: non ho amato le ultime proposte della Bonelli né sono mai stato un accanito bonelliano, pur apprezzandone i prodotti migliori, e non sono fanatico di noir che non sia prettamente cinematografico. 

Invece… Questo fumetto, i cui autori credo non necessitino di presentazioni, mi ha letteralmente incantato, conquistato, divertito; insomma ne sono stato preso in ostaggio dalla prima all’ultima pagina e spero ardentemente non si tratti di un one-shot, di una sorta di esperimento o divertissement estemporaneo.

Leggendolo è facile convincersi che il personaggio, l’ambientazione, le atmosfere, abbiano enormi potenzialità e possibilità narrative che sarebbe un delitto non sfruttare appieno! Questa prima avventura del detective privato da 25 dollari al giorno più le spese, scorre in maniera appassionante, forte com’è di una magnifica coerenza che avvolge il lettore; priva di buchi o parti poco convincenti, con dialoghi che definire “azzeccati” è un eufemismo e tutta una serie di citazioni, rimandi e riferimenti assolutamente godibili anche se non si è giallofili a oltranza.


Deliziosi anche i riferimenti e i personaggi presi dall’ambiente hollywoodiano dell’epoca, che faranno la felicità di ogni cinefilo. Irresistibili i pensieri e le riflessioni di Leo, voce narrante oltre che protagonista assoluto della storia. Leo si atteggia a cinico duro e spietato ed è comprensibile che sia così dato che nella sua professione non può esserci spazio per sentimentalismi che potrebbero rivelarsi pericolosi. Ma il lettore, dal suo punto di vista privilegiato capisce che in quel petto segnato da cicatrici deve battere un cuore certamente più grande e più caldo di quanto lo stesso Leo potrebbe mai ammettere.


Questa sensibilità non esibita rende sia la storia che i personaggi ancora più umani e vicini a noi. Per quanto Leo non sorrida mai, è proprio a lui che va tutta la nostra incondizionata simpatia e quell’aura cupa e un po’ disperata che lo avvolge, lo rende romanticamente e dolcemente vivo.


E’ un Claudio Nizzi particolarmente ispirato a regalarci questa prima, bellissima storia di Leo Pulp. Non da meno, assolutamente non da meno!, gli splendidi disegni di Massimo Bonfatti: vignette e tavole perfettamente scandite da una tecnica sopraffina che fa di ogni disegno un (dimensionalmente) piccolo capolavoro, una vera festa per gli occhi. Il suo stile è qui perfettamente bilanciato tra umoristico e iperrealista e la caratterizzazione grafica dei personaggi, azzeccatissima, fa il paio con le bellissime ambientazioni e le atmosfere suggestive nelle quali si svolge la storia. Bonfatti applica una cura particolare ai dettagli, alla riproduzione di automobili (stupende!),abiti e ambienti d’epoca, arricchendo le sue vignette di… “vita vissuta”: incredibile ad esempio il caos imperante nell’ufficio e nella camera di Leo Pulp, graficamente descritto in maniera minuziosa, da perdercisi dentro, letteralmente.

I colori di Cesare Buffagni, particolarmente azzeccati anch’essi, impreziosiscono tutta l’opera; sono colori cupi e molto, come dire, “cinematografici”, che riproducono perfettamente una delle componenti più importanti e affascinanti di questo Leo Pulp: le atmosfere. Un fumetto, insomma, davvero molto, molto ben riuscito, consigliabile a ogni amante di questo meraviglioso medium, ma anche a chi abitualmente non legge fumetti ma è comunque interessato ad atmosfere noir non particolarmente pesanti. Un fumetto capace di immergere il lettore in un mondo nel quale si muovono personaggi ottimamente costruiti e vivi, in cui la miscela sapiente di umorismo, realismo, noir e avventura non può che conquistare. Alla prossima indagine di Leo Pulp, speriamo presto! (25 dollari al giorno, più le spese s’intende)
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Orlando Furioso - Luglio 2001